
Complimenti a destra, sinistra, centro: in Italia negli ultimi 10 anni sono stati tagliati 10 mila posti letto, chiusi oltre 70 ospedali, persi più di 7 mila medici di base. È una situazione disastrosa, provocata da strategie sbagliate di ‘spending review’. Miopia politica. Mancanza di un progetto per la salute pubblica e tanti altri motivi, non tutti ‘nobili’. Fra gli effetti più evidenti: l’insostenibile allungamento delle liste d’attesa per ottenere una prestazione medica. Piaga sociale che la Regione Piemonte ha finalmente annunciato, la settimana scorsa, di voler provare a correggere.
A certificare l’effetto drammatico dei tagli è il nuovo ‘Annuario’ del Servizio Sanitario Nazionale che fotografa la rete della salute al 31 dicembre 2023. Nel 2024 si è continuato con i tagli.
Ospedali. Ne restano 996 sui 1070 del 2013

Ospedali. Ne sono stati chiusi 74. Erano 1.070, oggi l’Italia ne conta 996. Ovviamente, 50 sono vittime delle sforbiciate pubbliche, le altre dei privati. In calo sono anche le strutture per l’assistenza specialistica ambulatoriale: erano 9.214 nel 2013 e sono scese a 9.121 nel 2023. In crescita, ma solo grazie al privato, quelle di assistenza territoriale residenziale che, a fronte di 6.834 strutture presenti nel 2013, ne conta 8.114 nel 2023 (quelle pubbliche sono appena il 15%).
Diecimila posti letto in meno negli ospedali. Calano anche i centri di salute mentale
Posti letto. Tra pubblico e privato ne sono stati cancellati oltre 10 mila. Era davvero necessario? Dieci anni fa ce n’erano 226.387 e oggi (ci riferiamo sempre al 2023) sono 215.827. Si registra segno ‘meno’ anche nei consultori: uno su dieci ha le porte sbarrate (si è scesi da 2.430 nel 2013 a 2.140 del 2023). Giù anche il numero dei centri di Salute mentale. Trecento in meno, e proprio ora che il Covid ha moltiplicato i malati colpendo in modo particolare i ragazzi.
Persi 7 mila medici di famiglia. In frenata Asl e guardie mediche
Medici di famiglia. Dai 45.203 che erano nel 2013 sono calati a 37.983 nel 2023 (-7.220). Diminuiti anche i pediatri (-999 in 10 anni, per un totale nel 2023 di 6.706 unità). In frenata pure i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) che dagli 11.533, che erano nel 2013, sono diventati 10.050 nel 2023 (-1.483).
Asl. Le Aziende sanitarie sono passate da 143 del 2013 a 110 nel 2023. Nel diluvio delle sforbiciate, per fortuna cresce l’assistenza domiciliare integrata (Adi). Ma sono raddoppiate le persone assistite perché l’Italia invecchia. Dai 732.780 pazienti del 2013 nel 2023 siamo saliti a 1.645.234.

Pronto soccorso. Contrariamente a tutti gli ‘allerta’, nel 2023 si registrano 18.353.118 accessi (311 ogni 1000 abitanti). Ovvero circa 2 milioni in meno rispetto al 2013. Sarà, però… I dati sono terribili. E poi si dice che la Sanità pubblica è in crisi. No, di più. È bene essere molto preoccupati sulla tenuta del sistema sanitario.
Regione Piemonte. Un piano per ridurre le liste di attesa. Ma il recupero sarà lungo
La riduzione di strutture, di medici e posti letto rischia di mettere a serio rischio l’accessibilità alle cure, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. La marmorea resistenza delle liste d’attesa, non certo degne di un paese civile, ne offre una dura prova tutti i giorni. Certo, come sempre, scappati i buoi si chiudono le stalle. La Regione Piemonte annuncia in questi giorni un Piano per ridurre finalmente le liste d’attesa (ne scriviamo in questa stessa pagina). Ma ci vorranno anni per rimediare agli errori di chi poteva programmare meglio e non l’ha fatto.
(Foto di carattere generico tratte da Freepik e da Pixabay)
