Un altro passo per l’apertura di nuovi corridoi umanitari. Venerdì 26 la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e la Comunità di Sant’Egidio hanno firmato con i ministeri dell’Interno e degli Esteri il ‘protocollo Libano’, che prevede l’arrivo in Italia di mille persone in due anni. Metà delle quali saranno accolte dalle Chiese evangeliche.
In arrivo rifugiati dalla Turchia, in attesa dei siriani
Il nuovo accordo nasce in un contesto delicato. È infatti ancora sospesa la possibilità di riconoscimento della protezione internazionale per i rifugiati siriani provenienti dal Libano. Per questo, i primi arrivi riguarderanno persone di altre nazionalità, soprattutto dalla Turchia. Ma, sottolineano i promotori, resta alta l’attenzione verso i siriani che da anni vivono in condizioni di estrema precarietà nei campi libanesi.“Sperando in una revoca della sospensione dei visti – spiegano in un comunicato – immaginiamo di includere nei futuri arrivi rifugiati siriani per i quali un ritorno in patria significherebbe esporsi a gravi rischi di persecuzioni”.
Labour mobility. Per i rifugiati progetti di inserimento professionale
Una delle novità riguarda l’avvio di un programma pilota di ‘labour mobility’: le persone provenienti dalla Turchia saranno accompagnate in un percorso di formazione e inclusione lavorativa, in collaborazione con imprese disponibili. Alla rete di accoglienza parteciperà anche la Diaconia Valdese.
In nove anni 7700 i rifugiati arrivati in Europa
Dal 2016, anno del primo accordo, i corridoi umanitari hanno permesso l’arrivo in Italia di oltre 3mila rifugiati solo dal Libano e di circa 7.700 in Europa.

Oggi il modello, riconosciuto a livello internazionale, si arricchisce di nuovi strumenti. Per offrire risposte a bisogni sempre più complessi.
Rifugiati dalla Siria a Pinerolo, Torre Pellice, Luserna San Giovanni
Anche il Pinerolese ha già sperimentato percorsi di accoglienza legati ai corridoi umanitari. Diverse famiglie siriane, arrivate negli anni attraverso questo canale sicuro, hanno trovato casanei Comuni dellazona. E sono state accompagnate in progetti di integrazione abitativa e scolastica. In particolare, a Pinerolo, Torre Pellice e Luserna San Giovanni, i rifugiati hanno potuto ricostruire una quotidianità, avviando rapporti di lavoro e percorsi di autonomia.
