Un lavoro a più mani, nato sette anni fa con un obiettivo semplice e radicale: offrire alle scuole materiali chiari e affidabili sull’ebraismo, evitando errori e pregiudizi. Le schede – oggi raccolte in volume e disponibili anche online – sono state elaborate insieme, da studiose e studiosi cattolici ed ebrei. L’iniziativa è partita dalla Chiesa cattolica e dagli uffici Cei per il dialogo interreligioso e ufficio scuola. Un metodo che, più del risultato, racconta una visione: il dialogo si costruisce conoscendo davvero l’altro.
Superare i pregiudizi. La sfida dell’ecumenismo
“Le schede, nate per la scuola, oggi parlano a tutti”, afferma Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo.

Perché è un metodo che funziona? “Perché permette di superare pregiudizi e luoghi comuni. È un esercizio di rispetto: riconoscere l’altro nella sua identità senza deformarla”.
Contro le retoriche d’odio spazio al dialogo interreligioso
In un tempo in cui crescono antisemitismo e retoriche d’odio, il vescovo vede in questo lavoro un gesto concreto: “Da varie parti i responsabili delle comunità ebraiche hanno avuto critiche anche forti contro la Chiesa cattolica. In realtà questo lavoro e queste schede stanno lì oggettivamente a testimoniare che non abbiamo nessuna intenzione di venire meno al dialogo”. In secondo luogo, “Il futuro si costruisce a partire dall’educazione delle nuove generazioni. E questo sicuramente nel suo metodo è una buona via che educa al dialogo e al rispetto”.
Cristiani ed ebrei. Percorso di reciproca conoscenza. E ora l’Islam
Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), ha auspicato che questo metodo possa diventare reciproco: “Ci auguriamo che si apra un percorso parallelo verso la conoscenza del Cristianesimo”.
E ora, chiediamo al vescovo? “Proseguiamo. Lo stesso metodo è stato avviato anche per l’Islam”.
