Gaza. Giornata di digiuno. Indetta per oggi, giovedì 28 agosto, vede l’adesione di oltre 60 mila operatori della sanità e dell’informazione

Per Gaza giornata di digiuno negli ospedali di Piemonte, Valle d’Aosta e di tutta Italia

Indetta per oggi, giovedì 28 agosto, l'iniziativa vede l’adesione di oltre 60 mila operatori della sanità e dell’informazione. Aodi: Difendere medici, giornalisti, bambini e civili significa difendere la vita e la verità”

Medici, professionisti sanitari e giornalisti. Sono più di 60 mila – dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta, a tutto il nord, centro e sud Italia – gli aderenti alla giornata nazionale di digiuno per il cessate il fuoco a Gaza. Indetta per oggi, giovedì 28 agosto, la protesta pacifica contro il silenzio sulle stragi – di civili, di operatori sanitari e dell’informazione – nella Striscia vede promotrici varie sigle. L’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), l’Unione medica euromediterranea (Umem), la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e il Movimento internazionale Uniti per unire. Ampia la mobilitazione dei professionisti della sanità – medici, infermieri, farmacisti, fisioterapisti, podologi, psicologi, logopedisti e fisioterapisti – in particolare nelle regioni Emilia-Romagna, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia, Lazio, Umbria, Veneto e Lombardia.

Con il cessate il fuoco, richiesta di aiuti e di cure a Gaza

Il segnale è forte. E lega la solidarietà alla popolazione di Gaza con la richiesta di un cessate il fuoco immediato e l’apertura di corridoi sanitari. Per portare aiuti, evacuare i feriti e garantire il diritto universale alla cura.

Medici in corsia
Foad Aodi

In prima linea i rispettivi direttivi, capitanati dal loro presidente: il prof. Foad Aodi, medico, giornalista internazionale ed esperto in salute globale. Direttore e fondatore dell’Aisc – Agenzia mondiale britannica informazione senza confini, Aodi è membro del Registro esperti FnomCeo, il portale della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Quattro volte consigliere dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma, è docente dell’Università di Tor Vergata.

“Il digiuno di oggi 28 agosto è il nostro modo di dire basta – dichiara Aodi – Non possiamo assistere in silenzio ad un conflitto feroce che annienta bambini, donne, pazienti e professionistiAcqua, cure e verità sono i pilastri della pace. Senza questi presupposti la comunità internazionale tradisce la propria missione”.

Solidarietà unitaria per i civili della Striscia

La giornata di protesta pare destinata a trasformarsi in movimento diffuso. Capace di unire professionisti e cittadini. “Non possiamo tacere di fronte alla distruzione della vita e delle cure – – sottolinea Aodi – Per noi la questione non è religiosa, ma politica. Non bisogna confondere le scelte del governo israeliano con le convinzioni e i comportamenti di numerosi nostri amici ebrei in Italia. Che peraltro da anni condividono con noi battaglie comuni contro antisemitismo e islamofobia”. Aodi riconosce anche gli sforzi di coloro che stanno proponendo manifestazioni e iniziative a favore del dialogo in Italia. Una conferma che la società civile italiana si sta mobilitando con grande maturità civile e senso di responsabilità. “L’Italia non resta indifferente”.

A Gaza un attacco simultaneo alla salute e all’informazione

Aodi dirige anche l’Aisc News, rete internazionale di giornalisti impegnata a fornire informazione indipendente e verificata su quanto accade a Gaza. La testata incrocia le rilevazioni delle agenzie globali con le testimonianze dirette dei corrispondenti sul campo. E dei professionisti sanitari di Umem.

I dati sono sconfortanti. Secondo le ultime verifiche, dall’inizio della guerra sono stati uccisi 1.422 tra medici e professionisti sanitari. Mentre il 95% degli ospedali è fuori uso. La gran parte dei sanitari ha perso la vita sotto le bombe, mentre una quota significativa è deceduta per malattie contratte sul terreno, senza farmaci a disposizione per contrastarle. O ancora per fame e mancanza di acqua potabile. Nel bilancio figurano anche 273 giornalisti uccisi, prova di un attacco simultaneo al diritto alla salute e all’informazione.

Proteste in Israele contro l’occupazione a Gaza


“Non si era mai visto un conflitto con numeri così devastanti – osserva Aodi – e la sofferenza non riguarda solo i palestinesi, ma anche gli stessi ebrei che in Israele manifestano per chiedere il cessate il fuoco al governo Netanyahu”.

Un appello alla responsabilità dell’Italia e delle istituzioni


Al governo Meloni e al ministro Tajani si chiede di ascoltare i quotidiani appelli dei professionisti della sanità e dei giornalisti e della società civile. “Vogliamo la pace – prosegue Aodi – Chiediamo con forza una conferenza internazionale che riunisca palestinesi e israeliani intorno a un tavolo”. Il dialogo è perseguito come unico orizzonte di soluzione del conflitto. “Nonostante oggi molti non credano più nella possibilità della pace – sostiene Aodi – noi non perdiamo la speranza. I professionisti della sanità appartengono a tutte le religioni e a tutte le nazionalità. La nostra missione è continuare a sostenere e costruire iniziative di confronto interculturale e interreligioso. Solo così, pensiamo, la politica potrà trovare una via di uscita a un conflitto che non è religioso, ma politico”.

Cinque linee di azioni per salvare Gaza


Sono cinque le linee prioritarie di azione rilanciate dalle associazioni:

  • Protezione delle strutture sanitarie e dei media, per fermare gli attacchi
  • Corridoi umanitari verificati, per evacuare i feriti e consegnare aiuti
  • Tutela internazionale dei professionisti della salute e dell’informazione, con un osservatorio permanente
  • Accesso a beni essenziali, acqua potabile, alimenti e medicinali
  • Task force euromediterranea di medici e giornalisti della diaspora, impegnati in tele-consulti, informazione verificata e formazione

Le battaglie sanitarie di Amsi e Umem


Da oltre 25 anni le associazioni Amsi e Umem animano campagne per l’integrazione dei medici stranieri in Italia, la cooperazione sanitaria euromediterranea e la difesa del diritto universale alla cura. Nel tempo hanno costruito reti di tele-consulti e formazione a distanza. Che oggi, in emergenza, diventano strumenti indispensabili per i colleghi di Gaza. “Riceviamo messaggi quotidiani – spiega Aodi – da medici che operano senza antibiotici, senza anestetici e senza mezzi per salvare i pazienti. Il digiuno è anche un ponte simbolico tra chi resiste in corsia sotto le bombe e chi, dall’altra parte del Mediterraneo, cerca di sostenerli”.

Per Gaza una testimonianza collettiva di resistenza morale


Il digiuno del 28 agosto rappresenta per Aodi una testimonianza collettiva di resistenza morale. “Chi uccide un medico o un giornalista – insiste Aodi – non colpisce solo una persona. Ma un popolo intero e il suo futuro. Difendere i professionisti della salute e dell’informazione significa difendere la dignità dell’umanità intera”.

Gli ospedali di Piemonte e Valle d’Aosta contro le morti a Gaza

Medici, infermieri e sanitari del Piemonte e della Valle d’Aosta hanno aderito in forze alla giornata di digiuno per il cessate il fuoco a Gaza.

La locandina della giornata

Questi, tra gli altri, gli ospedali:

Per Torino

  • Ospedale Molinette
  • Ospedale Mauriziano
  • Ospedale Maria Vittoria
  • Ospedale Martini
  • Ospedale San Camillo
  • Ospedale San Luigi
  • Oirm Regina Margherita
  • Ospedale Sant’Anna

Nel Canavese

  • Ospedale di Cirié
  • Ospedale di Cuorgné
  • Ospedale di Chivasso
  • Ospedale di Castellamonte

Altre sedi

  • Ospedale di Alessandria
  • Ospedale di Pinerolo
  • Distretto di Caselle
  • Poliambulatorio di Settimo Torinese
  • Ospedale di Verduno
  • Ospedale di Asti
  • Ospedale di Novara
  • Ospedale di Moncalieri
  • Ospedale di Biella

Valle d’Aosta

  • Ospedale Parini
  • Ospedale Beauregard

(Immagini generiche dagli archivi AI di Free Pik)

A cura di: Redazione