Educazione sessuale a scuola? È prematura negli istituti per l’infanzia. La Federazione italiana scuole materne (Fism) condivide la proposta contenuta nel disegno di legge 2278 di escludereattività didattiche e progettuali legati alla sfera sessuale nelle prime fasce di età. Una scelta che va a tutela dei piccoli in una delicata fase della crescita.

Lo spiega il presidente nazionale Fism, Luca Iemmi, nell’audizione tenuta alla Camera dei deputati – VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – giovedì 11 settembre: “Non c’è la necessità – afferma Iemmi – di anticipare esperienze o concetti che non sono adeguati all’infanzia”. Di qui però – per le medesime ragioni – l’opposizione ferma alla “possibilità del riconoscimento dell’identità di genere. Con indicazione di sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita”.
Fism. No a un’identità di genere diversa da quella della nascita
“Per motivi di prudenza e cautela – argomenta Iemmi nel suo intervento – dissentiamo dall’impostazione di fondo dell’art. 1 del Disegno di Legge 2278 che introduce nella scuola la possibilità di riconoscimento di un’identità di genere diversa da quella dell’atto di nascita. A maggior ragione riteniamo che tale opzione non sia adeguata alla scuola dell’infanzia”.

In queste età, infatti, il bambino è ancora impegnato nella costruzione della propria identità globale. Fisica, emotiva, relazionale, simbolica. “Ogni approccio che lo coinvolga in decisioni definitive su aspetti così complessi rischia di essere prematuro e fuorviante”.
Fism. Da sempre dalla parte dei bambini
La Federazione italiana scuole materne rappresenta in Italia circa 9 mila realtà educative. Per un totale di quasi mezzo milione di bambini della fascia zero-sei. Da sempre i suoi progetti tendono a proteggere l’integrità dei più piccoli e vulnerabili. E a favorire la partecipazione attiva delle famiglie al percorso educativo e formativo dei figli.
Da difendere la libertà educativa della famiglia
Al di là del le divergenze in tema di sessualità, Fism è pronta ad appoggiare i generali principi positivi introdotti nel disegno di legge 2278. Come la promozione dell’esercizio della responsabilità genitoriale. E la tutela del compito educativo primario del nucleo famigliare. “Fism – ha rimarcato Iemmi – accoglie con favore l’intenzione dei DdL di riconoscere, rispettare e difendere la libertà educativa della famiglia”.
Consenso informato. Pilastro dell’alleanza scuola-famiglia
Nel Ddl 2278 Fism apprezza in particolare la previsione della prestazione del consenso informato preventivo su temi particolarmente sensibili. Come, per esempio, quelli relativi alla sfera sessuale. Iemmi si è soffermato sul rischio di ‘colonizzazioni ideologiche’, già richiamato da papa Francesco. Viene considerata particolarmente opportuna anche la disposizione che impegna l’istituzione scolastica a richiedere il consenso informato all’interno del patto educativo di corresponsabilità. “Uno strumento – ha sottolineato Iemmi – che sostiene e favorisce l’alleanza scuola-famiglia”.
(Immagini generiche dall’archivio Free Pik)
