Gli affreschi, le icone, i reperti e gli studi. Mostra con la forza delle immagini tutti i tesori, la storia e la scienza della Sindone la mostra itinerante ‘La Sindone e il museo in movimento’ approntata a Bardonecchia dai Cultores Sindonis, Museo della Sindone e dal Centro internazionale di studi sulla Sindone a Bardonecchia. Dopo gli allestimenti di Roma e Morbegno, la rassegna si può visitare al Palazzo delle feste fino a giovedì 31 luglio.
Il valore religioso e scientifico del Telo. Un seminario

L’esposizione è stata inaugurata nello stesso Palazzo delle feste sabato 12 luglio, con un seminario di approfondimento, il secondo a Bardonecchia, dopo il positivo precedente del 2024. Una tavola rotonda volta a illustrare il valore religioso e scientifico del Telo. Lo stesso che – secondo tradizione – avrebbe avvolto il corpo di Cristo deposto dalla Croce. E che, con l’effige su di esso trasferita, potrebbe essere un importante indizio della esplosione di luce connessa alla Resurrezione.
Il professor Nello Balossino e la visita virtuale al museo
L’incontro ha visto gli interventi del direttore del museo della Sindone professore Nello Balossino e del suo collaboratore Sergio Rabellino. Accanto a loro i curatori delle collezioni Enzo Ferraro e Stefano Gatteschi. Quindi lo storico Federico Valle. Ciascuno per il proprio specifico ambito, i relatori hanno accompagnato il pubblico presente in un coinvolgente viaggio alla scoperta della Sindone.
Il tutto anche con l’ausilio del video di visita virtuale al museo. Disponibile alla pagina del suo sito: https://media.sindone.it/museo_della_sindone_360/mds_visita_virtuale_it
I percorsi della Sindone in Valle di Susa. Gli studi sulla formazione dell’icona
All’appuntamento non ha voluto mancare la sindaca di Bardonecchia, Chiara Rossetti, che ha sottolineato la valenza anche simbolica di ospitare una mostra sul Lino in Valle di Susa. Porta verso la Francia, la Valle di Susa è tra i più accreditati itinerari del percorso prescelto dai fiduciari dei reali sabaudi per trasferire la Sindone da Chambery a Torino.

Presente anche il rettore del Politecnico, professor Stefano Corgnati, che ha ribadito la disponibilità del Politecnico a sostenere gli studi sulla formazione dell’icona. Un quesito scientifico che ha da sempre un forte richiamo internazionale. E un mistero che diventa per la stessa Torino e per il suo comprensorio una indiscutibile leva di attrazione.
Intensa opera di divulgazione sulla Sindone. Nei singoli comuni e da remoto
Il seminario e la mostra di Bardonecchia sono del resto la prova dell’impegno a diffondere la conoscenza del Lino. A farne conoscere il valore culturale, scientifico e religioso. Partendo dai comuni più piccoli. Una missione che vede impegnata in prima linea l’associazione Cultores Sindonis. Come ha voluto ribadire il suo presidente, Mauro Rubat Ors.
Alle parole di Rubat Ors ha fatto eco il segretario dei Cultores, Valentina Caputo. Che ha rimarcato il contributo prezioso, per la conoscenza del Lenzuolo, profuso dai volontari della Sindone non solo durante le Ostensioni ma ancora oggi al museo.
Il museo della Sindone. Immersione totale nei misteri del Telo
Perché, per quanto cruciale all’opera di divulgazione, l’esperienza da remoto del museo virtuale va sempre affiancata quella di persona. Se l’una serve a capire e ad approfondire, la seconda regala infatti emozioni profonde. Una visita – quella al centro di via san Domenico a Torino – che consente davvero di immergersi nella storia del Telo. Guardando, leggendo, ascoltando e rielaborando il millenario racconto della Sindone e dei suoi tesori.
Ingresso libero per tutte le giornate dell’esposizione. C’è anche la possibilità di visite guidate. Al lunedì e al venerdì, dalle 9.30 alle 12. E al mercoledì dalle 15 alle 16.30.
