Europa. La crisi politica, economica e finanziaria dell’importante paese frena il passo del processo di integrazione in corso nella UE

Francia-Europa: non c’è due senza tre?

La crisi politica, economica e finanziaria dell’importante paese frena il passo del processo di integrazione in corso nella UE

La storia d’Europa ha spesso avuto la Francia tra i suoi principali protagonisti, fino da secoli lontani. Un protagonista che si è manifestato a più riprese anche nel processo di integrazione europea, a volte in suo sostegno, altre volte frenandolo.

Per limitarci alla storia dell’integrazione europea, la Francia l’ha sicuramente segnata con sue figure importanti. Come, nei primi anni ’50, Robert Schuman e Jean Monnet, gli architetti delle prime Comunità europee. Più tardi con politici capaci di visione come Simone Weil, prima presidente del Parlamento europeo eletto a suffragio universale. E poi François Mitterand e Jacques Delors, artefici del Trattato di Maastricht e della moneta unica. Molto meno ‘europeista’ il generale Charles De Gaulle. Infine, europeista non privo di contraddizioni l’attuale presidente francese, Emmanuel Macron.

La Francia isolazionista di De Gaulle, cappio per l’Europa

A De Gaulle dobbiamo la crisi della ‘sedia vuota’, quando nel 1965 la Francia si autosospese provvisoriamente dal Consiglio della Comunità, in difesa della sua agricoltura. Prese origine in quel contesto il ‘compromesso del Lussemburgo’, un varco aperto verso il cappio odierno del voto all’unanimità.

Francia, da 70 anni contraria alla Costituzione europea e a un’Europa della difesa

Sulla strada in salita dell’integrazione europea due in particolare sono state ad oggi le frenate imposte dalla Francia: l’affondamento nel 1954 della Comunità europea della difesa (CED). E nel 2005 l’affossamento del progetto di Costituzione europea. Dalla prima frenata non ci siamo ancora ripresi oggi, con questa Unione Europea priva di una politica comune di difesa. Anche se non va dimenticata l’iniziativa, in parte ‘riparatoria’, di Macron per la creazione di una ‘coalizione di volenterosi’ a sostegno dell’Ucraina.

Europa senza sovranità nel faticoso allargamento verso l’Est

Con il siluramento del progetto di Costituzione, ad opera – sembra oggi – di destre e sinistre convergenti, l’Unione Europea ha dovuto rinunciare ad un importante passo avanti verso una sovranità europea, quanto mai necessaria mentre l’Unione si allargava coraggiosamente verso Est.

Una parte rilevante delle novità previste venne recuperata, purtroppo senza un adeguato coinvolgimento popolare, nel Trattato di Lisbona, entrato in vigore a fine 2009. Ma depotenziato da un punto di vista giuridico e politico.

Tra minacce russe e tradimento Usa, stagione ad alto rischio per la UE

Da chiedersi adesso se non siamo, in Francia, alla vigilia di un ‘non c’è due senza tre’, in una stagione ad alto rischio per l’UE, minacciata dalla Russia e tradita dal suo tradizionale alleato USA. Mentre tanto in Ucraina che in Palestina una ‘pace giusta e duratura’ resta lontana.

Francia prigioniera della sua storia. Alle prese con una grave crisi economica

La Francia è un Paese singolare, ricco di eccellenze in molti settori ma prigioniero della sua storia. In particolare, nel suo assetto istituzionale di Repubblica presidenziale, oggi scivola indietro verso la Quarta repubblica a dominante parlamentare. Con un’Assemblea polarizzata e bloccata, incapace di dotarla di un governo stabile in grado di affrontare una grave crisi economica e finanziaria.

Ghigliottina politica per la Francia e anche per l’Europa

Sembra di essere tornati alla fine del 1700 con la Bastiglia al centro dello scontro politico. Una Francia che ha bisogno di un re, se non altro per ghigliottinarlo. Incapace com’è di affrontare la strada difficile del compromesso e dei governi di coalizione.

Il presidente Macron con Ursula von der Leyen

Il problema è che la ghigliottina politica la rischiano in due. Il presidente Macron, prezioso visionario nella politica internazionale, europea in particolare. Ma azzardato gestore della politica interna con il consenso in caduta libera. E l’Unione Europea, dove la Francia, sempre meno protagonista del processo di integrazione comunitaria, resta comunque un attore importante d’intesa con la Germania, oggi anch’essa in difficoltà.

Un’affermazione delle destre in Francia significherebbe l’impasse dell’Europa

Nel contesto politico attuale, una terza brusca frenata della Francia in Europa, con la prospettiva dell’estrema destra al governo, se non addirittura un giorno alla presidenza della Repubblica, rischia di bloccare il dinamismo già oggi stentato dell’UE. Soffocata com’è dal voto all’unanimità e dal ruolo crescente nel Consiglio europeo dei governi nazional-populisti. Che, come quello italiano, cercano improbabili alleanze tra di loro. Convergendo però nella loro crescente simpatia per il ‘pacificatore’ Trump, atteso adesso alla prova nel conflitto tra Russia e Ucraina. 

Franco Chittolina