
L’8xmille alla Chiesa Cattolica è una testimonianza di solidarietà verso gli esclusi. E anche una prova di democrazia. Lo fa osservare mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, arcivescovo di Cagliari, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. “L’8xmille – prosegue il presule – provvede alle necessità di culto e pastorale di 226 Diocesi italiane, al sostentamento dei sacerdoti, a opere relative ai beni culturali. E sempre di più a progetti caritativi diffusi in tutta Italia e in parte all’estero”.
Con l’8xmille sostegno ai Paesi più poveri e agli emarginati

Grazie all’8xmille, dal 1990 a oggi la Chiesa cattolica ha potuto realizzare molteplici interventi. Che si distinguono per la capillare diffusione sul territorio. E ancora per la capacità di aggregazione e di socializzazione. In particolare per l’apporto che hanno dato all’occupazione e allo sviluppo. E anche per la tutela che hanno garantito a una quota importante del patrimonio storico-culturale e artistico. Non ultimo il sostegno a Paesi in via di sviluppo, con opere di promozione in tante comunità in condizioni di povertà e fragilità sociale. Mons. Baturi spiega l’8xmille e i conseguenti progetti nel corso di una articolata intervista.
8xmille è andare incontro ai bisogni degli ultimi
Qual è il valore della firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica?

Con le risorse a disposizione si va incontro ai bisogni degli ultimi. Di chi non ha un tetto o un lavoro. Di chi è vittima della tratta o si ritrova in condizioni di disagio. Dei bambini E poi ancora di chi deve curarsi, di chi sfugge da guerre, catastrofi naturali ed emergenze. Insomma, di chiunque abbia necessità, sia italiano sia straniero. E questo accade nelle grandi città, nei piccoli centri e nelle periferie. Negli angoli più dimenticati del mondo.
Come previsto dalla legge, i fondi possono essere utilizzati per le esigenze di culto e di pastorale. Per gli interventi caritativi nelle Diocesi e nei Paesi in via di sviluppo, oltre che per il sostentamento del clero. Concretamente, con l’8xmille si riesce a restituire dignità a un’umanità spesso ai margini e sofferente e a dare supporto ai sacerdoti sul territorio e al di là dei confini nazionali.
La firma è un gesto semplice, che non costa nulla, ma ha ricadute importantissime per la comunità, per il welfare, per il bene comune. Perché le risorse permettono di combattere il degrado sociale e di promuovere il volontariato e la corresponsabilità. Di favorire la creatività delle comunità ecclesiali. Di recuperare e tutelare il patrimonio artistico e culturale dei nostri territori. In sintesi, di salvare vite umane e di prendersi cura dell’uomo, in ogni contesto, a qualunque latitudine.
In vigore dal 1990, l’8xmille ha cambiato, secondo Lei, il volto della Chiesa in Italia e nei Paesi in via di sviluppo?
Basta scorrere i dati del Rendiconto, che ogni anno viene pubblicato, per comprendere quanta speranza, quanto bene e quanta dignità scaturiscono dalle firme dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Solo nel 2023, per gli interventi caritativi in Italia, sono stati destinati 150 milioni di euro, ripartiti tra le 226 Diocesi. Mentre sono stati approvati ben 440 progetti a livello internazionale, per sostenere alfabetizzazione e scolarizzazione, salute. E poi formazione professionale in campo sanitario, agricolo-ambientale, economico e cooperativo. Da aggiungere poi le iniziative in fatto di comunicazioni sociali, promozione umana e difesa delle etnie minoritarie. Sono cifre, numeri, percentuali da cui traspaiono volti, storie, sogni e ripartenze. Esperienze intrise di dedizione. Pezzi di strada fatti insieme. Mani tese e sorrisi condivisi.
L’8xmille può fare la differenza tra il morire e il vivere
Oggi le scelte dell’8xmille a favore della Chiesa cattolica sono in calo. Che appello farebbe ai cattolici perché firmino? E perché invitino a firmare per la Chiesa cattolica?
In un tempo di divisioni e contrapposizioni crescenti, è urgente riscoprire l’importanza di valori come il bene comune, la solidarietà, la partecipazione. Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica fa la differenza, spesso anche tra il vivere e il morire, per migliaia di persone. Non è retorica, ma realtà. Io stesso ho avuto modo di constatarlo in diverse occasioni, ad esempio in Siria e in Libano. Dove i poveri ora possono curarsi e nutrirsi, in situazioni in cui altrimenti sarebbe stato impossibile.
Con l’8xmille amore, bellezza e speranza
Tutti, sia chi presenta il 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche, ma anche i pensionati e chi non è obbligato alla dichiarazione, possono contribuire a mettere in circolo amore, bellezza e speranza. E senza costi, perché l’8xmille non è una tassa in più. E questo fa bene a chi di queste risorse ne usufruisce. Ma anche alla Chiesa, allo Stato e al suo welfare. Infine alla società e a ciascuno di noi. Provare per credere.
| COME FIRMARE – DESTINAZIONE 8XMILLE Un piccolo gesto, una grande missione Non è una tassa, e a te non costa nulla. Con la tua firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica potrai offrire formazione scolastica ai bambini, dare assistenza ad anziani e disabili, assicurare accoglienza ai più deboli, sostenere progetti di reinserimento lavorativo, e molto altro ancora. Firmare è molto semplice. Scopri come fare seguendo le istruzioni riportate sul sito www.8xmille.it/come-firmare . |

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