La Chiesa è sempre più vicina ai bambini, ragazzi e adulti vulnerabili. E ne sostiene le famiglie, con un’azione capillare di prossimità, proprio a partire dai centri diocesani. Dove operano persone competenti, con specifiche professionalità. Tiene a sottolineare questa azione di accoglienza la Conferenza episcopale italiana. Che intende integrare e contestualizzare il secondo Rapporto annuale sulle politiche e le procedure della Chiesa per la tutela dei minori elaborato dalla Pontificia Commissione delegata alla materia.
“I dati del tutto parziali offerti dal documento sono stati tratti da incontri facoltativi presso la Pontificia Commissione – si legge in un apposito comunicato di puntualizzazione diramato dalla Cei il 16 di ottobre – E fanno riferimento alla visita ad limina svolta nel 2024… dunque, non affatto esaustivi”.
La Rilevazione sui servizi territoriali per la tutela dei minori
Per la sua informativa la Cei prende a riferimento la terza Rilevazione sulle attività dei servizi territoriali per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, che si concentra sul biennio 2023-2024. E che fonda il suo studio sul metodo della participatory action research.

Molto ampio il campione dell’analisi. 184 le diocesi coinvolte (il 94,2% del totale), 16 i servizi regionali e 103 i Centri di ascolto attivi. Stando a questa indagine, “tutte le regioni e tutte le Diocesi italiane si sono dotate di un Servizio diocesano o interdiocesano per la tutela – precisa il comunicato della Cei – così da svolgere un servizio di presidio e di formazione capillarmente distribuito”. Di qui la puntualizzazione. “Di tutto questo lavoro il Rapporto non rende conto”.
Nei centri diocesani per la tutela dei minori professionisti formati e competenti
La stessa Commissione Pontificia avrebbe del resto riconosciuto che i Centri diocesani per la tutela dei soggetti vulnerabili si avvalgono di professionalità formate e competenti nell’ascolto e accoglienza delle vittime o di familiari. “Sorti sul territorio, sono in un numero circoscritto proprio per poter contare su personale qualificato e costantemente aggiornato”, si osserva nel testo della Cei. Ma c’è di più. “Per accompagnare la formazione, online e in presenza, nelle prossime settimane saranno presentati due strumenti operativi. Elaborati per uniformare le procedure a livello nazionale”.
Guarire i traumi delle persone fragili. Un impegno della Chiesa

La formazione sul campo per affrontare e guarire i traumi delle persone fragili resta un impegno rigoroso e costante della Chiesa. Lo sottolinea mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI. “Nel 2024 sono stati organizzati 781 incontri, con 22.755 partecipanti. Tra loro operatori pastorali, sacerdoti, religiosi, educatori e membri di associazioni”. Sommando la ragguardevole cifra a quella dei partecipanti agli incontri del 2023 si arriva a un totale di 42.486 persone raggiunte e formate in due anni.
La collaborazione della Chiesa con l’Osservatorio contro pedofilia e pedopornografia
Ma non si tratta solo di numeri, piuttosto della capacità di intessere e rafforzare relazioni sul territorio e con le istituzioni. “Preme rilevare il valore dei rapporti con la società civile – prosegue il presule – Tra le collaborazioni avviate a livello nazionale, si evidenzia la partecipazione all’Osservatorio contro la pedofilia e pedopornografia”. Con il concreto contributo della Chiesa nella stesura delle schede di azione relative al Piano nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori.
Azioni locali di tutela dei minori in collaborazione con enti e organismi non ecclesiali
Anche a livello locale sono sempre più numerose le iniziative promosse in collaborazione con enti, associazioni e organismi non ecclesiali. “Come risulta dalla III Rilevazione – si legge ancora nel documento della Cei – in termini di presenze si è passati dal 13,1 % nel 2023 al 18,3% nel 2024”.
Memorare. Cei e Pontificia commissione insieme contro gli abusi sessuali
Il comunicato ricorda anche l’accordo siglato il 28 ottobre 2022 tra la Conferenza episcopale italiana e la Pontificia commissione per la tutela dei minori per la promozione del progetto ‘Memorare’. Un’intesa volta a ribadire l’impegno comune, e sempre più incisivo, nel combattere gli abusi sessuali all’interno della Chiesa. Alla base di tutto – rileva il documento – “la condivisione di un approccio integrale e delle buone prassi adottate dalla Chiesa in Italia per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”.
Il programma di Memorare prevede tra le altre cose aggiornamenti regolari sulle iniziative di tutela e di salvaguardia dei minori e delle persone vulnerabili. Promosse dalla Cei a livello nazionale e dalla Pontificia commissione a livello universale.
Standard internazionali per il lavoro di tutela nelle diocesi italiane
Il progetto contempla inoltre studi pilota e scambi di competenze ed esperienze con l’obiettivo di costruire una rete globale di centri mirati all’accoglienza, l’ascolto e la guarigione delle vittime. Tutto calibrato sugli standard internazionali individuati dalla Commissione e sul modello di quelli già diffusi nelle diocesi italiane.
Chiesa in cammino per affermare una cultura di tutela dei minori

“Stiamo operando su vari fronti per promuovere una cultura della tutela a più livelli, anche sociali – conclude il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei – E per contrastare ogni forma di abuso. In tutte le Chiese locali c’è la ferma consapevolezza che questo sia un cammino inarrestabile”.
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