Immagine che ricorda la Laudato Si

Laudato Si’. Quel vento nuovo, strada di conversione

Una riflessione di Carlin Petrini a 10 anni dalla pubblicazione dell'enciclica

Quando l’ultimo albero sarà stato tagliato, l’ultimo animale abbattuto, l’ultimo pesce preso, l’ultimo fiume avvelenato, allora, solo allora, ci accorgeremo  che il denaro non si può mangiare. E’ in questo contesto che si deve leggere la “Laudato sì”. A dieci anni, rimane un cuore nuovo, un vento nuovo, l’inizio di un percorso.

Laudato Sì, le parole di Carlin Petrini

Carlin Petrini, fondatore di Slow food, anima originale  ed ispirazione del rispetto per l’ambiente e di una moderna lettura dell’ecologia, ha colto, tra i primi, lo spirito dell’enciclica di papa Francesco di cui è stato sempre amico. “Il fattore rilevante – spiega –  è il concetto di ecologia integrale perché tutto è connesso; le sofferenze della terra sono quelle dell’umanità. Ridurre le ferite del pianeta significa ridurre quelle dell’uomo”. E’ un’idea “rivoluzionaria” che Francesco matura, ascoltando il grido dei preti e dei vescovi al santuario di Aparecida e, mano a mano, lo fa suo e lo  trasforma in un’esortazione che coinvolge tutti, laici e credenti.

In linea con la Laudato Sì c’è “Fratelli tutti”

“Certo -spiega – siamo quasi tutti ancora  a livello di avanguardia intelligente e non di massa. Siamo immersi, nostro malgrado,  nel modello classico di un’economia basata solo sul profitto. Il Papa ha dato inizio ad un cammino di conversione. La sua non è stata un’enciclica di carattere economico ma sociale che risponde perfettamente alle degenerazioni dei tempi che stiamo vivendo. E, infatti, dopo qualche anno, ecco l’uscita della “Fratelli tutti”, logica conseguenza.  Qui Francesco sviluppa il concetto di fraternità universale e di giustizia sociale, le due vie indicate per costruire un mondo migliore. Senza rispetto per l’ambiente non c’è la fraternità e senza questa non può esserci l’uguaglianza tra i popoli; il primo passo è la conversione ecologica”

Il Papa era preoccupatissimo del clima. Sapeva anche che il processo di degrado ha una sua velocità che è diversa da quella della maturazione di una nuova mentalità ambientale. “Tuttavia – aggiunge Petrini – mi ripeteva spesso che per far bollire l’acqua bisogna accendere il fuoco e lui il fuoco lo ha acceso, ovviamente dal basso. E quella scintilla sta cominciando a dare dei frutti perché le pratiche virtuose partono dal basso”. Insomma la “Laudato sì” ha unito l’ambiente e la sua salute alla vita dell’uomo e ha cominciato a farci rendere consapevoli “dal di dentro” che ogni attenzione verso la terra è un mattone nella costruzione di una rinnovata fratellanza tra i popoli.

Papa Francesco e l’urgenza di voltare pagina

“All’inizio – continua – la necessità di questa profonda conversione non è stata capita né dalle avanguardie cattoliche, né da quelle laiche. Lo stesso papa Francesco ha maturato la consapevolezza che i mali che affliggono il mondo sono quelli che possono avvelenare la vita della gente mettendo a repentaglio i diritti e i valori fondamentali. Ha capito che lo sconquasso ambientale è una realtà e che va affrontata con urgenza. Di qui l’appello a voltar pagina”. “Il suo è un invito pressante ad avere più cura dell’ambiente e ad affrontare, con urgenza, i mali più forti come l’inquinamento, il cambiamento climatico, la perdita delle biodiversità, il riscaldamento del pianeta  perché tutto questo sta alla base delle disuguaglianze, delle ingiustizie, della sopraffazioni, delle guerre”.

Ma papa Francesco si è trovato di fronte all’insensibilità dei “grandi della terra”, dagli Usa alla Cina, alle multinazionali, ai padroni delle materie prime. “Lui, però,  ha avuto il coraggio di gettare un sasso nell’acqua stagnante. Quel sasso sta creando tanti cerchi, piccoli ma forti e convinti,  che s’allargano sempre di più”. Lavorano già, dentro di noi, sul territorio e nel mondo per modellare le basi di quella fratellanza universale che, poi, è il sogno possibile degli uomini”.

“Papa Francesco mi definiva un agnostico pio e mi sta bene. Forse lo sono; quello che è fuori discussione è che lui con la “Laudato sì” e poi con “Fratelli tutti” ha tracciato un piano di lavoro che coinvolge ogni persona, credente e non, ed è già l’inizio di un modo più fraterno di vivere le nostre giornate e preparare quelle degli altri”. E’ vero che i popoli hanno perso la rotta, potranno e potremo ritrovarla guardando il cielo.

Gian Mario Ricciardi