Ivrea. Nel segno della riconciliazione

Questo il tema scelto dal vescovo Salera per la sua prima lettera pastorale.

“Vivere e annunciare la riconciliazione” è l’itinerario che mons. Daniele Salera, vescovo di Ivrea, affida a tutta la Diocesi nelle sue varie componenti e nelle sue diverse espressioni carismatiche per il nuovo anno pastorale. Giunto da Roma nella diocesi eporediese a metà febbraio ha scelto di dedicare in particolare alla riconciliazione la sua prima lettera pastorale. Sabato mattina ha illustrato i motivi che l’hanno spinto a scegliere questo tema e sul senso del suo messaggio davanti all’assemblea, persone arrivate da tutta la Diocesi, nell’affollato salone dell’Oratorio San Giuseppe ad Ivrea, a pochi metri dalla Cattedrale.
Un discernimento nato dall’ascolto dello Spirito e dalla lettura della Seconda Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (2Cor5, 14-21). Già nelle prime righe della “lettera pastorale” racconta che nel corso del campo estivo presso la Casa Alpina dedicata a Gino Pistoni nel messaggio di Paolo ha trovato l’ispirazione.  “Un testo pieno di vita, da raccontare e diffondere”. 

Riconciliarsi è anche unificare i cuori

Ha invitato tutti a crescere nell’unità per unificare i cuori. “Il tempo che ci doniamo ci sostiene, guarisce, alimenta”, ha detto. L’apostolo Paolo, ha ricordato Salera, usa spesso il termine “non imputare” ed è proprio in riferimento a questo che il Vescovo conclude la sua lettera pastorale: “Solo accogliendo questi necessari presupposti riusciremo a non imputare più al fratello le colpe del passato, potremo non più farlo coincidere con i suoi errori, potremo sostenerci e camminare insieme, in letizia, non come ministri della condanna, ma della giustizia”.  
Un passaggio che riguarda davvero tutti ha sottolineato, come ogni battezzato “deve capire che tutto è consegnato nella croce” e occorre “diventare ambasciatori della riconciliazione”. Una riconciliazione che va nutrita. Per questo Salera ha proposto un piano dettagliato di ritiri spirituali suddiviso per stato di vita.  “La Parola di Dio ha bisogno di sedimentare dentro di noi per avere uno sguardo nuovo”, ha sottolineato.
Altro aspetto fondamentale per Salera è la sinodalità, “un aiuto per vivere la riconciliazione”.

Come vivere il cammino sinodale

Nel suo messaggio evidenzia anche alcuni punti su cosa è il cammino sinodale e come viverlo. Come, ad esempio, non avere la convinzione di possedere la verità o che le proprie idee siano più giuste di quelle degli altri. L’invito è quindi a pregare, ascoltare e agire che permetterà di coinvolgere nuove persone e che rappresenta uno stile nuovo di annunciare il Vangelo.  Sulla necessità di ascoltare torna spesso nella Lettera Pastorale, come l’ha ripresa più volte nella sua presentazione all’assemblea diocesana. Un ascolto che porta anche ad agire più lentamente.

Lavorare ogni giorno per la pace


Un passaggio importante, il Vescovo di Ivrea, lo   affida alla pace, alla preghiera per la pace. Ha ricordato il messaggio di papa Leone XIV nel suo primo incontro con i vescovi italiani, mons. Salera ha scelto di affidare all’ufficio per l’Ecumenismo l’impegno di lavorare continuamente per la pace.
Se oggi la diocesi non sente ancora forte la mancanza di sacerdoti, il Vescovo guarda al futuro. “Al momento non abbiamo nessun nuovo seminarista”, ha quindi invitato a pregare per le vocazioni: “la Diocesi di Ivrea ha bisogno di giovani che offrano la propria vita al Padre”.   E sono tanti i ragazzi che in questi mesi di conoscenza del tessuto della diocesi, Salera sta incontrando, “giovani belli, con un buon stile di vita”.  A cui vuole proporre un ‘esperienza missionaria “che apre uno sguardo nuovo anche nella propria vita”.

Chiara Genisio