Vincenzo De Luca al salone del libro

Salone del libro: Il valore delle parole

Il valore delle parole che costruiscono ponti, identità, dialogo, sguardo sul futuro. Democrazia e libertà.  L’importanza della promozione della lettura soprattutto verso i più giovani, sono alcuni degli spunti emersi dai vari interventi, questa mattina 15 maggio, all’inaugurazione della 37esima edizione del Salone internazionale del Libro di Torino. Uno degli eventi più significativi sui libri non solo in Italia, ma in tutta Europa. Tra le varie autorità è intervenuto anche Vincenzo De Luca, presidente della Campania, regione ospite del Salone.

De Luca (Campania): il Salone per una rinascita culturale

De Luca ha sottolineato l’importanza di ribadire i valori dell’unità nazionale, definita “recente e fragile”, ricordando come l’Italia sia diventata “patria unita” solo durante la Prima guerra mondiale quando i soldati di tutto il Paese si sono ritrovati nella stessa trincea. In un mondo “destrutturato”, il presidente ha evidenziato il ruolo cruciale della cultura, chiamata a un “grande impegno”. Ha espresso preoccupazione per il peggioramento della situazione globale, sottolineando la necessità di un’alfabetizzazione umana, ha denunciato la messa in discussione di conquiste fondamentali come i confini e lo stato sociale, e ha evidenziato la crisi della trasmissione della conoscenza e dell’informazione.

Ma il passaggio in assoluto più applaudito da tutta la platea è stato quando De Luca ha dipinto un quadro drammatico, parlando di uno scontro tra “bene e male” che rischia di sfociare in un conflitto nucleare. Ha definito “una vergogna per il mondo civile” ciò che sta accadendo a Gaza, esprimendo profonda tristezza per la sofferenza dei bambini.

Il presidente ha manifestato la sua preoccupazione per l’isolamento delle giovani generazioni, vittime di “nuove alienazioni” e di un crescente spostamento verso il mondo virtuale.

De Luca ha individuato nella lettura e nel pensiero silenzioso una via di riscatto per i giovani, contrapponendoli alla velocità effimera dei social media. Ha lanciato un appello affinché il Salone del Libro diventi un punto di partenza per una rinascita culturale, citando Celestino V e Montale e invitando i giovani a essere “cristiani assurdi”.

Le parole del ministro Alessandro Giuli: una nuova legge per il libro

La cerimonia di apertura del Salone è stata invece per il ministro della Cultura, Alessandro Giuli l’occasione per ribadire che in un contesto in cui si vendono meno libri ha “già incontrato il mondo del libro e le sue rappresentanze. Quello sulla legge del libro è un percorso che riguarda il Parlamento. Io posso sicuramente fare la mia parte, – ha rimarcato – il ministero farà la sua parte. La centralità del Parlamento prevede che l’iniziativa debba essere condivisa dalle due camere, ma sicuramente arriverà un momento in cui bisognerà porsi il problema di normare il mondo del libro nel modo più opportuno e su questo, statene certi, il MIC farà la propria parte”.

Ed ha anticipato: “Stiamo finendo di scrivere i decreti attuativi i risultati, gli effetti del decreto Cultura si vedranno non appena entrerà in vigore il complesso della legge, quando ci saranno i bandi, quando verranno finalmente erogati i soldi”. Per il Ministro ogni libreria che chiude, ogni cinema che abbassa le saracinesche, ogni centro culturale che si esaurisce deve interpellare tutti.

A cura di: Redazione