Accoglienza a Pinerolo. Dopo il dormitorio maschile, sabato 4 inaugura Stella Binaria, social housing per donne sole, bambini e famiglie

Pinerolo. Accoglienza e percorsi di autonomia

Dopo il dormitorio maschile a Stazione di posta, sabato 4 inaugura Stella Binaria, social housing realizzato con i fondi Pnrr, per donne sole, con bambini e famiglie fragili

Pinerolo è città accogliente. Due inaugurazioni in pochi giorni ne raccontano il volto solidale. Sabato 27 è stato finalmente aperto al primo piano della Stazione di posta il nuovo dormitorio maschile: quattordici posti in camere ampie e luminose, con servizi adeguati. Che sostituiscono la struttura di via Ortensia di Piossasco, ormai inadeguata. Un passo importante per un territorio che tra Torino e Pinerolo non disponeva di altre strutture di accoglienza notturna.

Housing first. Accoglienza per donne, bambini e famiglie

A pochi giorni di distanza, sabato 4 ottobre, sempre nell’area della stazione ferroviaria, sarà inaugurato ‘Housing first – Stella Binaria’, progetto di Ciss Pinerolese, Comune di Pinerolo e cooperativa Animazione Valdocco, nato grazie ai fondi del Pnrr – Missione 5. La struttura, rinnovata e arredata, ospita sette alloggi indipendenti per donne sole, mamme con figli e piccoli nuclei familiari che vivono condizioni di fragilità abitativa.

Dormitorio, mensa, lavanderia, corsi di lingua e percorsi professionali

L’appena aperto dormitorio maschile si inserisce nella cornice più ampia della Stazione di Posta, nell‘ex caserma dei Carabinieri gestita dalla Caritas. Al piano terra, già dal novembre scorso, sono attivi mensa, lavanderia, segretariato sociale e accompagnamento al lavoro. A fine settembre è stata inaugurata anche l’aula di informatica, donata dalla Fondazione Rossi tramite il Ciss, con dieci computer collegati in rete e un corso Penny Wirton di italiano per stranieri. Il progetto ha richiesto il contributo forze diverse. Le istituzioni, la Diocesi e la Chiesa Valdese, l’Asl TO3, il mondo caleidoscopico del volontariato. Un lavoro corale e di squadra (non sempre facile) ma che ha portato i suoi frutti.

I lavori, intanto, proseguiranno. Entro fine anno dovrebbe aprire il dormitorio femminile al secondo piano, con otto posti letto. E ci sarà la possibilità di accogliere mamme con bambini.

Per Stazione di Posta una casa famiglia per adulti. Ma sono necessari altri volontari

“A me non piace chiamarlo dormitorio, preferisco chiamare questa struttura Casa famiglia per adulti”, ha detto suor Edvige. Che si occupa di aiutare i senza dimora dai tempi in cui il direttore della Caritas era il canonico Mercol, negli anni ’80. Quando il primo dormitorio fu allestito in Vescovado grazie al vescovo Giachetti.

“Sono contento che finalmente Pinerolo disponga di una struttura idonea e adeguata– ha affermato Rocco Nastasi, direttore della Caritas diocesana –Spero che susciti anche il desiderio di mettersi a disposizione per qualche ora di volontariato”. Proprio la scarsità di volontari ha costretto la Stazione di Posta a chiudere per due settimane in agosto. Nonostante la mensa abbia continuato a servire una cinquantina di pasti al giorno.

Stella binaria. Casa e centro di relazioni

All’inaugurazione di ‘Housing first – Stella Binaria’ sono attesi l’assessora alle Politiche sociali di Pinerolo Lara Pezzano, la presidente del Ciss Agnese Boni e il presidente della Cooperativa Valdocco Paolo Petrucci. Accanto a loro interverranno il vescovo Derio Olivero, il direttore della Caritas diocesana Rocco Nastasi, il pastore valdese Mauro Pons e Alberto Amidei, direttore del Distretto pinerolese Asl TO3.

Stella binaria. Social housing di accoglienza

“Stella Binaria non è solo casa, ma una relazione che sostiene, orienta e valorizza – spiega Roberta Pasetto, responsabile della struttura – Come due stelle che orbitano attorno a un centro comune, persona accolta ed educatore camminano insieme in un equilibrio dinamico. Generando nuove prospettive di vita”.

Pinerolo. Reti sociali di accoglienza per costruire comunità e futuro

Il dormitorio come risposta all’emergenza, Stella Binaria come investimento su percorsi di autonomia. I due progetti, diversi, ma complementari raccontano una città che sceglie di non lasciare indietro chi è più fragile. E che, tra reti sociali, istituzioni e volontariato, costruisce comunità e futuro.

Paola Molino

pubblicato su L'Eco del Chisone