Imprese. L’indagine di Unioncamere segnala 5667 nuove attività. Contro 3782 cessazioni. Sostengono il risultato servizi e turismo

In Piemonte imprese in debole aumento

L’indagine di Unioncamere segnala 5667 nuove attività. Contro 3782 cessazioni. Sostengono il risultato complessivo servizi, turismo e le società di capitale

Sono 5667 le nuove imprese registrate in Piemonte nel secondo trimestre del 2025. Un progresso marginale. Soprattutto se confrontato con le cessazioni: 3782. Complessivamente lo stock di imprese iscritte a fine giugno 2025 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ammonta a 419.635 unità.

Realizzato da Unioncamere, per il periodo aprile-giungo 2025, il bilancio anagrafico risulta positivo per 1.885 unità.Il tasso di crescita si assesta su un debole 0,45%, più contenuto rispetto al +0,56% del dato nazionale. Ma con un trend annuale in crescita, se confrontato con quelli piemontesi del secondo trimestre del 2024 (+0,37%) e del 2023 (+0,42%).

Fatica a crescere il tessuto produttivo

È la fotografia di un tessuto produttivo regionale, che pur dimostrando tenuta e alcuni sprazzi di vitalità, fatica ad ampliarsi in modo consistente.

“Il secondo trimestre del 2025 ha mostrato una crescita modesta – commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte – Un +0,45% che, comunque, segna un lieve miglioramento rispetto al passato”.

Imprese. Le più dinamiche sono le società di capitale

Quanto alla forma giuridica, l’analisi conferma, come del resto negli scorsi trimestri, un quadro a due velocità. Nel secondo trimestre 2025 le società di capitale rappresentano il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale piemontese. Il loro tasso di crescita, dell’1,01%, è nettamente superiore alla media regionale. E aumenta anche il loro peso, che arriva a costituire il 22,6% del totale.

Al contrario, le società di persone, che rappresentano il 19,8% del totale, sono le uniche a registrare una lieve contrazione (-0,08%). L’andamento delle imprese individuali – la categoria più numerosa con una quota del 55,6% del totale – risulta positivo (+0,42%). Ma con una quota inferiore alla media. Le “altre forme“, che esprimono il restante 2,0%, evidenziano una crescita minima (+0,22%).

Crescono le attività nei servizi, nel turismo e nelle costruzioni

Differenziati gli andamenti anche per settori. Con distinti impatti sull’economia regionale. La spinta maggiore arriva dal settore degli altri servizi. Che registra il tasso di crescita più alto (+0,75%). E che, essendo il comparto più grande con il 31,2% del totale, è cruciale sul risultato complessivo.

Mostra vitalità anche il turismo (+0,69%), che pesa per il 7,0% del totale. Determinante poi il contributo delle costruzioni (+0,64%), con un’incidenza del 15,6% sul tutto. Le performance di tutti e tre i comparti si collocano ben al di sopra della media regionale dello 0,45%.

Debole sviluppo delle imprese commerciali. Agricoltura in contrazione

Più debole invece lo sviluppo del Commercio. Secondo settore per numero di imprese (21,6%), ha una crescita modesta del 0,22%. Segna il passo anche l’Industria in senso stretto, che incide per il 9,2% del totale. E che non va oltre a un +0,12%.

In flessione, sia pur lieve, il settore agricolo con un -0,07%). Un dato non trascurabile, in un contesto in cui il comparto rappresenta ancora l’11% di tutte le imprese piemontesi.

Coscia: “Occorre sostenere le PMI”

Osservato nel suo insieme, il quadro non lascia dubbi sulle azioni da mettere in campo. Considera ancora Coscia: “Diventa cruciale sostenere le piccole imprese con interventi di supporto e percorsi di accompagnamento. Settori come servizi, turismo e costruzioni sono dinamici. Ma dobbiamo rivitalizzare commercio, industria e agricoltura”. L’impegno di Unioncamere è per politiche che favoriscano una crescita più diffusa. “Un ecosistema – chiosa Coscia – che incentivi la nascita e la crescita delle imprese nell’intero Piemonte”.

Nuove imprese. A Torino e Novara i numeri più consistenti

La modesta espansione del tessuto imprenditoriale riflette a livello regionale l’andamento delle diverse provincie, sia pure con leggere variazioni.

A puntellare la media regionale è principalmente Torino. La sua crescita dello 0,51% è la più alta a livello piemontese. Un risultato che, sommato al rilevante peso della provincia sul totale delle imprese (52,7%), fornisce il contributo più significativo. Si distingue anche la dinamica di Novara. Con un +0,50% e un peso del 7,0% si colloca leggermente al di sopra della media.

Faticano le imprese ad Alessandria, Biella e Verbano

Tutte le altre province si attestano su progressioni ancora più contenute. E inferiori alla media regionale. Cuneo, seconda provincia per numero di imprese (15,4%), segnala un lieve aumento dello +0,40%. Un andamento simile si riscontra per Alessandria. Terza per peso (9,4%), registra il risultato più modesto di tutte (+0,29%).

A seguire le altre province, il cui carico sul totale è inferiore. Asti, che pesa per il 5,3%, cresce del +0,41%Vercelli, che incide per il 3,5%, registra una progressione dello 0,43%Biella, che influisce per il 3,8%, cresce dello 0,33%. Il Verbano-Cusio-Ossola, che rappresenta lo 2,9% del totale, aumenta dello 0,31%. Uno scenario debole. Emblematico di quanto ci sia ancora da fare.

(Grafici: elaborazione Unioncamere Piemonte. Immagine generica: Freepik)

A cura di: Redazione