L'uscita della bara dal Duomo di Torino

L’eredità di monsignor Cesare Nosiglia, un Pastore mite e saggio

Duomo gremito per il funerale del vescovo emerito di Torino. Il 30 settembre alla Consolata la messa di trigesima

Il Duomo di Torino, gremito di fedeli, ieri pomeriggio (29 agosto) si è fatto custode di un addio carico di amore e gratitudine.
Commosso il saluto della città e della Chiesa piemontese a monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino e Susa.
Morto il 27 agosto all’età di 80 anni, il Pastore, mite e saggio, è stato ricordato con parole che ne hanno tratteggiato la figura instancabile, interamente dedicata al servizio degli altri.

La celebrazione funebre presieduta dal card. Repole

A presiedere la celebrazione, l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, il cardinale Roberto Repole, che nell’omelia ha dipinto un ritratto toccante di monsignor Nosiglia.
“L’arcivescovo Cesare – ha detto – non tollerava i vuoti. La sua agenda non poteva prevedere delle pagine bianche. Riempiva i giorni, riempiva le ore, riempiva i minuti. Era sempre in movimento, sentiva l’urgenza dell’azione pastorale, sentiva l’impellenza del servizio del prete e del pastore”.

Un cuore umile in attesa del “volto lucente di Cristo”

Ma dietro a questa frenesia, ha svelato il cardinale, si nascondeva un cuore umile e un’attesa profonda del “volto lucente di Cristo”.
Era una spiritualità che si manifestava con particolare intensità nell’incontro con le persone fragili.
Un’attenzione, ha ricordato Repole, che non era solo carità, ma un riconoscimento della propria umanità, un incontro senza difese, in cui “scopri che anche tu sei fragile e senza difese, non devi mascherarti, puoi essere quello che sei”.
Questo profondo senso di vicinanza ai più poveri e ai migranti ha contraddistinto l’intero ministero di Nosiglia, convinto che il “pane dell’Evangelo” non possa essere autentico senza prima ricevere il “pane materiale”.

Chi ha partecipato al funerale

Il dolore per la sua perdita ha unito in preghiera e cordoglio un’intera comunità, dai vescovi piemontesi (Giraudo, Arnolfo, Olivero, Gallesse, Bodo, Testore, Salera, Pacomio, Debernardi, Guerrini, Ravinale, Micchiardi, Mana) chi non ha potuto presenziare ha inviato un messaggio di cordoglio, e a nome di tutti quello del presidente Cep, mons. Franco Lovignana. Da Roma, dove mons. Nosiglia ha svolto una intensa azione pastorale, è giunto mons. Paglia. Il card. Zuppi ha inviato un messaggio. Presente anche il card Giuseppe Betori che ha concelebrato. Una ampia delegazione è giunta da Vicenza dove dal 2003 al 2010 Nosiglia ha guidato la diocesi (tra loro Giuliano Brugnotto, attuale vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, vescovo emerito di Vicenza, Adriano Tessarollo, vescovo emerito di Chioggia, ordinato vescovo da Nosiglia; ) in Duomo c’erano numerosi rappresentanti delle altre confessioni cristiane, della comunità islamica ed ebraica.

autorità al funerale di mons. Nosiglia a Torino

Tra le autorità presenti, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e la vicesindaca di Torino Michela Favaro, insieme a numerosi sindaci e figure militari, a testimonianza del vasto affetto che ha saputo conquistare.

Il messaggio di Papa Leone XIV: un pastore mite e saggio

In prima fila, come una vera e propria famiglia, le due religiose, suor Ruby e suor Elisa, che lo hanno accompagnato non solo nel suo ministero, ma anche nei difficili momenti della malattia, insieme ai suoi segretari don Mauro Grosso e don Enrico Griffa. Un ruolo insostituibile, sottolineato con gratitudine dal cardinale Repole.

Tra i tanti messaggi di cordoglio, ha risuonato quello di Papa Leone XIV, che lo ha definito “Pastore mite e saggio, sempre fedele al popolo e sollecito verso le persone più fragili”.

Nosiglia lascia un’eredità di fede, di servizio e di amore verso il prossimo che non si spegnerà. Un’eredità che è stata suggellata dal lungo, scrosciante applauso che ha accompagnato l’uscita del feretro dal Duomo, un ultimo, toccante, ringraziamento di una città al suo pastore.
Come ha voluto sottolineare il card. Repole: “è stato un bel momento di Chiesa”.
Mons. Cesare Nosiglia è stato sepolto nel Santuario della Consolata, il luogo che diventerà un punto di riferimento per quanti vorranno ricordarlo e tenere viva la sua memoria.

La messa di trigesima sarà celebrata al Santuario della Consolata il 30 settembre alle ore 18.

Chiara Genisio