Tutto il mondo converge a Torino per il festival della Missione. Alla sua terza edizione, il programma, dal 9 al 12 ottobre, si infittisce di appuntamenti e di luoghi di incontri per coinvolgere la città, la Regione e anche un pubblico più ampio, dall’Italia e da fuori. ‘Il volto prossimo’ è non a caso l’inclusivo titolo dato alla vivace kermesse, promossa dalla fondazione Missio (della Cei) e dalla Conferenza degli istituti missionari in Italia (Cimi).
Il card. Zuppi all’Arsenale della Pace lancia il festival

Per il suo lancio, venerdì 19 di settembre, è previsto l’arrivo di un padrino di eccezione. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, terrà all’Arsenale della Pace (in piazza Borgo Dora 61), a partire dalle 18, un dibattito pubblico. Che già si annuncia come una sfida: ‘Conquistare la pace e organizzare la speranza’.
200 i volontari per il festival della Missione. Ma ne servono 250
Imponente la macchina organizzativa. Sono al momento 200 i volontari pronti a dare supporto. Ma si deve arrivare ad almeno 250 persone da destinare all’assistenza. Quanti volessero unirsi e prestare servizio in una o più giornate del festival possono segnalare la propria disponibilità all’indirizzo mail: volontari@festivaldellamissione.it
Da San Filippo Neri a piazza Castello, i luoghi del Festival della Missione
Il cuore pulsante del Festival sarà la chiesa di San Filippo Neri (a pochi passi da piazza San Carlo) a Torino. Qui si svolgerà la maggior parte degli eventi. Dagli incontri con ospiti internazionali alle tavole rotonde. Dalle mostre alle meditazioni, fino alle attività per famiglie e comitive. Un maxischermo esterno garantirà la fruizione degli eventi anche a un pubblico più ampio.

Al di là delle singole iniziative, San Filippo Neri si trasformerà comunque in un vero e proprio hub. Con tanto di sala stampa e una rassegna sulla pace, curata dal Centro Studi Sereno Regis e arricchita dalle illustrazioni di Mauro Biani. Qui sarà anche allestita Casa Missione, luogo di accoglienza aperto a tutti. Casa Missione sarà un punto di riferimento per chi viene da lontano, per una pausa caffè o per i genitori con bambini. E sarà anche un crocevia di anime, dove incontrare missionari e conoscere nuove storie, rafforzando senso di comunità e di condivisione.
Accanto a San Filippo, si animeranno poi altri luoghi emblematici di Torino. La chiesa di San Lorenzo (in piazza Castello) ospiterà momenti di spiritualità, mentre l’ex seminario – facoltà Teologica sarà destinato a presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari. Le stesse strade cittadine si trasformeranno del resto in una galleria a cielo aperto, con le immagini della vetrina sul quartiere Brancaccio, realizzata dal fotografo Francesco Faraci.
Missione è vicinanza verso chi soffre
A dare voce al dibattito si avvicenderanno missionari, uomini di cultura, operatori umanitari da tutta Italia e dall’estero.

Voci dalle diverse inflessioni, pronte comunque a confrontarsi sul significato di fare missione. Sulla prossimità che è vicinanza verso chi soffre, straziato da guerra, fame, violenza. O ancora per carestie, dovute gli effetti del riscaldamento globale.
Un calendario per preparare il festival della Missione
Tra gli eventi preparatori del festival, alla facoltà Teologica, la mostra ‘Figli di Haiti’, che sarà inaugurata venerdì 26 settembre alle 18. Quindi un incontro sul Congo, in calendario per martedì 30 settembre alle 9.30. Infine, alle 11.30 dello stesso giorno, la conferenza stampa di presentazione del Festival vero e proprio. Il suo programma completo è comunque già disponibile – e scaricabile – sul sito www.festivaldellamissione.it.
Le quattro giornate del festival della Missione
Ricco il calendario. Il via ufficiale del Festival è fissato per il 9 ottobre. Con una giornata dedicata alle periferie e ai ‘volti prossimi’ che le abitano. Un pellegrinaggio laico partirà dai quartieri estremi per approdare al cuore della città. Lungo il cammino si descriverà la mappa della santità torinese.

Con i suoi punti cardinali: i Salesiani, il Sermig, il Gruppo Abele, la Pastorale Migrantes e i missionari della Consolata. Il corteo sarà una manifestazione simbolica, ma concreta per riportare i quartieri più problematici al centro dell’attenzione. Quindi, in serata, spazio al dibattito, con il teologo portoghese padre Adelino Ascenso e l’attrice Alida Tarallo. Infine uno spettacolo ispirato ai santi torinesi.
Le vite che nessuno vede. Si parla di debito globale
Venerdì 10 ottobre sarà dedicato ai grandi temi globali. Il panel ‘Le vite che nessuno vede’ vedrà gli interventi della giornalista di Internazionale, Francesca Sibani e di Jétry Dumont, cofondatore del media indipendente haitiano AyiboPost. Si discuterà di economia equa e sostenibile con Gael Giraud e Jeffry Sachs. Sarà confronto aperto sull’ingiustizia strutturale del debito globale e sulle possibili alternative. Con particolare attenzione alla campagna ‘Cambiare la rotta’ sul debito internazionale.
Con la teologa Teresa Forcades si parlerà anche del ruolo delle donne nella Chiesa e del rapporto tra fede e comunità LGBTQ+. Quindi un incontro tra mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, e padre Daniele Mazza. Infine, un concerto di musica sacra del soprano Monica Marziota.
Il coraggio del perdono e la forza della musica in piazza
Testimonianza e resilienza saranno i temi cruciali da affrontare sabato 11 ottobre. La mattinata si concentrerà sulla testimonianza di Diane Foley, madre del giornalista James Foley, ucciso dall’Isis nel 2014. La donna condividerà in particolare la sua scelta di perdono. Nel pomeriggio, a prendere vita sarà tutta piazza Castello. In un grande evento, con tanto di musica e presenze di eccezione. Tra gli altri, Kim Aris, figlio della Nobel Aung San Suu Kyi, e Taghi, Ali e Kiana Rahmani, marito e figli di Narges Mohammadi, anche lei premio Nobel per la Pace.
Per la missione una concelebrazione finale presieduta dal card. Repole

A concludere il festival, domenica 12 ottobre è in calendario una meditazione spirituale guidata da Antonietta Potente. Quindi, a seguire, un incontro sull’arte di sperare.
Alle 15, a suggello della quattro giorni,ci sarà la concelebrazione conclusiva in San Filippo. Presieduta dal cardinale Roberto Repole – e alla presenza dei vescovi del Piemonte e della Commissione episcopale Cei per la Cooperazione missionaria tra le Chiese – sarà un momento di condivisione e di preghiera.
Il volto prossimo delle missioni spiegato ai più piccoli e presentato ai ragazzi
Una particolare attenzione sarà rivolta ai più piccoli. Nella cornice del festival è stato pensato un programma mirato a parlare ai bambini e ai ragazzi da 0 a 18 anni, con linguaggi, spazi e tempi adeguati. Nelle mattinate di sabato e domenica, San Filippo Neri e gli spazi di Casa Missione ospiteranno l’albero delle storie animate. E poi spettacoli di magia, laboratori artistici, musicali e zone di ascolto e creatività. Per i ragazzi delle superiori, sono invece previste attività itineranti tra i luoghi di pace di Torino. Un viaggio alla scoperta, in presa diretta, del volto prossimo delle missioni cittadine.
Festival della Missione. Come iscriversi e informarsi
Per iscriversi alle giornate del Festival e alla newsletter: www.festivaldellamissione.it. È inoltre possibile iscriversi alle giornate del Festival e alla newsletter, ed eventualmente dare disponibilità ad ospitare chi arriverà da altre parti d’Italia.
Ogni giorno sarà poi possibile seguire la rassegna stampa di ‘Missio Today’. Per guardare il mondo da un’altra angolatura.
(Immagine di copertina realizzata con la piattaforma AI Copilot)
