La Messa tradotta nella Lingua dei Segni Italiana (LIS) diventa realtà a Torino. In due chiese cittadine è stato attivato un servizio di interpretariato LIS una domenica al mese, per favorire la piena partecipazione delle persone sorde all’eucaristia domenicale.
L’iniziativa è promossa dal Tavolo Diocesano per la Pastorale della Disabilità e si inserisce nei percorsi di inclusione avviati dalla Chiesa torinese per mettere al centro la persona con disabilità come soggetto attivo della vita pastorale.
La celebrazione sarà accessibile in presenza presso la Parrocchia della Gran Madre di Dio e in presenza e in streaming presso il Santuario della Consolata. Il progetto è in forma sperimentale per un anno, con l’obiettivo di valutarne l’impatto e l’efficacia e con la prospettiva di renderlo successivamente continuativo.
L’iniziativa si colloca in una tradizione storica di attenzione verso le persone più fragili che a Torino affonda le radici nell’opera di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza, che già nell’Ottocento accoglieva, tra gli altri, sordomuti, persone con epilessia e disabilità psichiche.
Il Tavolo Diocesano, attivo da circa dieci anni, riunisce diversi ambiti pastorali – dall’Annuncio alla Celebrazione, dalla Carità all’Azione sociale – con l’obiettivo di superare approcci esclusivamente assistenziali e promuovere formazione, informazione e inclusione. Tra le iniziative annuali figura il convegno diocesano “Il limite che non limita”, insieme a laboratori esperienziali e incontri tematici.
Con la Messa in LIS, la diocesi compie un ulteriore passo verso una comunità ecclesiale capace di vivere insieme raccoglimento, preghiera e comunione, rispondendo alle attese di una parte significativa del territorio.
Calendario aggiornato e informazioni: www.diocesi.torino.it/salute
