
Per costruire la pace bisogna conoscere la guerra. Per seminare la speranza occorre dare voce a chi ha vissuto e vive il terrore e la disperazione dei conflitti. Né per mare, né per terra è l’emblematico titolo che Azione Cattolica Torino ha voluto dare alla sua tradizionale festa della pace. Un incontro per giovani e adulti in programma venerdì 31 gennaio, alle 20,45 presso il teatro parrocchiale della chiesa S. Barnaba (strada Castello di Mirafiori, 40, Torino).
Cronisti e scrittori di guerra per riflettere sulla pace
La serata chiama a testimoniare chi ha visto con i propri occhi l’orrore della guerra. Innanzitutto due cronisti: Paolo Siccardi, giornalista e fotoreporter e Guido Cravero, giornalista e tele-cineoperatore. Quindi due narratori: Nico Piro e Giulia Cerqueti, entrambi giornalisti e scrittori. A moderare la tavola rotonda Alberto Chiara, già caporedattore a Famiglia Cristiana e consigliere diocesano di Azione Cattolica.
Altri contributi di riflessione saranno dati dai video di Vito Alfieri Fontana e Neve Shalom. Tutto per dire che la pace è possibile, se c’è la volontà di edificarla.
Pace e dialogo per risolvere le controversie

Quello di gennaio, per Azione Cattolica Torino, è un evento che si situa nel solco degli appuntamenti consueti dei gruppi giovani e a adulti. “Anche la pace è del resto un tema a cui da sempre dedichiamo particolare attenzione”, spiega Francesco Binetti, vicepresidente di Azione Cattolica, settore adulti, e organizzatore dell’iniziativa. Sta di fatto che alla luce dei numerosi conflitti in corso, il tema acquista maggiore rilievo.
“Quello che vogliamo affermare, con la forza delle testimonianze dirette, è che la guerra non è una via percorribile, né è mai giustificata”, sostiene con forza Binetti. Una narrazione controcorrente rispetto a numerose prese di posizione favorevoli alle ragioni delle armi. “E tuttavia, a nostro parere, la pace è l’unica soluzione possibile, contro l’annientamento dell’una o dell’altra parte. Dobbiamo dire chiaro e forte che la guerra va ripudiata. Che il dialogo va promosso, attraverso la diplomazia e la politica. Ci allineiamo in questo a papa Francesco. Al momento unica voce che si leva per invocare la fine delle ostilità”.
Il rifugio di S. Barnaba per ricordarci la guerra dei nostri nonni e bisnonni
La stessa scelta del luogo dell’incontro non è casuale. La parrocchia di San Barnaba è dotata di rifugio antiaereo. E chi lo desidera potrà anche vederlo prima dell’incontro. Sono previsti anzi due turni di visita, alle 20 e alle 20.30. Con prenotazione obbligatoria (telefono: 0115623285; mail: segreteria@azionecattolicatorino.it)

“Date le dimensioni del sotterraneo sarà un’esperienza veloce – commenta Binetti – non più di un quarto d’ora. Ma una manciata di minuti utili a ricordarci che anche noi italiani siamo stati in guerra. E che a patirla nelle nostre famiglie sono stati i nostri nonni e bisnonni. Persone che hanno sofferto sulla propria pelle e nell’anima le piaghe inferte da bombe e mitragliatori. E che ci dicono quanto sia tragica la guerra. Una prova da non ripetere”.
(Foto di carattere generico dagli archivi Freepik e Pixabay)
