Violenza contro le donne. In prossimità della Giornata internazionale per l’eliminazione del fenomeno – che cade il 25 novembre – Donne Chiesa Mondo, il mensile femminile dell’Osservatore Romano, curato da Rita Pinci, indaga sul problema. In particolare si sofferma sulle ragioni della mancanza in ambito cristiano di un pensiero specifico e approfondito sul tema. E anche di una certa resistenza ad affrontarlo apertamente, non solo da un punto di vista teologico ma anche sociale.
La copertina del periodico è dedicata a Rebecca Cheptegei, maratoneta ugandese, uccisa in Kenya, a pochi giorni dal suo rientro dalle Olimpiadi di Parigi, dal suo compagno. Che l’ha cosparsa di benzina e data alle fiamme. mentre tornava a casa dalla messa.
Oltre all’aiuto, occorre una riflessione teologica e pastorale

Papa Francesco, sottolinea il giornale, ha dichiarato che la piaga della violenza contro le donne ha “radici profonde che sono anche culturali e mentali e che crescono nel terreno del pregiudizio, del possesso e dell’ingiustizia”. E certamente la Chiesa, come istituzione, è in prima linea nell’offrire aiuto concreto alle vittime, attraverso opere di carità, accoglienza e ascolto. Ma la presa di coscienza ecclesiale, fa notare Lucia Vantini, presidente del Coordinamento teologhe italiane, resta ancora debole. E comunque “non possiamo pensare di guarire la violenza contro le donne senza toccare la questione del potere nella Chiesa, della sua forma narrativa e del suo esercizio pratico”.
Marta Rodriguez, direttrice dell’Istituto di studi superiori sulla donna e membro del Comitato di direzione di Donne Chiesa Mondo, sostiene che se si vuole allargare l’orizzonte e fare la differenza, la condanna morale non basta più. Deve essere accompagnata da una riflessione teologica e pastorale altrettanto incisiva e sistematica.
Il caso dell’uxoricida assolta a motivo dei soprusi subiti dal marito

La rivista pubblica anche un monologo della scrittrice Rosella Postorino che firma il libretto di una composizione sinfonica in cui dà voce a quattro donne bibliche vittime di violenza dei maschi. A queste testimonianze fa eco il contributo della poetessa e drammaturga Maria Grazia Calandrone. Che nel suo ultimo romanzo Magnifico e tremendo stava l’amore ha rielaborato un caso di cronaca neram finito con una sentenza rivoluzionaria. Una donna, che ha ucciso il marito, assolta perché i giudici non hanno considerato solo l’omicidio ma i venti anni di soprusi che l’hanno preceduto.
Il sito web di Donne, Chiesa e Mondo
(Foto di carattere generico dagli archivi di Freepik e di Pixabay)
