Alla vigilia della Giornata internazionale della donna, la rivista “Donne Chiesa Mondo”, mensile dell’Osservatore Romano curato da Rita Pinci, dedica il nuovo numero al rapporto tra femminismo, teologia e trasformazioni nella Chiesa. La rivista, in uscita sabato 7 marzo, ha un titolo emblematico: “Gutta cavat lapidem”. Il proverbio latino che ricorda come la goccia, con costanza, possa scavare la pietra.
L’immagine scelta per la copertina è, non a casa, Piazza San Pietro, simbolo della Chiesa universale. Il titolo suggerisce la chiave di lettura dell’intero numero. Il contributo delle donne alla vita ecclesiale non è passato soprattutto attraverso rotture improvvise o riforme eclatanti. Ma grazie a processi lenti e perseveranti, capaci nel tempo di incidere sui linguaggi, sulle pratiche e sulla riflessione teologica.
Di cosa trattano i vari articoli
Ad aprire il numero è un’analisi della biblista Marinella Perroni e della giornalista Lucia Capuzzi. Le due autrici mettono in luce come la presenza e il pensiero delle donne abbiano avviato dinamiche di cambiamento . Anche in assenza di trasformazioni istituzionali esplicite. Dopo il Concilio Vaticano II, spiegano, molte donne hanno assunto un ruolo sempre più attivo nella teologia. Nell’interpretazione biblica e nella vita delle comunità cristiane.
Un fenomeno che si è sviluppato in modo particolare in America Latina. Dove la riflessione femminile si è intrecciata con le esperienze delle comunità ecclesiali di base e con le questioni sociali. Dalla difesa dei diritti dei popoli indigeni alla tutela dell’ambiente.
Il dialogo, spesso complesso, tra movimenti femministi e Chiesa cattolica è al centro del contributo di Raffaella Perin. Docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il suo saggio ricostruisce il percorso che va dall’esegesi biblica femminista del Novecento alle trasformazioni avviate dal Concilio Vaticano II. Fino ai più recenti processi sinodali che stanno ridisegnando il volto della Chiesa.
La liturgia al femminile
Il tema della liturgia è affrontato da suor Elena Massimi, presidente dell’Associazione Professori di Liturgia. Evidenzia i passi avanti compiuti negli ultimi decenni nella partecipazione delle donne alla vita liturgica, senza nascondere le questioni ancora aperte.
Le esperienze concrete
Tra le pagine del numero trova spazio anche il racconto di esperienze concrete. Il reportage di Vittoria Prisciandaro conduce al monastero delle Benedettine di Sant’Anna a Bastia Umbra, vicino ad Assisi, dove una comunità monastica ha saputo intrecciare vita contemplativa e impegno sociale. Le monache partecipano a un programma televisivo dedicato alle ricette del convento e hanno promosso una rete di sostegno per donne vittime di violenza.
Un’ampia riflessione sulla teologia femminista come pratica di trasformazione è firmata da Simona Segoloni Ruta, presidente del Coordinamento delle teologhe italiane. Il suo contributo mette in luce come la riflessione teologica delle donne possa incidere non solo sul piano delle idee, ma anche sulle relazioni e sulla vita concreta delle comunità ecclesiali.
Il numero si arricchisce inoltre di uno sguardo internazionale con il reportage di Lidia Ginestra Giuffrida da Betlemme. Nella rubrica “5 domande a”, curata da Carmen Vogani, viene intervistata Patrizia Palumbo, presidente dell’associazione “Dream Team – Donne in rete”, attiva nel quartiere napoletano di Scampia.
Tra i ritratti. Alessandra Comazzi racconta la figura di Irmã Dulce, la prima santa nata in Brasile. Gloria Satta recensisce Los domingos, il film della regista Alauda Ruiz de Azúa. Narra la storia di una diciassettenne decisa a entrare in convento, un’opera che ha suscitato un ampio dibattito anche fuori dal mondo del cinema.
Chiude il numero la riflessione della teologa Miriam Francesca Bianchi, dedicata alle immagini di Dio nella tradizione cristiana. Per secoli, osserva, queste rappresentazioni sono state prevalentemente maschili e gerarchiche, influenzando la visione della Chiesa e le dinamiche di potere al suo interno.
Nel suo insieme, il nuovo numero di Donne Chiesa Mondo propone così un percorso di analisi e testimonianze che mostra come il pensiero delle donne continui a interrogare la Chiesa e ad accompagnarne, goccia dopo goccia, i processi di cambiamento.
