La Sindone, leva di fede e devozione. Ma anche fonte ispiratrice di pregevoli opere d’arte diffuse in chiese e cappelle diffuse di campagne e paesi. Se ne parla domenica 5 ottobre alle 15 al Castello di Agliè. Qui l’Associazione di Storia e arte canavesana in collaborazione con le Residenze reali sabaude e il Centro internazionale di studi sulla Sindone presenterà il volume ‘La Sindone nella Diocesi di Ivrea. Espressioni artistiche e di fede’. Accurata mappatura delle testimonianze storico-artistiche legate alla Sindone sul territorio diocesano eporediese, lo studio è frutto di quasi mezzo secolo di meticolosa ricerca a opera di Liliana Bovo, Franco Quaccia e Gianni Bertolino.
Al castello di Aglié testimonianze della Sindone
La stessa scelta del luogo della conferenza non è casuale. Proprio nella cappella di San Massimo, interna al castello di Aglié, è conservata una delle testimonianze raccolte nel volume.

Accanto ad Alessandra Gallo Orsi, direttrice del Castello di Agliè, interverranno il presidente Asac, Tiziano Passera, Gian Maria Zaccone, direttore del Centro internazionale di studi sulla Sindone (Ciss), che ha firmato la prefazione del testo, Federico Valle, storico e responsabile progetto di iconografia sindonica del Ciss. Che ha messo a disposizione degli studiosi preziosi materiali d’archivio.
Il Telo nell’eporediese. Documenti e opere d’arte

Il libro è notevole per i risultati non meno che per il rigoroso metodo adottato. L’indagine prende infatti origine da un sistematico studio delle fonti bibliografiche. Si snoda quindi sullo spoglio delle fonti archivistiche. Come i verbali delle visite pastorali dei vescovi eporediesi. E le informative inviate dai parroci. Documenti conservati nell’Archivio storico diocesano di Ivrea o recuperati presso archivi parrocchiali e comunali.
L’indagine iconografica sulla Sindone entra poi nel vivo. Con la classificazione delle opere. Immagini pittoriche tra pietas e arte. Copie dipinte del Telo. E infine gli altari e la devozione alla Sindone tra il Sei e Settecento. Per ogni opera è anche stata redatta una scheda corredata da fotografie e dati tecnici. A completamento della pubblicazione, una serie di mappe consente un notevole colpo d’occhio sulla diffusione territoriale della devozione sindonica.
La devozione alla Sindone, rimando diretto a Cristo
Una lettura dagli infiniti spunti. Che conferma quanto la devozione alla Sindone prenda forza proprio dalla sua stessa peculiare caratteristica. Quella di essere un’immagine con rimando diretto a Cristo. Cara ai regnanti (come segno di predilezione divina), non meno che al popolo (come antidoto al male).
Le opere ispirate alla Sindone, testimoni della forza delle comunità

L’opera, voluta da Asac conferma anche il rilievo del censimento che il Centro studi sulla Sindone di Torino sta conducendo sul patrimonio sindonico ormai da anni. Un lavoro che rivela come la devozione al Telo sia traversale tra le comunità e i territori a livello internazionale.
Le opere ispirate alla Sindone sono spesso fragili. Necessitano di cura e attenzione affinché non vadano perdute. Rivelano però al contempo un pezzo di storia delle comunità di appartenenza. Per questo sono un patrimonio tutto da valorizzare.
