Un primato tutto piemontese. La Regione è la prima in Italia a ricevere l’albero di Giovanni Falcone, simbolo della lotta per la legalità e la protezione dell’ambiente. La consegna è avvenuta martedì 21 ottobre, nella Sala Trasparenza – dove l’albero verrà custodito. A portare l’ambito riconoscimento il Raggruppamento Carabinieri biodiversità di Pieve Santo Stefano di Arezzo. Un gesto che è segno di vicinanza e di sostegno a tutte le azioni che promuovono la salvaguardia del territorio piemontese.
L’albero della legalità, dalle talee del ficus di casa Falcone
La pianta nasce dalle talee del famoso ficus che cresce nei pressi della casa del giudice assassinato nel 1992 dalla mafia. Radici prelevate grazie alla collaborazione di Carabinieri, Fondazione Falcone, Comune e Soprintendenza di Palermo. Quindi moltiplicate nel Centro nazionale Carabinieri per la biodiversità forestale di Pieve Santo Stefano di Arezzo. Un laboratorio tra i più avanzati in Europa nello studio e nella conservazione delle specie forestali autoctone.
L’idea del dono è nata dopo l’incontro tra l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli ed esponenti del Centro nazionale Carabinieri per la biodiversità, in occasione della ‘Giornata delle famiglie’ alla Reggia di Venaria.
Un albero in memoria di chi ha sacrificato la vita per la legalità

Alla cerimonia di martedì 21 ottobre erano presenti per la Regione il presidente Alberto Cirio, l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, l’assessore alle Politiche sociali, usura e beni confiscati Maurizio Marrone e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano. A consegnare l’albero sono stati il colonnello Alberto Veracini, comandante del Reparto Carabinieri Biodiversita di Pieve Santo Stefano. L’appuntato scelto Vittorio Paceschi e il colonnello Valerio Cappello del comando della Regione Carabinieri Forestale Piemonte.
“Avere qui l’albero di Falcone per noi ha un significato enorme – ha dichiarato il presidente Cirio – Perché ci dice che ogni giorno dobbiamo continuare a lavorare per la legalità”. L’albero rammenta il sacrificio di chi ogni giorno dà la vita per difendere lo Stato e la giustizia. “Nel rispetto del loro ricordo, lo cureremo ogni giorno – ha proseguito il governatore piemontese – Bagnandolo e potandolo, ma anche lavorando bene come amministratori pubblici. Mettendocela davvero tutta per garantire efficienza sempre associata alla legalità”.
Riaffermare ogni giorno i valori della responsabilità e legalità
“Questa pianta è un simbolo vivo del coraggio e del sacrifici – hanno affermato gli assessori Chiarelli, Marrone e Tronzano – Portarlo qui, nel cuore delle istituzioni piemontesi, significa riaffermare ogni giorno il nostro impegno contro ogni forma di criminalità organizzata e per la promozione di una cultura della trasparenza e della responsabilità. Il Piemonte fa da apripista nel trasmettere alle nuove generazioni un messaggio forte e concreto di legalità e rispetto dell’ambiente”.
Un albero per il futuro del pianeta e per la legalità
“Il nostro dono è una gemma di legalità – ha spiegato il colonnello Veracini– Lo portiamo soprattutto nelle scuole. È la prima volta che consegniamo questo albero a una Regione”. L’iniziativa prende vita dal progetto nazionale’“Un albero per il futuro’, promosso dal ministero della Transizione Ecologica e realizzato dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità.
L’iniziativa di educazione ambientale e alla legalità è rivolta innanzitutto alle scuole italiane. Duplice l’obiettivo. Sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza del verde e in particolare degli alberi per la salute del pianeta. E promuovere la cultura della legalità attraverso simboli vivi e riconoscibili. Avviato nel 2020, il progetto vanta la messa a dimora di circa 500 mila piantine. Oltre 900 a oggi le scuole coinvolte.
