Ciak, si gira! Si farà cinema tra i borghi e le vallate del Piemonte. Grazie alla convenzione tra la fondazione Film Commission Torino Piemonte e l’Unione nazionale comuni e comunità enti montani (Uncem) Piemonte, si dà vita a un patto di impulso e sviluppo dell’attività cinematografica nei vari paesi montani della regione. Firmato in primavera, il protocollo d’intesa diventa operativo in questi giorni. Favorirà la creazione di un “sistema cinema montano”, collegato a quello regionale. Una sorta di cabina di regia che metta registi, professionisti, organizzatori di rassegne in collegamento con comuni, enti e associazioni di montagna. Tutto con l’obiettivo di far conoscere il valore del Piemonte e di stimolare iniziative culturali. E con non secondarie ricadute economiche sul territorio. L’articolato programma è stato presentato lunedì 16 settembre presso la sede di Film Commission a Torino.
Uncem. Con il cinema la scoperta di un Piemonte inesplorato

“Da sempre le istituzioni culturali e dello spettacolo guardano a Torino e alle indubbie bellezze dei suoi scorci e palazzi – ha commentato il piemontese Marco Bussone, presidente di Uncem nazionale, nel corso dell’incontro – Questa nostra intesa ha il merito di allargare lo sguardo e di aprire percorsi sino a ora poco esplorati. Non possiamo sempre e soltanto arrestarci ai confini della pur superba Reggia di Venaria”.
Cinema per valorizzare il territorio e il patrimonio storico e artistico
La convergenza di interessi tra Uncem e Film Commission è già tutta scritta nelle rispettive missioni. “Fctp ha per scopo la promozione e il sostegno di opere cinematografiche e della stessa arte cinematografica in Piemonte – ha considerato Bussone – Uncem si fa leva di attività culturali sul territorio, con particolare riguardo per le realtà di montagna. Le due forze unite sono un motore perfetto per trainare progetti di valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e artistico della nostra regione”.
Cinema come occasione di investimenti e sviluppo economico
Grazie ai dna complementari, Fctp e Uncem sono destinate a collaborare per diffondere cultura, ma anche per creare occasioni di sviluppo economico e di investimento. “Insieme potremo individuare nuovi percorsi e nuove strategie – ha considerato Bussone – Entrare, anche nel rispetto delle nostre tradizioni, nella modernità e nel futuro”.
I precedenti del progetto sistema cinema

Il progetto “sistema cinema” nasce già collaudato. “Nei nostri 24 anni di attività abbiamo seguito 1913 produzioni in Piemonte – ha spiegato Paolo Manera, direttore di Film Commission – Ci siamo fatti polo di attrazione di produzioni italiane ed estere e sostenuto in parallelo l’industria locale. Proprio qui in Piemonte abbiamo creato interessanti opportunità di lavoro per chi opera nel settore e più in generale nell’ambito della cultura e dell’università”.
Il cinema come moltiplicatore di investimenti sul territorio e propulsore di cine-turismo
Film commission è anche stato un propulsore economico per l’indotto, come fornitori, alberghi, ristoranti e per tutta la filiera della ricezione turistica. Un dato statistico su tutti, tratto dal bilancio sociale del 2023. “Nell’arco dello scorso anno – ha proseguito Manera – un investimento in fondi e servizi alle produzioni di 3 milioni di euro ha avuto un impatto economico sul Piemonte del 17,8 per cento, pari a oltre 54 milioni”.

Regione definita “film friendly”, il Piemonte avrebbe anche beneficiato di cine-turismo, sulla scia delle produzioni di maggior successo, come le fiction Elisa di Rivombrosa e La legge di Lidia Pöet.
Location guide. Una piattaforma per proporre i luoghi piemontesi del cinema
Ora si tratta di dare sistematicità a un filone dalle prospettive fruttuose. “L’offerta di location è essenziale – ha puntualizzato Davide Bracco, general manager of Film Commission – Invitiamo sindaci, amministrazioni comunali e anche privati a segnalare i luoghi a loro parere interessanti per ambientazioni di qualsiasi tipo ed epoca storica”. Sul sito di Film Commission esiste una sezione apposita, la Location guide. “Qui, seguendo un semplice percorso digitale, si possono indicare le mappe dei luoghi – ha proseguito Bracco – e caricare le immagini relative. Bastano foto scattate col cellulare”. Né ci si deve limitare ai paesaggi. “È auspicabile anzi che il ventaglio sia il più ampio possibile. Siamo interessati a palazzi, manifatture, casolari”.
L’ex cartiera di Ormea diventa la fabbrica dei jeans Levi. Il forte di Exilles, borgo della Resistenza

La cartiera dismessa di Ormea si è già prestata – tra il settembre e l’ottobre del ’23 – a set cinematografico, diventando la prima fabbrica della jeanseria Levi Strauss & Co di San Francisco, nel tv-movie Call me Levi, presentato al concorso tedesco Film Fest München. Pochi mesi prima – tra maggio e settembre dello stesso anno – tutta la Val di Susa e il Sestriere hanno offerto l’ambientazione della fiction Rai Fuochi d’artificio, con il forte di Exilles trasformato nella borgata clou dove si muovono giovanissimi eroi della Resistenza. Sono solo due casi, ma già emblematici delle potenzialità del settore.
Le hidden gem del Piemonte a servizio del cinema
“Bisogna investire – ha chiosato Marco Bussone – e agire anche sulle amministrazioni affinché si rendano conto delle hidden gem che hanno tra le mani”. Lanciare proposte e caricare possibili location sul sito di Film Commission non è tempo sottratto alle incombenze ordinarie. “È un investimento nel futuro del paese. Ed è con questa convinzione che dobbiamo vincere le anche minime resistenze dei nostri sindaci”.
La Sacra di San Michele nel film di Zalone Cado dalle nubi

Nel 2009 Bussone stesso aveva fatto da tramite tra il regista e attore Checco Zalone e un amministratore amico della Valle di Susa, quando per il film Cado dalle nubi c’era bisogno di una veduta di un’abbazia inerpicata su un monte. “Che cosa meglio della Sacra di San Michele? – ha commentato Bussone – E la nostra Sacra è comparsa nel film. Per soli 23 frame. Ma sono stati 23 frame che hanno dato al monastero un’impareggiabile notorietà”.
