Voucher scuola paritarie. Su proposta del capogruppo Magliano, la Regione Piemonte esaurirà la graduatoria di richieste dei contributi

Voucher scuole paritarie. Più fondi alle famiglie

Approvato l’ordine del giorno del capogruppo Magliano, che impegna la Regione Piemonte a esaurire la graduatoria di richieste dei contributi

Voucher scuola. C’è l’impegno della Regione Piemonte a stanziare nuove risorse per le scuole paritarie. Il Consiglio regionale ha infatti approvato l’ordine del giorno presentato da Silvio Magliano, presidente del Gruppo Lista civica Cirio presidente Piemonte moderato e liberale. Che – sulla base di quanto già avvenuto negli anni scorsi – impegna la Giunta regionale a identificare e assegnare i fondi necessari per esaurire la graduatoria dei voucher di accessoalle scuole private riconosciute dal sistema nazionale.

Voucher scuola. Saranno finanziate tutte le 4591 domande


Nello specifico, l’ordine del giorno approvato dall’assemblea regionale garantisce che tutte le richieste del buono scuola per la libertà educativa ammesse alla graduatoria siano finanziate. Per l’anno in corso, sono state presentate 4.591 domande relative al voucher di contributo all’iscrizione e alla frequenza. Di queste 2.968 domande risultano già finanziate. Mentre risultano ammesse ma, al momento, ancora prive di copertura 1.623 domande.


L’estensione a tutti i richiedenti dei voucher scuola è misura fondamentale garantire alle famiglie libertà di scelta in fatto di educazione. “In Piemonte le scuole paritarie sono oltre 670, di cui 313 in provincia di Torino – considera Magliano – Le frequentano circa 50 mila studenti, il 10 per cento di tutta la popolazione studentesca della scuola primaria e secondaria. In un periodo di difficoltà economica per molte famiglie di ceto medio, la garanzia di libertà educativa diventa ancora più cruciale”.

Sostenere la libertà di scelta educativa

Magliano

Il contributo delle famiglie, attraverso i versamenti fiscali, al sistema della pubblica istruzione non è certo messa in dubbio. “Decidere però di non usufruirne per i propri figli è una scelta di libertà – rileva Magliano – Un’opzione che è doveroso sostenere”.

A cura di: Redazione