Anziani. Una grande risorsa per la società

Anziani. Una grande risorsa per la società

Il 2 ottobre ricorre la festa dei nonni. Giusta qualità di vita per un invecchiamento sano e attivo

L’invecchiamento sano e attivo, che potenzialmente interessa almeno dieci milioni di italiani, è finalmente oggetto di attenzione nella comunicazione mediatica, nel dibattito pubblico, a livello politico-istituzionale e nei comportamenti individuali e di gruppo.

Ciò in considerazione, come dimostrato da scienza e dottrina nell’ambito sociale e sanitario, della sua importanza strategica sia per la qualità della vita che come fattore di prevenzione alle gravi limitazioni dell’autonomia e alla non autosufficienza nella terza e quarta età, che oggi interessa quasi quattro milioni di anziani.

Prevenzione per decenni sottovalutata a fronte di un problema e condizione dagli effetti spesso drammatici, cui sono stati dedicati negli ultimi quarant’anni ampi spazi ed energie in dibattiti, confronti e anche provvedimenti purtroppo finora senza corrispondenti esiti concreti.

Invecchiare con ottimismo, prendendosi cura degli altri

Invecchiare in modo sano e attivo significa e comporta in sintesi: mantenere attenzione e curiosità ed essere sempre in ascolto per tutto ciò che è nuovo e creativo, evitando qualsiasi forma di nostalgia del passato, ma valorizzandolo come occasione critica e di insegnamento per il futuro. Considerare il più possibile gli aspetti positivi della realtà e delle esperienze, esprimendo apertura, proattività, ottimismo. Invecchiare attraverso un processo di continuo adattamento, con meccanismi di compensazione, ai cambiamenti inerenti la persona e il contesto sociale. Aggiornare il proprio progetto di vita, mantenendosi in condizioni accettabili di salute fisica, psicologica, mentale, cognitiva e di partecipazione sociale al fine anche di offrire un contributo attivo alla comunità. Essere ‘egoisticamente altruisti’ perché l’attenzione, l’orientamento e il prendersi cura degli altri fa bene anche alla propria salute.

Nonni in servizio per i nipoti propri e degli altri

Si pensi ai nonni/e ‘in servizio’ per nipoti e loro genitori, ma anche all’’anzianità sociale’ di persone impegnate, a titolo volontario, in relazioni e attività di cura di bambini, ragazzi o persone con fragilità. Se tutte queste capacità e competenze attengono ad attitudini e responsabilità consuete, adeguate misure di politiche pubbliche ne favoriscono l’esercizio e i relativi positivi risultati.

Promuovere l’invecchiamento attivo

Fino alla prima decade di questo secolo gli interventi di promozione dell’invecchiamento attivo sono stati, in Italia, a macchia di leopardo, affidati all’iniziativa di enti locali e associazioni attraverso risorse proprie e/o attingendo a fondi nazionali e comunitari non specifici (es. Fondo nazionale politiche sociali, Fondo sociale europeo). Oppure ancora anche fondi e bandi a livello nazionale per singoli ambiti (es. agricoltura sociale, sport dolce ecc.). Risorse limitate ed incerte, non permanenti e strutturali.

2019-2024. Piano nazionale per l’invecchiamento attivo e in salute

La prima iniziativa significativa a livello nazionale è il Progetto di coordinamento nazionale partecipato multilivello delle politiche sull’invecchiamento attivo (2019-2024). Cerca di costruire un piano nazionale di indirizzi, obiettivi, misure e finanziamenti per l’invecchiamento attivo e in salute mettendo insieme e coordinando le esperienze nazionali, regionali e locali in modo condiviso e partecipato. Da qui le iniziative, anche normative, da parte di circa la metà delle Regioni.

In Piemonte un piano per l’invecchiamento attivo

Nello specifico del Piemonte la legge 17/2019 – ‘Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo’ – detta norme e indirizzi per favorire il ruolo delle persone anziane nella comunità. E per promuoverne la partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale, realizzando, nel contempo, percorsi per il mantenimento e potenziamento dell’autonomia e della salute. Prevede, inoltre, la predisposizione di un Piano per l’invecchiamento attivo (Pia), approvato nel 2023, che ne articola e dettaglia le disposizioni generali individuando, anche, le risorse finanziarie cui attingere.

Sono seguiti due bandi per progetti a cura degli enti locali e associazioni, afferenti agli obiettivi di promozione della salute fisica e autonomia a domicilio e nella mobilità esterna, nonché di impegno civico.

Chiesa e associazioni unite in un ‘forum per le non autosufficienze’

Il Progetto sull’invecchiamento attivo 2019-2024 ha preparato e favorito finalmente la determinazione di obiettivi e misure a livello nazionale. Da qui la legge 33/2023 – Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane – predisposta e approvata grazie all’impegno unitario di ampi comparti della società civile organizzati nel ‘Forum delle non autosufficienze’ e della Chiesa Cattolica.

Invecchiamento attivo e promozione dell’inclusione sociale

Anche se contenuti e attenzione per questo provvedimento e quello delegato successivo sono stati legittimamente dedicati e rivolti in gran parte alla non autosufficienza, la legge in oggetto dedica all’invecchiamento attivo e in salute l’intero art. 3 dal titolo: “Delega al Governo in materia di invecchiamento attivo, promozione dell’inclusione sociale e prevenzione delle fragilità’.

Per gli anziani più attività fisica, integrazione sociale e domicili solidali

Tra le principali misure previste: promozione stili di vita sani e attivi. Offerta di attività fisica, sportiva, turismo lento e del benessere. Educazione e buone pratiche di sanità preventiva. Appoggio alle attività di sostegno familiare intra e intergenerazionale (nonni-nipoti e figli-genitori) e promozione di quelle di utilità sociale volontaria attraverso scambi intergenerazionali, con testimonianze di memoria in scuole e centri giovanili. Sostegno all’integrazione sociale, quali spazi e luoghi di incontro e socializzazione, educazione finanziaria, digitale. Adeguamento dei servizi di trasporto pubblico locale alle esigenze delle persone anziane; turismo del benessere e turismo lento; promozione domicili solidali (senior cohousing) e coabitazione intergenerazionale (cohousing intergenerazionale). Ne deriva un quadro complesso e in evoluzione, dagli sviluppi ancora incerti.

Invecchiamento attivo. Ancora un privilegio di pochi

Da un lato si riscontra la presenza di un programma nazionale per obiettivi e misure di ampio respiro che fornisce indirizzi, stimolo e legittimazione alle iniziative regionali e territoriali. Per contro, rileva sia la genericità e scarsa definizione operativa delle misure previste che l’assenza di un Fondo strutturale dedicato a livello nazionale. Senza un pur progressivo, ma costante sviluppo di concreti e coordinati servizi e iniziative, l’invecchiamento attivo rischia di continuare ad essere riservato ai pochi che possiedono risorse personali autonome o a territori sparsi particolarmente virtuosi e/o fortunati.

(Foto di carattere generico dagli archivi Freepik e Pixabay)

Luciano Tosco (Fonte: Voce E Tempo)