Oratori. Uniti nel dono. Anche con i fondi dell’8xmille i lab-oratori di inclusione. Iscritti 300 ragazzi di 22 nazionalità

A San Gioacchino il lab-oratorio di cittadinanza

Uniti nel dono. Anche con i fondi dell’8xmille i lab-oratori di inclusione. Iscritti 300 ragazzi di 22 nazionalità

Non è solo un campanile, ma una piazza aperta sul quartiere. San Gioacchino, parrocchia di borgo Aurora, a Porta Palazzo, nel cuore della Torino multietnica, è una comunità in cammino che da 15 anni incontra le famiglie, soprattutto i loro ragazzi. E con il suo oratorio opera per farne persone complete, consapevoli, determinate a dare valore alla propria vita. Gli iscritti alle attività sono al momento 300, tra bambini e adolescenti, di 22 diverse nazionalità: marocchini, tunisini, egiziani, albanesi, rumeni, somali, ghanesi, nigeriani, ivoriani, congolesi, iraniani, cinesi, peruviani, venezuelani. C’è tutto un mondo tra i confini dei cortili.

Con l’oratorio il servizio missionario

Don Andrea Bisacchi

Guidano programmi e iniziative dell’oratorio don Andrea Bisacchi, don Marco Vitale, don Alessandro Rossi e Richard Zanutto. Tutti fanno parte della Fraternità del Sermig – il Servizio missionario giovani – di cui condividono spirito e missione. Si aggiunge don Giuseppe Hou Xinlong cappellano della cappellania cinese in Torino la cui collaborazione è molto preziosa.

Da un anno allo stesso gruppo di sacerdoti è stata anche affidata la parrocchia Maria Regina della Pace, in Barriera di Milano, altro quartiere “difficile”. E anche qui pian piano don Andrea e i suoi fratelli, pur in punta di piedi e con discrezione, hanno iniziato a misurarsi con la quotidianità e i problemi dei giovani e dei loro genitori. “Dare speranza ai giovani è da sempre l’obiettivo del Sermig – spiega don Andrea – in linea con la volontà del fondatore, Ernesto Olivero – La speranza, riteniamo, è il primo mattone di un mondo migliore”.

Che cosa in concreto offrite ai ragazzi con le attività dell’oratorio?

“A ciascuno, attraverso l’oratorio, assicuriamo un progetto educativo completo e ritagliato sulle singole necessità – spiega don Andrea – ma per agganciare un bambino serve una motivazione forte. Negli ultimi anni abbiamo puntato molto sullo sport. Da qualche tempo il Sermig ha anche aperto un impianto sportivo, il PalaSermig. Qui i ragazzi possono allenarsi e giocare insieme anche a livello agonistico. Abbiamo squadre di pallavolo e di calcio a 5 per tutte le fasce di età dai 6 ai 19 anni. E ne traiamo anche discrete soddisfazioni. La prima squadra di calcio a 5 ora è in serie B. Una ragione di orgoglio per tutti e anche un precedente che sprona all’emulazione. Una leva per sognare in grande, come è bene che tutti facciano”.

Le proposte non si esauriscono comunque con la pallavolo e il calcio….

“I nostri lab-oratori sono autentiche fucine di inclusione e occasioni di amicizia. In collaborazione con diverse associazioni promuoviamo corsi di atletica, basket, aikido, danza, canto teatro, musica, circo. I ragazzi possono cimentarsi in una o più attività. E naturalmente non trascuriamo il dopo scuola, supporto didattico che predisponiamo in collegamento con le scuole e con i servizi sociali del territorio”.

“Lo studio rappresenta anzi una condizione irrinunciabile per seguire le altre attività dell’oratorio. In buona sostanza, se non si studia, non si gioca. E i ragazzi ne sono ben consci. Ad assisterli per i compiti ci sono numerosi educatori professionali. E oltre 180 volontari che prestano la loro opera gratuitamente, tra studenti universitari, gruppi scout, insegnanti, pensionati …”

In tutto questo ricco programma che posto ha il catechismo?

“La catechesi per bambini è uno dei progetti più importanti per la nostra comunità. Ci abbiamo investito molto perché è un’occasione per bambini e ragazzi di formarsi a partire dal Vangelo. Ogni sabato pomeriggio catechiste e animatori accolgono i bambini e i ragazzi per un momento di gioco, di riflessione sul Vangelo e poi di merenda insieme. Il tutto si conclude con l’Eucaristia. Lo scopo è vivere un’esperienza di bene, stringendo relazioni buone, di amicizia. E preparando il terreno all’incontro con Dio“.


Anche per gli studenti più grandi è stato comunque previsto un sostegno? “Si. All’interno dell’edificio della Parrocchia abbiamo lo Studentato San Gioacchino, riservato agli universitari. Si tratta di 15 camere singole attrezzate. Nelle aree comuni sono state allestite un’ampia cucina, una lavanderia e una sala studio e televisione. Lo studentato rappresenta un’occasione per vivere un’esperienza di comunità, camminando insieme e affrontando gli esami insieme con altri studenti che arrivano da fuori Torino”.

Quale il traguardo di questo articolato progetto di oratorio e di inclusione?

“Il nostro intende essere un cammino verso una cittadinanza consapevole. Attraverso l’oratorio creiamo occasioni di dialogo tra persone profondamente diverse che però scelgono di stare insieme. Rispettando le stesse regole e parlando la medesima lingua, quella del Paese che li ha accolti”.

“Certo, lavoriamo in un territorio problematico, caratterizzato da diffusi problemi di illegalità e con un alto numero di famiglie alle prese con difficoltà economiche, abitative, sociali. Ma tutto questo non ci ha mai scoraggiato. Qui, nei nostri cortili e nelle nostre piazze, bambini, ragazzi, adulti con culture e religioni diverse si incontrano ogni giorno, imparando a rispettarsi ed a volersi bene“.

“E i risultati ci sono. Quando siamo arrivati 15 anni fa, gran parte dei ragazzi con cui eravamo entrati in contatto sono stati assorbiti dalla tendenza dominante all’illegalità, alla delinquenza, e sono finiti in carcere. Ora il tasso di delinquenza tra i nostri giovani è pari a zero”.

Unitineldono.it. Il sito per le offerte a favore del clero e della comunità

I progetti a sfondo sociale realizzati nella Diocesi sono il frutto dell’impegno e del dono totale di sé che fanno i sacerdoti. Aiutarli è fare del bene a tutta la comunità. Oltre alla firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica si possono lasciare offerte anche sul sito web unitineldono.it. Come già nel caso dell’8xmille, si tratta di offerte deducibili dalla dichiarazione dei redditi, come previsto dalla legge 222 del 1985, che ha recepito quanto l’anno prima era stato sottoscritto dalla Repubblica italiana e dalla Chiesa cattolica col nuovo Concordato. Qualsiasi contributo, anche minimo, ha valore simbolico e pastorale. È un riconoscimento di tutto il bene che i sacerdoti fanno per noi. E ci ricorda che loro sono affidati a noi, esattamente come la cura delle comunità cristiane è affidata a loro.

Come donare

È possibile effettuare offerte deducibili destinate al sostentamento del clero diocesano con le seguenti modalità:

• Con carta di credito direttamente sul sito www.unitineldono.it oppure chiamando il numero verde 800825000

• Tramite bonifico bancario, IBAN: IT 33 A 03069 03206100000011384 a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero con causale Erogazioni liberali art. 46 L.222/85

• Conto corrente postale n. 57803009.

Paola Cappa