Myriam di Nazareth. Il reading della compagnia Affetti collaterali, in scena alla parrocchia di S. Bernardino, domenica primo dicembre

Myriam di Nazareth, oltre i Vangeli

Il reading tratto dal libro di Patrizio Righero viene messo in scena dalla compagnia Affetti collaterali alla parrocchia di S. Bernardino, domenica primo dicembre

«Il Vangelo non smette mai di generare arte». Così il vescovo di Pinerolo, mons. Derio Olivero aveva introdotto la prima del reading teatrale “Myriam di Nazareth. Quello che i Vangeli non dicono” messo in scena a Villar Perosa dalla compagnia teatrale Affetti collaterali di Torino.
L’opera è tratta da un testo di Patrizio Righero, direttore di Vita diocesana pinerolese. Viene promossa da Centro di aiuto alla vita, Centro studi “Silvio Pellico“ e parrocchia di San Bernardino. E ora proposta domenica primo dicembre (alle 21) alla parrocchia di San Bernardino (via S. Bernardino 11 a Torino). L’ingresso è libero.

Myriam di Nazareth. Com’è nato il reading

La regista Carlotta Bisio spiega come è nata l’idea di mettere in scena “Myriam di Nazareth”: “A innescare il processo creativo è stata la lettura del libro che mi ha sorpreso per il modo con cui viene narrata la vita di Gesù vista dagli occhi della mamma, una prospettiva molto particolare e molto coinvolgente. Il testo è piaciuto a tutti i componenti della compagnia, anche a quelli che poi non sono stati scelti per recitare. Abbiamo quindi pensato di portarla in scena nelle chiese per dare la possibilità agli spettatori di avere davanti a sé non un palco con una scenografia, ma un ambiente vero, che è quello che deve essere in quel momento. L’idea l’abbiamo poi discussa con l’autore. A garantirci l’efficacia di questa scelta è stato il nostro tecnico, Angelo Panzarea, che è abituato alle nostre commedie brillanti. Lui è non vedente e quindi si basa esclusivamente sull’ascolto eppure è rimasto colpito dall’intensità del testo e dell’interpretazione e questo ha fatto piacere a me e a tutto il gruppo coinvolto”.

Affetti collaterali. Attenzione alle persone con disabilità

L’attenzione alla dimensione inclusiva è una cifra peculiare della compagnia. Affetti collaterali è nata nel 1987 come laboratorio teatrale e poi divenuta associazione culturale nel 1990. “Oltre alla diffusione della cultura – riprende Carlotta Bisio – il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare nei confronti delle persone con disabilità. Attualmente all’interno della compagnia ci sono due persone completamente non vedenti.  Una sono io e l’altro è il tecnico audio che, con tutti i suoi ausili, riesce a sembrare un tecnico “normale”. Poi abbiamo anche dei laboratori teatrali che mettono insieme persone con disabilità e normodotate proprio per favorire l’integrazione”.

Immagini del reading a Villar Perosa

A cura di: Redazione