Cantiere - lavori di costruzione

Tutti abbiamo il dovere di vigilare

Ancora un morto sul lavoro, il cordoglio del card.Repole

Questa mattina, sabato 18 ottobre, a Torino un giovane uomo nigeriano é morto sul lavoro. Un’altra vittima, che si aggiunge alle 674 dei primi otto mesi di quest’anno. Un dato in continua crescita, il 2025 regista già un aumento di morti sul lavoro del 9% rispetto all’anno scorso.

Il cordoglio della Chiesa torinese

A poche ore dall’incidente, avvenuto verso le 8 nel cantiere di Torino Esposizione, per realizzare la nuova biblioteca civica, il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino, ha espresso il suo cordoglio unito all’invito rivolti a tutti di vigilare.

Di seguito le sue parole:
<Non riusciamo a reggere il pensiero di un altro padre di famiglia morto questa mattina per l’incidente nel cantiere di Torino Esposizioni.
Andy Mwachoko, 42 anni, arrivava dalla Nigeria, aveva tre figli e una moglie che non lo vedranno tornare a casa.
Non abbiamo elementi per comprendere se vi siano responsabilità in questa ennesima morte bianca a Torino, che sconvolge anche i datori di lavoro, ma scorrendo l’elenco dei caduti nei cantieri e al di là della tragedia di questa mattina è doloroso constatare che le vittime sono spesso persone fragili e poco pagate.
La morte di un altro lavoratore ci impone di compiere un esame di coscienza collettivo, se il benessere di cui godiamo non sia spesso pagato soprattutto dai fragili: le persone valgono immensamente più del denaro, molto più delle cose materiali e credo che su questo punto abbiamo tutti l’urgente dovere di vigilare>.

Cosa é accaduto

Un gancio durante i lavori si sarebbe staccato e il materiale edile che conteneva avrebbe travolto l’operaio. Era assunto regolarmente, l’azienda, la Cobar di Bari, con una nota ha assicurato che Andy Mwachoko lavorava con tutti i sistemi di sicurezza.

A cura di: Redazione