I marmi del Re dominano nuovamente la piazza. Allegorie del Buon Governo – Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza – le quattro maestose statue della facciata juvarriana di Palazzo Madama da alcuni mesi ormai sono tornate a farsi parte integrante del panorama sabaudo di piazza Castello. Un libro documenta ora lo straordinario intervento di restauro e consolidamento ‘a vista’ delle sculture e dell’intero edificio, simbolo identitario della città e patrimonio Unesco.
Libro presentato nel Salone d’onore di Fondazione CRT
Il volume si chiama non a caso “I marmi del Re”. È stato presentato giovedì 19 giugno, presso il Salone d’onore di Fondazione CRT. Una location non casuale, dal momento che proprio Fondazione CRT è stato il principale sostenitore privato delle opere promosse da Fondazione Torino Musei in collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino. Un investimento complessivo di oltre 18 milioni di euro, per oltre un anno di lavori e con 200 professionisti coinvolti. A cui Fondazione CRT ha partecipato con 2,9 milioni di euro.
La pubblicazione è stata curata dall’architetto Gianfranco Gritella, direttore dei lavori. Ed esce per i tipi di Electa. Ha il merito di restituire, attraverso parole e immagini, l’intero percorso tecnico, artistico e umano di questo complesso e innovativo intervento.
I marmi del Re. Documento sul ripristino della facciata juvarriana
Il testo ‘I marmi del Re’ si concentra sull’intervento di rafforzamento e restauro della sezione centrale della facciata, realizzata tra il 1718 e il 1721 su progetto di Filippo Juvarra. Attraverso un’indagine filologica e storica si esplorano le vicende e le caratteristiche dei restauri realizzati tra Ottocento e Novecento. Condotti da Alfredo d’Andrade.
L’indagine archeologica sull’architettura ha permesso, in maniera inedita, di ricostruire le tecnologie e le macchine utilizzate nel cantiere storico. Disegni e rilievi descrivono tutti gli elementi scultorei e lapidei che compongono la facciata.
I marmi del Re dalle antiche cave delle Alpi Cozie
Alcuni capitoli approfondiscono in particolare la provenienza dei marmi ricavati dalle antiche cave delle Alpi Cozie. Che per le recenti opere di restauro sono state riscoperte ed esplorate puntualmente con droni e specifiche tecnologie laser di ultima generazione, Studiando in parallelo, accanto ai luoghi di estrazione, i metodi di lavorazione, trasporto e montaggio dei blocchi.
Restauro d’avanguardia tra tecnologie avanzate e materiali antichi
Avviato nel 2022 e concluso nel settembre del 2024, l’intervento si è concentrato sul consolidamento strutturale dell’avancorpo centrale del Palazzo, con “protesi” reversibili in acciaio. Si è poi esteso ai marmi e ai serramenti: 11 finestroni barocchi, i più grandi del Piemonte). Quindi si è addentrato nei sotterranei.

S’impone però su tutto il delicato restauro delle quattro monumentali statue allegoriche del ‘Buon Governo’ – Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza – dello scultore carrarese Giovanni Baratta.
Restauri ‘chirurgici’ e studi diagnostici su marmi e pietre

Alte più di 4 metri e pesanti oltre 3 tonnellate ciascuna, questi stessi monumenti furono già protagonisti di uno scenografico volo nel cielo di Torino durante le fasi di smontaggio.
In tutte le fasi, l’impresa di ripristino è stata comunque una spettacolare, complessa e delicata, operazione ‘chirurgica’. Capace di ‘mixare’ antiche tecniche artigianali e metodologie all’avanguardia. Attraverso il recupero dei marmi originali e il parallelo impiego di materiali contemporanei.
A precedere tutto il restauro una complessa campagna diagnostica e di rilievi. Studi approfonditi durante il cantiere con l’impiego di apparecchiature laser, georadar e indagini tomografiche. Per conoscere la consistenza interna dei blocchi lapidei di colonne e pilastri Si è fatto persino ricorso alla risonanza magnetica.
A Palazzo Madama cantiere aperto alle visite e alla città
Alle tecnologie d’avanguardia dei restauri ha fatto da contrappunto la massima apertura del cantiere alla città di Torino. Un tratto distintivo del progetto è stato proprio l’approccio partecipativo e inclusivo dei lavori. Grazie all’ascensore allestito sul ponteggio e accessibile anche alle persone con disabilità, centinaia di visitatori hanno potuto apprezzare da vicino le attività di restauro. E ammirare da un punto di vista inedito le architetture torinesi, dalla Mole Antonelliana a Superga. Un’esperienza unica di valorizzazione del patrimonio culturale. Che ha coinvolto la comunità.
Anna Maria Poggi. “Fondazione CRT, alleata della bellezza”

“L’intervento sull’avancorpo centrale di Palazzo Madama, protagonista del volume ‘I marmi del Re’, racconta molto di ciò che la Fondazione CRT è e vuole essere. Un’alleata della bellezza, della memoria e del futuro – ha dichiarato Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT – Questo straordinario cantiere, che ha permesso una spettacolare e innovativa operazione di recupero, è stato anche un’occasione di conoscenza e partecipazione per la comunità. La cultura ha bisogno di cura, ma anche di condivisione. È così che il nostro patrimonio diventa davvero bene comune”
Le opere future. La riqualificazione di tutto Palazzo Madama
L’intervento sulla facciata segna anche l’avvio di un importante progetto complessivo di riqualificazione, restauro e valorizzazione di Palazzo Madama. “Si tratta un’iniziativa ambiziosa – ha commentato Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei – Prevista all’interno del Piano strategico della Fondazione, mira a restituire al palazzo il suo splendore originario e la piena fruibilità. Riaffermandolo come uno dei simboli identitari di Torino, dell’Italia e dell’Europa”.

Da Porta Decumana alla Galleria di Carlo Emanuele. L’altare di Augusta Taurinorum
Articolata in quattro lotti successivi, l’operazione coinvolge sia gli spazi esterni – con il restauro accurato delle facciate e l’apertura al pubblico della splendida terrazza panoramica – sia gli ambienti interni. “Recupereremo la Porta Decumana di epoca romana – informa broccio – E parte della Corte Medievale. Ma soprattutto riapriremo la Galleria di Carlo Emanuele, un tempo collegamento tra Palazzo Madama e Palazzo Reale”. Qui saranno in un prossimo futuro anche accolte le quattro statue monumentali poste ora sulla sommità dell’edificio.
Un suggestivo intervento, che giunge alle radici della storia di Torino, riguarderà poi l’altare, nel cuore dell’edificio. “È la pietra fondante di Augusta Taurinorum. Destinato a diventare un luogo simbolo da cui iniziare ogni visita della città. Duemila anni di storia prendono origine da qui”.
