A Roma non arriveranno gruppi di ragazzi dalle martoriate terre di Gaza. “Avremmo desiderato essere lì”, spiega padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia, in un video messaggio affidato all’agenzia di informazione religiosa Sir e rivolto ai partecipanti del Giubileo dei giovani, in programma tra il 28 luglio e il 3 agosto. “O almeno organizzare degli incontri con i nostri ragazzi. Ma per motivi di sicurezza non possiamo”.
Nel calvario di Gaza la grazia della fede
Tuttavia, il sacerdote assicura la devota vicinanza alle giornate romane di tutta la comunità cristiana nella Striscia. Nonostante i bombardamenti, le violenze quotidiane, gli stenti e la fame, in quella terra non si smette di sperare. Di qui l’auspicio di padre Romanelli: “Il Signore vi dia la grazia di vivere la fede. Come fanno i nostri ragazzi qua, le famiglie e in genere i cristiani del Medio Oriente. In mezzo alla sofferenza di questo Calvario di Gaza”.
Messe, adorazioni, rosario. La preghiera è conforto a Gaza
Nella parrocchia, che ospita numerosi rifugiati, la preghiera è conforto incessante: “Facciamo adorazione, Messa e Rosario, anche per voi”, spiega padre Gabriel. Ancora convalescente dopo un recente raid israeliano sulla chiesa che ha provocato due morti e sei feriti gravi.

Il sacerdote non manca di ricordare i patroni spirituali del Giubileo dei giovani e dei ragazzi. Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, “molto amati anche qui”. E invita tutti alla confessione: “Non è una punizione, è un regalo dal cielo. Da lì comincia la vita eterna già nella vita terrena”.
“Pregate per la fine di questa guerra in Terra Santa”

Da Gaza, l’appello alla pace giunge come un grido. Non solo per i giovani, ma per tutti i fedeli: “Noi cristiani dobbiamo essere luce – considera padre Gabriel – Non perché siamo migliori, ma perché continuiamo a testimoniare il Signore Gesù. A pregare per la conversione, per il perdono dei peccati e per la pace”. Il parroco della Sacra Famiglia sa bene quanto la sua esortazione sia condivisa nell’intera sua comunità “Anche i bambini qui lo dicono: bisogna essere in pace con Gesù per vivere in pace con gli altri”. Quindi un ultimo richiamo: “Pregate per la fine di questa guerra. Affinché il Signore dia pace a tutta la Terra Santa, tra Israele e Palestina”.
