Tavolo conclusivo al Sermig del convegno

I cattolici e la democrazia: il coraggio di partecipare

A Torino per tre giorni la pastorale regionale Sociale e Lavoro ha promosso una occasione di confronto e formazione

Non un richiamo generico ai valori, ma un invito concreto a “prendersi cura” della democrazia. È questo il filo che ha attraversato la manifestazione “Democrazia. Il coraggio della partecipazione”. Tre giornate a Torino – dal 17 al 19 aprile 2026 – tra Palazzo Barolo, il SERMIG – Arsenale della Pace e Piazza Palazzo di Città). Da cui è emerso con chiarezza che non è più il tempo per i cattolici di essere disimpegnati.

L’iniziativa di formazione e confronto è stata promossa dalla Pastorale Sociale e del Lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta nel solco delle Settimane Sociali. A segnare la chiusura dei lavori è stata la sintesi di Gaetano Quadrelli, responsabile regionale della Pastorale sociale e lavoro. Nel suo intervento ha ribadito il cammino avviato dai cattolici piemontesi e della Valle d’Aosta sulla partecipazione alla vita democratica del Paese. Un percorso da continuare nel tempo, radicato nei territori.

Ha scelto, per indicare un modo di agire, di riprendere tre immagini proposte dal relatore padre Giuseppe Riggio (direttore di Aggiornamenti Sociali). La sentinella, chiamata alla vigilanza e alla responsabilità. Il seminatore, che diffonde e genera futuro; il buon samaritano, che si fa carico delle ferite della società. Tre figure che traducono in modo concreto un compito preciso: cambiare il modo di abitare i luoghi e la qualità delle relazioni.

Tra gli interventi più incisivi, quello della biblista Rosanna Virgili. Ricco di spunti e riflessioni. Ha richiamato le parole di papa Paolo VI, quando indica nella politica “la più alta forma di carità”. Ha insistito sul fatto che la parola è l’opposto della violenza. In un tempo segnato da armi sempre più distruttive e da una “guerra cognitiva” alimentata dai media, il suo richiamo è stato netto. La guerra non può più essere pensata come soluzione. Neppure come ‘guerra di difesa.’ “La guerra distrugge tutto – ha concluso – il suo vero contrario è il lavoro, che costruisce insieme”.

Dal confronto è emersa anche l’urgenza della formazione. Carlo Belardi, docente alla Gregoriana, ha definito le scuole di politica “palestre di cittadinanza”, sottolineando la necessità di metterle in rete per rafforzarne l’efficacia. Un invito condiviso e rilanciato dalla pastorale regionale e che diventerà realtà a breve.
Mons. Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli e delegato dalla Cep (Conferenza episcopale piemontese) a seguire la pastorale sociale e lavoro, ha ribadito che “le buone pratiche nascono quando si crea comunità”.
Mentre padre Riggio ha richiamato le sfide poste dall’accelerazione tecnologica. In questo contesto torna centrale l’invito di papa Francesco a passare dal “parteggiare” al “prendere parte”.
Elena Granata, Vice presidente Comitato Scientifico Settimane Sociali, ha infine richiamato il valore degli spazi pubblici come luoghi di relazione e partecipazione. Ha sottolineato la necessità di una nuova “grammatica della città” fondata sulla gratuità e sull’inclusione.

Accanto alle riflessioni, le esperienze concrete. In Piazza Palazzo di Città sono state presentate buone pratiche su giovani, energia sostenibile, inclusione sociale e sostegno agli ultimi, coinvolgendo anche i passanti. Protagonisti i giovani del Progetto Policoro, impegnati su welfare, inclusione e abitare solidale, accompagnati da tutor per orientarsi tra strumenti e opportunità della partecipazione.

Dai gruppi di lavoro è emersa la necessità di rafforzare reti e alleanze. Di investire nella formazione e garantire continuità ai percorsi, con un’attenzione costante agli ultimi e ai “penultimi”.

Il messaggio finale è chiaro: per il mondo cattolico la democrazia resta un bene da custodire con responsabilità condivisa e presenza concreta. Non solo un tema da discutere, ma un impegno da praticare ogni giorno.

Chiara Genisio