Borse di studio. Il premio della Diocesi di Asti per le quattro tesi di laurea dedicate alla crescita sociale e culturale della comunità

Quattro ragazze per il futuro dell’Astigiano

Vincitrici del XVI premio promosso dalla Diocesi di Asti per le quattro tesi di laurea dedicate alla crescita sociale e culturale della comunità. Sabato la consegna dei premi nel Palazzo vescovile

Sono tutte ragazze le vincitrici delle quattro borse di studio assegnate per il 2025 ad altrettanti laureati dalla Diocesi di Asti. Si tratta di un premio da mille euro e tre da cinquecento. Tutti attribuiti nell’ambito della XVI edizione del bando diocesano sulle tesi di laurea dedicate allo sviluppo sociale e culturale del territorio astigiano. Le giovani riceveranno i loro riconoscimenti sabato 21 giugno, a partire dalle 9.30, nel cortile del Palazzo vescovile di Asti.

Borse di studio in memoria dell’insegnante Melita Rabbione

L’iniziativa è stata intitolata quest’anno a Melita Rabbione, insegnante e dirigente scolastica scomparsa nel 2019. Figura di riferimento per la scuola, il volontariato e la comunità diocesana.

Promosso come ogni anno dal Progetto culturale della Diocesi di Asti, in collaborazione con il Consorzio Asti studi superiori, il bando ha l’obiettivo di incoraggiare la ricerca accademica legata al territorio locale.

Polo universitario Uni Astiss

Prevede l’assegnazione di borse di studio destinate a studenti e studentesse impegnati in tesi di laurea triennale, magistrale, di dottorato o master post-laurea.

Distintiva è anche la modalità di erogazione del sostegno. Il contributo viene versato nella fase iniziale del lavoro di tesi. Un sostegno concreto all’avvio della ricerca.

Percorsi di ricerca che guardano al futuro del territorio

“Le borse di studio si confermano come strumento concreto per valorizzare le competenze accademiche al servizio del bene comune – commenta Michelino Musso, responsabile del Progetto culturale della Diocesi di Asti – Il bando incoraggia tesi che contribuiscano ad una visione di futuro centrata su sostenibilità, innovazione, cultura e coesione sociale”.

Digitalizzazione per l’innovazione delle imprese locali

Accanto agli assegni ordinari da 500 euro, quest’anno, in via straordinaria, la Caritas Diocesana di Asti ha messo a disposizione una borsa di studio da mille euro proprio in memoria di Melita Rabbione. Sarà assegnata a Martina Montagnani. Il suo progetto di tesi, ‘Modeling Loss Given Default under the Advanced IRB framework. Regulatory compliance, methodologies and validation’, si inserisce nell’area della digitalizzazione e tecnologia 4.0. “La candidata affronta con rigore teorico e applicativo la gestione del rischio di credito – si legge nella motivazione – Dimostrando padronanza delle normative e dei modelli statistici. L’elaborato, chiaro e ben argomentato, ha potenzialità di impatto positivo sull’innovazione aziendale e sul territorio. In linea con i processi di digitalizzazione dedicati al miglioramento dell’attività lavorativa”.

Ambiente, servizi ospedalieri ed educativi. Per promuovere territorio e comunità

Mostrano sensibilità verso l’ambiente e le persone, le tesi che hanno meritato le borse di studio da 500 euro. Saranno assegnate a:

  • Carolina Valle per la tesi ‘Natural Fiber Reinforced Composites (NFRCs) in Automotive Industry’, inserita nell’area ambiente e territorio. Questa la motivazione: “L’elaborato si distingue per l’accuratezza della ricerca sulle fibre naturali. E sul loro impiego nell’industria automobilistica. Con evidenti ricadute sulla sostenibilità ambientale e la valorizzazione del settore agricolo locale”.
  • Giorgia Muratore per la ricerca ‘Rischio di apnee notturne ostruttive negli studenti universitari di infermieristica’ nell’area tematica dei servizi alla persona. “Lo studio – si legge – analizza l’incidenza del disturbo OSAS tra gli studenti. Proponendo un approccio scientifico e già in parte sperimentale. Con potenziali sviluppi in collaborazione con l’Ospedale di Asti”.
  • Letizia Murzi per la proposta di studio ‘Accompagnare chi educa: educazione alla affettività e sessualità. Bisogni formativi dei genitori astigiani e ruolo dell’ostetrica/o nel sostegno alla genitorialità’. L’area tematica è sempre quella dei servizi alla persona. “Il progetto indaga il livello di informazione e interesse delle famiglie astigiane sull’educazione affettiva e sessuale – spiega la motivazione – Promuovendo il ruolo educativo degli operatori sanitari. Anche al di fuori del percorso nascita”.

A cura di: Redazione