Europa. Aggredita da est e da ovest, la UE deve reinventarsi come potenza sovrana, capace di difendere confini e valori fondamentali

Difenderci senza tradire il progetto Europa

Aggredita da est e da ovest, l’Europa deve reinventarsi come potenza sovrana, capace di salvaguardare i propri confini e i valori fondamentali

Europa. La storia registra una svolta accelerata verso un futuro incerto e per molti aspetti preoccupante. In questa svolta sono tutti coinvolti, lo vogliano o no: le neo-potenze imperiali Stati Uniti, Cina e Russia che si contendono la proprietà del pianeta. Le medie potenze in cerca di aggregazioni per restare nella competizione in corso. Inevitabilmente, è al centro degli sconvolgimenti l’Unione Europea oggi aggredita tanto da est che da ovest, anche se con strumenti diversi e con diversa intensità.

Europa. Aggressioni territoriali e ai valori della democrazia

L’aggressione della Russia all’Ucraina ha rotto una tregua che durava in Europa (con l’eccezione della guerra nella ex-Jugoslavia) da quasi ottant’anni. L’irruzione del secondo mandato di Trump alla White House sta stravolgendo alleanze internazionali. Mentre prosegue nella decostruzione della democrazia in casa propria, al momento senza significative opposizioni politiche nazionali.

L’Europa di fronte alla sfida di proteggere i propri confini e i valori fondanti

Seminario Ue sulla difesa svoltosi a settembre

Dentro questa tenaglia è finita l’Europa. Rischia di esaurirsi il sogno di un progetto europeo orientato alla pace e alla solidarietà. Non è facile per un’Unione Europea disunita e in letargo politico ed economico affrontare la sfida lanciatale contemporaneamente da questi due aggressori. Proteggersi, anche militarmente, da Putin. E proteggere la propria democrazia dall’attacco allo Stato di diritto, nazionale ed internazionale, sferrato da un alleato che tradisce i patti.

E qui l’Unione Europea è chiamata ad una risposta. Ma senza tradire sé stessa: i valori su cui è stata fondata. Le regole che si è liberamente data. Le dinamiche di solidarietà costruite al suo interno e verso altri Paesi. Compresi la fedeltà al dialogo multilaterale e, soprattutto, il perseguimento della pace.

A grandi passi verso una sovranità politica europea

Per dare una risposta progressivamente proporzionata alla sfida complessa, l’Unione Europea ha davanti a sé una sola strada da percorrere. Con grande fatica e molta pazienza, sperando di averne il tempo dopo tutto quello che abbiamo perso. Accelerare verso una sovranità politica europea. Meta ambiziosa, ma non impossibile. Anche perché un pezzo importante di strada lo abbiamo già percorso.

Per semplificare, l’obiettivo è il trasferimento a livello europeo dei quattro tradizionali “poteri regaliani”, ormai impotenti se solo nazionali: la politica fiscale, la politica estera e di difesa, l’amministrazione della giustizia e la moneta.

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Quest’ultimo trasferimento “politico” di potere lo stiamo vivendo con buoni risultati da un quarto di secolo con l’euro. Oggi moneta unica di venti Paesi UE. Una parte consistente dell’amministrazione della giustizia è in corso di trasferimento verso la Corte europea di giustizia (Ne sa qualcosa l’Italia in materia di migranti) e la Procura penale europea. Restano due altre montagne da scalare. Ci vorrà tempo e fatica per arrivare in vetta. Tutto a patto di non partire con il passo sbagliato nel riarmo dell’Europa. E incoraggiando la frammentazione fiscale in corso.

Fiscalità, debito comune e controllo democratico sulla strada della nuova Europa

Nel caso del riarmo va prima chiarito con quale visione strategica e con quali alleanze elaborare una politica comune della difesa, in assenza di una politica estera comune. Si devono orientare forme diverse di deterrenza verso la pace. E tipi di controllo democratico per decisioni di questa straordinaria importanza.

Quanto alla materia fiscale, non ci sarà adeguata solidarietà europea per la promozione della pace, senza una progressiva fiscalità comune. Che prenda il posto della batteria di deroghe alle regole pattuite per le finanze pubbliche nazionali. Tutto con il risultato di divaricare ulteriormente le economie dei Paesi UE a favore di chi dispone maggiori risorse.

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Fiscalità europea, debito comune e controllo democratico da parte del Parlamento europeo si allineano su una traiettoria unica verso una sovranità europea. Primato che consenta di progettare una nuova Unione Europea, fedele ai suoi valori fondativi e con alleanze in grado di mettere al sicuro la sua democrazia e il suo Stato di diritto, minacciato da più parti. 

Franco Chittolina