Curia in via Arcivescovado a Torino. Uffici saranno operativi da settembre. Al Santo Volto l’ufficio Immigrazione della Questura

Torino.La Curia torna in via Arcivescovado

Nel complesso ristrutturato e riorganizzato gli uffici saranno operativi da settembre. Al Santo Volto arriverà l’ufficio Immigrazione della Questura

Già nella primavera del 2023, preparando i passaggi che avrebbero dato forma alla riforma della Curia di Torino, l’Arcivescovo Repole si confrontò con i moderatori delle Unità Pastorali: in quella sede emersero le prime proposte in merito alla possibilità di ritornare alla sede originaria di via Arcivescovado 12, lasciando gli uffici attualmente utilizzati nel complesso del Santo Volto.

Curia. Razionalizzazione degli spazi e rinnovo organizzativo

Da quel momento è iniziata una approfondita riflessione all’interno del Consiglio episcopale e in altri contesti di ascolto e confronto in Diocesi su sollecitazione dell’Arcivescovo. Che ha chiesto di elaborare un progetto dettato dalla necessità che la Curia continuasse ad interpretare il suo compito di aiuto al Vescovo e alla Chiesa diocesana sotto un duplice aspetto. Da una parte, in una rinnovata organizzazione interna più adatta ai tempi che stiamo vivendo. E, dall’altra, in una razionalizzazione degli spazi. In tal senso, a tutti è sembrato che il luogo naturale per la Curia dovesse tornare ad essere quello che si sviluppa nel palazzo dell’Arcivescovado. Dove sono sempre rimasti in questi anni, accanto ai locali in cui vive e lavora l’Arcivescovo, l’Archivio diocesano e il Tribunale ecclesiastico interdiocesano. E in cui aveva trovato posto anche l’Istituto per il sostentamento del clero.

Progetto di ristrutturazione per i locali di via Arcivescovado 12

Dopo gli ultimi confronti nei mesi scorsi con i moderatori, i Consigli presbiterale e pastorale interdiocesano, hanno lavorato con il coordinamento di Curia, e ora con i professionisti e i tecnici seguiti dal vice-economo. Si è giunti così, nelle scorse settimane, all’elaborazione del progetto definitivo per la ristrutturazione dei locali di via Arcivescovado 12. Che saranno attrezzati ad accogliere le quattro aree in cui sono stati riorganizzati i vari ambiti pastorali e servizi con le rispettive segreterie operative. E anche adeguati ai criteri del risparmio energetico e alla razionalizzazione degli spazi e degli impianti.

Curia. La nuova sede operativa da settembre

Nei prossimi giorni, ultimata la predisposizione degli spazi già liberati nei mesi scorsi, saranno affidati i primi lotti di lavori. Entro l’estate, si porterà a compimento la ricollocazione del Tribunale interdiocesano in una diversa area dell’Arcivescovado (una parte dell’ala che si affaccia su via Lascaris) e del Sostentamento Clero, che si sposterà in alcuni dei locali lasciati dal Tribunale. Compiuti questi passaggi, gli ambiti pastorali della Curia e poi gli uffici Scuola, Cancelleria e Amministrazione potranno traslocare dal complesso del Santo Volto alla rinnovata sede di via Arcivescovado. Che diventerà operativa con l’inizio di settembre.

Il palazzo di corso Matteotti 11

Anche il settimanale diocesano “La Voce e Il Tempo” lascerà il complesso del Santo Volto. A partire dall’autunno si trasferirà nel palazzo di corso Matteotti 11. Sopra la libreria cattolica, dove storicamente avevano sede i vecchi settimanali “La Voce del Popolo” e “il nostro tempo”.

Al Santo Volto l’ufficio Immigrazione della Questura

La riflessione sulla collocazione e funzione della Curia ha inevitabilmente abbracciato anche la questione del riutilizzo degli spazi che resteranno vuoti dall’autunno nel complesso del Santo Volto in via Val della Torre. Essendo luoghi predisposti alla funzione di uffici, non si poteva che immaginarne un utilizzo con tale finalità. Per questo si è pensato di renderli disponibili a chi avesse voluto affittarli per le proprie attività. Nei mesi scorsi ha preso forma quanto più volte rilanciato dagli organi di stampa e reso ufficiale dalle dichiarazioni prima della Prefettura e poi della Diocesi. Nei locali lasciati liberi dalla Curia si trasferirà l’ufficio Immigrazione della Questura di Torino. Qui ci saranno gli spazi necessari per offrire un servizio più efficace, e quindi dignitoso, a tutti gli stranieri che necessitano di accedere alle procedure per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno.

Più coordinamento tra persone e luoghi della Curia. Convegno il 22 marzo

Con l’autunno, una volta tornata nella sede di via Arcivescovado, la Curia potrà continuare il lavoro a servizio del Vescovo e della Diocesi in tutte le sue componenti. E potrà anche dare nuovo slancio a uno stile di collaborazione che in questi mesi ha cominciato a prendere forma. E di cui il prossimo Convegno unitario del 22 marzo è il primo segno. Persone e luoghi della Curia potranno così coordinare in modo più efficace gli ambiti pastorali, affrontare le sfide che la nostra Chiesa è chiamata a vivere in questo tempo. E collaborare nella ricerca di nuove strade per annunciare e incarnare il Vangelo.

Mons. Alessandro Giraudo, vicario generale Diocesi di Torino

pubblicato su La Voce e il Tempo