Morte di Nosiglia. Per l’arcivescovo scomparso manifestazioni di cordoglio del presidente della Regione Cirio e della comunità civile

Mons. Nosiglia. Cordoglio di Torino e del Piemonte

Per l’arcivescovo scomparso le manifestazioni di cordoglio del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e e di vari esponenti della comunità civile

La morte di mons. Nosiglia, pastore sempre a fianco degli ultimi, lascia sgomente le comunità di tutta la Regione. “Con la scomparsa dell’arcivescovo emerito Cesare Nosiglia, Torino e il Piemonte perdono un grande uomo di fede, innamorato di Dio, della Chiesa e degli uomini – il governatore Alberto Cirio si unisce al cordoglio della comunità ecclesiastica – Una voce preziosa, sempre sensibile alla dignità della persona, come conferma la sua costante attenzione alla tutela del lavoro. Dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende in crisi del nostro territorio negli anni in cui ha guidato con determinazione, amore e spirito di servizio la chiesa torinese”. 

Il presidente Cirio e la preghiera davanti alla Sindone con Nosiglia

Il governatore Cirio

Il presidente Cirio non fa mancare un suo intenso ricordo personale. “Non dimenticherò mai la sua vicinanza nei lunghi e drammatici mesi del Covid. In particolare, quando abbiamo pregato insieme di fronte alla Sindone, alla vigilia di una Pasqua difficile. Che, ancora di più in quell’occasione, doveva essere leva di speranza e rinascita”.

Per l’arcivescovo emerito la stima e l’affetto di Uncem


Da parte sua, l’Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani, Uncem, ringrazia monsignor Cesare Nociglia per il suo impegno nella diocesi di Torino in tanti anni di ministero. “Lo ricordiamo con affetto e stima – scrive la direzione Uncem in un comunicato – Abbiamo apprezzato sempre la sua attenzione verso tutti i territori. Anche quelli oltre i confini della città. E abbiamo spesso rilanciato le sue parole e le sue azioni per valorizzare opportunità, servizi, economie, strutture delle valli”. 

Nosiglia e l’attenzione ai giovani delle valli piemontesi

In particolare, Uncem rammenta la testimonianza offerta da mons. Nosiglia in occasione di un incontro con i sindaci nelle Valli di Lanzo. Qui l’arcivescovo ebbe a dire: “La specificità delle aree montane deve entrare nei piani politici, economici, sanitari. Perché lì siamo in montagna, ci sono piccoli paesi che stanno morendo. Se non c’è un aiuto e un sostegno, c’è il rischio veramente che si perda una cultura, una realtà”.

Mons. Nosiglia e i giovani

E poi ancora: “Vorrei dare un messaggio di speranza ai giovani che abitano in questi territori. Bisognerebbe che i giovani non si abbattano e cerchino di trovare vie e strade per poter restare nella Valle. Altrimenti restano solo anziani e questo aggrava ancora di più la situazione”. Tutto rivolto ai giovani l’esortazione a restare nelle proprie valli. “Li invito a resistere a questa tentazione di andare via. Li invito ad amare la loro valle. A cercare di dare il loro contributo responsabile affinché si mantenga ferma la loro presenza”.

Il presidente Zaia. “Grati a Nosiglia per l’amore mostrato per la nostra terra”

Il presidente Zaia

Anche il Veneto ricorda con riconoscenza mons. Nosiglia. Che fu vescovo nella diocesi di Vicenza dal 2003 al 2010. In particolare, ne rammenta l’azione nei giorni dell’alluvione del 2010. Quando Vicenza, area più colpita dagli allagamenti, è divenuta il simbolo di quei giorni di calamità. “Allora era già stata resa nota la sua nuova destinazione alla sede arcivescovile di Torino – precisa il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – Ma Nosiglia volle comunque condividere fino in fondo con i vicentini quelle tristi giornate. E garantì la sua presenza nei paesi allagati. Celebrando messe tra gli sfollati, organizzando visite e iniziative di solidarietà. Ha saputo dare una dimostrazione di grande amore verso la nostra terra. Gliene saremo per sempre grati”.

A cura di: Redazione