Uniti nel dono. Doposcuola

Doposcuola a San Mauro. Si cresce e si fa comunità

Guida il progetto don Luca Ramello. Studio legato all’animazione nelle quattro parrocchie del territorio

Si cresce imparando. Ma anche insegnando e ancora di più nel reciproco scambio di idee tra persone di tutte le età. Il doposcuola dell’unità pastorale di San Mauro Torinese è un crocevia di ispirazioni, oltre che un’occasione importante di trasferimento di saperi. Dove gli adulti e anche gli anziani insegnano ai più giovani, ma dove tutti si adoperano per dare il loro contributo e fare comunità.

Con il doposcuola, i cortili dell’oratorio per 350 ragazzi

Don Luca Ramello è l’anima del doposcuola. Un’iniziativa fresca, partita solo un anno fa dalla parrocchia di Sant’Anna, ma che intende estendersi, con il coordinamento unitario, alle altre tre parrocchie di San Mauro: S. Maria di Pulcherada, S. Benedetto Abate e Sacro Cuore di Gesù. Al momento al progetto hanno aderito una quarantina di ragazzi, perlopiù provenienti da famiglie fragili o di immigrati. Ma l’interesse è diffuso anche per l’unicità della proposta. Che integra il doposcuola alle iniziative dei quattro cortili dell’oratorio, per dare a bambini, ragazzi, giovani e a adulti di tutte le età opportunità di divertimento, di impegno, di studio, di conoscenza reciproca e di evoluzione personale.

Come organizzate il servizio di doposcuola? Con quali forze?

“Al nostro attivo abbiamo un’equipe di una ventina di insegnanti in pensione, già titolari di cattedre in varie discipline. Sono loro che si occupano in concreto dell’assistenza ai ragazzi nello studio e nei compiti a casa. Il doposcuola è aperto dalle 15 alle 17. Per il momento una volta alla settimana. Ma l’orario è ancora da estendere.

Quali le modalità di arruolamento dei ragazzi?

“Tutto parte da una forte intesa e collaborazione con le scuole del territorio. Principalmente è da qui che provengono le segnalazioni dei casi di maggiore sofferenza. Però non di rado le richieste giungono anche direttamente nelle parrocchie. Sono le famiglie, soprattutto quelle di immigrati, con minori strumenti linguistici e competenze di base, che si rivolgono a noi per dare un sostegno adeguato ai loro figli. E devo dire che funziona. I ragazzi apprendono velocemente e in parallelo sviluppano amicizie nel quartiere. Legami sani che si rinforzano anche al di là alle ore dello studio e destinati a durare anche dopo il diploma.

I cortili delle parrocchie, ottime occasioni di amicizia…

“Indubbiamente – conferma don Ramello – Il legame tra doposcuola e cortili si conferma scelta vincente. E qui non contiamo solo i 350 giovani che più assiduamente partecipano alle attività. Gli iscritti ai cortili dell’oratorio sono oggi 900. Di tutte le età. Partecipano ai vari laboratori che via via lanciamo. Musica, teatro e poi presepi viventi, preparazioni di spettacoli e di carri e cortei di carnevale. Tutto a non voler considerare i pranzi, le castagnate, i dibattiti, le proiezioni di film, che punteggiano il calendario annuale. Programmi che proponiamo soprattutto al sabato o di sera, per meglio conciliarli con le esigenze di studio dei più giovani o di lavoro. Nell’organizzazione e promozione del ricco carnet di incontri si avvicendano 130 volontari. Una macchina ben collaudata”.

Poi la domenica ci sono le gite…

“Andiamo in effetti famosi per le nostre scarpinate – sorride don Ramello – Del resto il nostro Piemonte è ricco di meravigliosi percorsi montani, da adeguare un po’ a tutti i passi. Questa estate abbiamo anche fatto uscite di due giorni, bivaccando nei rifugi o sostando nei campeggi. I canti notturni attorno al fuoco sono un classico, apprezzato a tutte le età. E noi non ce li facciamo mai mancare”

Tanta amicizia e anche scambio di culture, tradizioni, valori…

“L’idea è quella di camminare e progredire insieme, ciascuno trasmettendo agli altri le proprie conoscenze, le proprie storie personali e le proprie esperienze. Ed è così che intendiamo crescere insieme. Rispettando le reciproche differenze e riconoscendo specificità e meriti in ciascuno di noi. Uniti scopriamo sempre nuovi orizzonti e motivi di fiducia. E non rinunciamo a sognare”.

Unitineldono.it. Un sito per le offerte a favore del clero e della comunità

I progetti a sfondo sociale realizzati nella Diocesi sono il frutto dell’impegno e del dono totale di sé che fanno i sacerdoti. Aiutarli è fare del bene a tutta la comunità. Oltre alla firma dellì8xmille alla Chiesa cattolica si possono lasciare offerte anche sul sito web unitineldono.it. Come già nel caso dell’8xmille, si tratta di offerte deducibili dalla dichiarazione dei redditi, come previsto dalla legge 222 del 1985, che ha recepito quanto l’anno prima era stato sottoscritto dalla Repubblica italiana e dalla Chiesa cattolica col nuovo Concordato. Qualsiasi contributo, anche minimo, ha valore simbolico e pastorale. È un riconoscimento di tutto il bene che i sacerdoti fanno per noi. E ci ricorda che loro sono affidati a noi, esattamente come la cura delle comunità cristiane è affidata a loro.

Uniti nel dono

(Foto di carattere generico dagli archivi di Freepik e di Pixabay)

Paola Cappa