Migrantes. Ad Asti - Foyer delle Famiglie - mercoledì 18 giugno, presentazione del Report 2024 della Fondazione

Popoli in fuga, ma senza diritti di asilo

Asti. Al Foyer delle Famiglie, mercoledì 18 giugno, la presentazione del Report di Fondazione Migrantes. Presente Maria Cristina Molfetta, curatrice, insieme a Chiara Marchetti

‘Popoli in cammino… senza diritto d’asilo’ è l’emblematico titolo scelto per il report 2024 di Fondazione Migrantes. Il documento verrà presentato mercoledì 18 giugno, alle 18, nei locali del Foyer delle famiglie, in via Milliavacca 5 ad Asti.

Organismo pastorale della Cei, Migrantes da anni si occupa con serietà e passione del fenomeno migratorio. Ed è ormai imprescindibile punto di riferimento per chi voglia approfondire i risvolti umani, giuridici e culturali delle migrazioni forzate.

Migrantes. Diritto di asilo. Un principio sempre meno rispettato

All’incontro di Asti sarà presente Maria Cristina Molfetta, curatrice, insieme con Chiara Marchetti, dello studio. Antropologa culturale, esperta di cooperazione internazionale, Molfetta aiuterà a comprendere come, nel contesto italiano ed europeo, le politiche migratorie stiano progressivamente erodendo i principi di accoglienza, protezione e solidarietà. In una crescente distanza tra il principio giuridico del diritto d’asilo – riconosciuto dalle convenzioni internazionali e sancito dalla Costituzione italiana – e la sua reale applicazione.

Dare speranza a chi fugge da guerre e fame

Le persone in fuga nel mondo hanno superato quota 120 milioni a causa di situazioni di tensione, conflitti, persecuzioni, crisi ambientali e diseguaglianze economiche. Numeri che crescono di anno in anno, portando a un ulteriore incremento delle vittime, specie tra i civili. “Parlare oggi di diritto d’asilo è fondamentale e urgente – spiegano Daniela Iavarone e Paolo Maccario dell’ufficio diocesano per la Pastorale Migranti di Asti – Le persone costrette a lasciare il proprio paese cercano sicurezza e dignità. Al contrario il diritto di asilo per loro risultasempre meno garantito. Ostacolato da politiche restrittive, confini chiusi, accordi internazionali controversi”. Di qui l’importanza di interrogarsi sul ruolo delle comunità territoriali e religiose nell’offrire prospettive e speranza a chi soffre. E sulla necessità di affermare una cultura dell’accoglienza e dei diritti.

“L’augurio – scrivono le curatrici del report – è che questo volume possa anche quest’anno aiutare a costruire un sapere fondato sul rispetto verso chi è in fuga. Verso chi arriva a chiedere protezione nel nostro continente e nel nostro Paese. Perché dobbiamo restare o ritornare umani”.

A cura di: Redazione