
Una città austera. Parole incomprensibili. Passanti dal cammino spedito, diretti chissà dove e chissà perché. Non è amichevole l’impressione che può fare Torino a uno straniero che ci mette piede per la prima volta. Ma c’è un posto dove cominciare a conoscerne meglio il carattere, le strade, gli abitanti. L’Ufficio pastorale migranti dell’arcidiocesi di Torino può essere il punto di partenza. Dove iniziare a orientarsi per apprendere e prendere familiarità con una lingua sconosciuta. Per cercare e trovare un lavoro. Per frequentare comunità di connazionali e con il loro aiuto intraprendere la non facile, ma sfidante scalata dell’integrazione.
In via Cottolengo 22 un faro per i più deboli
A Torino, in via Cottolengo 22 – nel centro della cittadella della solidarietà di borgo Dora e al cuore della missione di assistenza, educazione e cultura inaugurata dai marchesi di Barolo – l’Ufficio pastorale migranti, Upm per gli addetti ai lavori, offre orecchie pronte all’ascolto, labbra schiuse al sorriso e cervelli sintonizzati per dare le giuste risposte a chi ha mille domande. Molte delle quali inespresse.
Centro di aiuto per singoli, famiglie e comunità
Voluto nel 2001 dall’allora arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, Upm si fa carico di tutto il complesso mondo della mobilità umana.

Singoli, famiglie e comunità, impegnati o costretti a percorsi migratori. In particolare, si rivolge a migranti stranieri, migranti interni italiani, rifugiati, profughi, apolidi e richiedenti asilo. Ma anche a gente dello spettacolo viaggiante, Rom, Sinti e nomadi.
Comunione e sinergia con Fondazione Migrantes
L’ufficio opera in sinergia e comunione con Fondazione Migrantes, ente pastorale della Conferenza Episcopale Italiana istituito nel 1987 per accompagnare e sostenere le Chiese nella conoscenza dei fenomeni legati alle migrazioni. Nonché nell’opera di evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti. E ancora, nel promuovere presso le comunità cristiane atteggiamenti e opere di accoglienza verso gli stranieri. Esortando alla comprensione e valorizzazione della loro identità in un clima di convivenza pacifica.
Sergio Durando. “Upm è ascolto, empatia e accompagnamento della persona”

“Upm non è solo un insieme di servizi per risolvere problemi – spiega Sergio Durando, referente della Pastorale Migranti dell’arcidiocesi torinese e di quella regionale – Al contrario è, in primis, il luogo in cui, tramite l’ascolto e l’empatia, si ritrova l’umanità e si conferisce protagonismo alla persona. Crediamo infatti che l’incontro con l’altro apra a una dimensione trascendentale. E che sia generativo di rinnovamento spirituale e di pratica evangelica vissuta nel quotidiano e nella concretezza dell’incontro”.
Upm. Palestra di comunità e di apertura agli altri
Forte dell’impegno di 300 volontari, Upm si distingue come una vera ‘palestra di comunità’. Qui persone di origini e storie differenti si avvicinano, prestano tempo e saperi. E arricchiscono di umanità la variegata comunità che vi si accosta. “Come ogni buon pastore, l’Ufficio accompagna quante più persone a una visione cristiana dell’apertura agli altri – prosegue Durando– Un legame fecondo che non può prescindere dalla promozione, in particolare presso le comunità cattoliche, di una cultura dell’accoglienza. La nostra grammatica di base passa attraverso la conoscenza dei fenomeni, la creazione di occasioni di incontro e la formazione di figure centrali nei processi di mediazione e di integrazione sociale”.
8xmille. Motore dei progetti di accoglienza di Upm
L’Ufficio Pastorale Migranti di Torino è tra le realtà diocesane che beneficiano dei fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Contributi che alimentano numerosi progetti di promozione umana, accoglienza e inclusione sociale, percorsi di reinserimento e iniziative per l’integrazione e la tutela delle fasce più deboli.
Anche alla luce di questi programmi si spiega l’importanza della firma dell’8xmille alla Chiesa Cattolica sulla dichiarazione dei redditi. Una firma che non costa nulla al cittadino, ma che libera risorse alle mille iniziative caritative messe in campo nel vivo dei territori.
Il lavoro di rete che intesse Upm
Le attività di Upm ruotano attorno a otto linee di azione. “Direttrici di intervento che si incrociano tra loro a seconda delle esigenze degli assistiti – illustra Giada Pettorossi, educatrice in Upm e coordinatrice dei servizi offerti – Pratiche che si consolidano nelle connessioni costruite nel tempo con comunità religiose e associazioni laiche. Il lavoro di rete è a nostro avviso fondamentale, infatti, per ricostruire le persone e guidarle sulla strada verso l’autonomia e il riconoscimento sociale”.
8xmille. Ascolto attivo per un’accoglienza completa
Il comandamento principe è l’ascolto. Le mani tese in un saluto o in un abbraccio sono il primo gesto di accoglienza che il migrante incontra in Upm. “Se hai bisogno di parlare con qualcuno che sappia ascoltarti e che abbia voglia di conoscerti, puoi rivolgerti al nostro Sportello ascolto – si legge nella presentazione dei servizi assolti da Upm, sul sito web istituzionale dell’ente – I motivi per cui vorresti essere aiutato possono essere diversi: potresti avere un problema da risolvere e non sai a chi rivolgerti. Potresti avere delle informazioni da chiedere o difficoltà con i tuoi documenti. Ma potresti anche aver bisogno semplicemente di sederti di fronte a persone desiderose di conoscerti e di farti conoscere l’Ufficio pastorale migranti”.

“L’ascolto attivo è centrale in ogni nostro compito e funzione – conferma Guido Filipello, da oltre dieci anni volontario in Upm, con compiti organizzativi e di collegamento – L’indagine approfondita consente di esplicitare i bisogni degli interlocutori e di indirizzare i progetti di aiuto, siano essi di sostegno economico o di tipo burocratico”. Lo sportello opera anche in sinergia con un Caf esterno per la raccolta di certificati e per le pratiche di regolarizzazione dei migranti.
Percorsi di giustizia e riabilitazione sulla scia dell’impegno dei marchesi di Barolo
Fanno parte a pieno titolo dell’area di ascolto anche i percorsi di giustizia e di messa alla prova per persone condannate a pene inferiori ai 4 anni. “Si tratta di un progetto che cala nell’attualità gli intendimenti di Carlo Tancredi Falletti, marchese di Barolo, e della moglie Giulia Colbert – puntualizza Giada – I primi che nella Torino difficile di duecento anni fa si distinsero nella cura e nella riabilitazione dei carcerati. In questa cittadella a loro dedicata, sono per noi la prima fonte di ispirazione”.
8xmille. Un tetto per la prima accoglienza delle famiglie
Tra le varie emergenze, spicca la ricerca di una casa. Esigenza prioritaria per numerosi migranti, molti con bimbi al seguito. E quella abitativa rappresenta infatti la seconda linea di azione di Upm. “In Torino abbiamo la disponibilità di 25 alloggi, locati da Atc, Cottolengo o anche in comodato da privati – riassume Guido – E, in caso di necessità, possiamo poi anche fare riferimento ad appartamenti parrocchiali. In queste abitazioni diamo ospitalità famiglie o gruppi di persone per permanenze temporanee. Ci occupiamo di pagare il canone e le spese condominiali. Intanto prepariamo la strada verso una progressiva indipendenza economica delle persone e dei nuclei di riferimento”.

Persone da proteggere, ma anche da inserire. “Per i nostri ospiti prevediamo momenti ricreativi e di socializzazione – prosegue Guido – Così da favorire la conoscenza reciproca, lo scambio di informazioni utili, il mutuo aiuto”.
Per le donne sole o con figli un’attenzione speciale
Anche tra i migranti la strada verso l’emancipazione è più irta di ostacoli per le donne. Soprattutto le madri con figli piccoli. “La nostra terza area di intervento si concentra proprio sull’universo femminile – considera Guido – Affianchiamo le migranti nell’espletamento delle pratiche burocratiche e nella stesura dei curriculum vitae. Quindi le orientiamo al lavoro”. Mini-corsi per badanti si alternano a lezioni pratiche di cucina leggera per gli anziani, che certo preferiscono una minestrina al pur saporito cous-cous. “L’obiettivo di questi incontri non è però solo quello del trasferimento di competenze – precisa Guido – Anche qui puntiamo molto a favorire l’aggregazione e il confronto tra persone di diversa provenienza”. Per le donne più vulnerabili e in difficoltà si costruiscono poi itinerari speciali in collaborazione con enti pubblici o centri caritativi di Torino e del suo hinterland.
Studenti e universitari. Un sostegno alla didattica e una spinta a socializzare
Per chi arriva in Italia per motivi di studio, magari di livello superiore, l’offerta si fa specifica. E ritagliata sulle diverse esigenze. Questo è il quarto orizzonte di intervento di Upm. “Se sei una studentessa o uno studente universitario internazionale e hai bisogno di trovare un luogo dove conoscere altri studenti, chiedere informazioni o aiuto nel percorso didattico, puoi rivolgerti al nostro ufficio”, informano apposite locandine in Upm. “Da quattro anni seguiamo un protocollo di intesa con il Politecnico e con altri atenei torinesi – illustra Guido – Ai loro iscritti stranieri offriamo consulenza burocratica e amministrativa e anche un sostegno scolastico grazie alle nostre equipe di volontari ex docenti o pensionati laureati”.

Il programma di assistenza si estende nel caso anche alla ricerca di un alloggio, ai servizi sanitari di base e, se necessario, alla fornitura di generi alimentari. “Quanto alla socializzazione, si organizzano feste e occasioni di incontro qui nei locali e giardini del nostro distretto. E tra i ragazzi, si sa, è facile stringere amicizia con immediatezza e spontaneità”.
8xmille. Orientamento e formazione per chi è a caccia di un lavoro
Il lavoro, o, meglio, la sua ricerca è un’altra dolorosa spina nel fianco dello straniero che approda in Italia. In Upm lo sportello orientamento e formazione rappresenta il quinto cruciale tassello della sua missione di accoglienza. “Le persone portano con sé un bagaglio di conoscenze che non si esauriscono con la formazione scolastica e con i precedenti lavorativi, ma che si trasformano in competenze specifiche – rimarca Guido – Sempre con la tecnica dell’ascolto personalizzato e della conoscenza reciproca avviamo percorsi professionalizzanti ad hoc. Li tracciamo, a seconda dei diversi talenti e aspirazioni, in partnership con varie agenzie per il lavoro ed enti accreditati”. I corsi informatici di base ne rappresentano una necessaria, ma non esclusiva, premessa. “Quindi si aggiornano i cv e si cercano opportunità, magari stage o tirocini monitorati. L’obiettivo è trasformare queste esperienze temporanee in contratti stabili”.
8xmille. Polo alimentare. Pacchi di cibo e progetti di solidarietà
Per le fasce a rischio l’attenzione va alle necessità quotidiane. Il vitto innanzitutto. Sorto nel 2020 con l’esplosione della pandemia, il Polo alimentare è tutt’ora cifra distintiva dell’impegno di Upm, che vi dedica il sesto ambito delle sue iniziative. I cibi, soprattutto a lunga conservazione, giungono al Polo in dono da supermercati, Banco alimentare, cooperative. E qui vengono confezionati in pacchi e poi consegnati a cadenza mensile a chi si sia registrato per il ritiro. “La pur vitale opera di distribuzione non rappresenta però per noi la prima finalità – avverte Guido – Anche qui, anzi soprattutto qui, l’obiettivo è l’ascolto. Dalle schede compilate su chi oltrepassa il portone, ma soprattutto dalle loro parole e racconti, possono emergere storie di sofferenze e di deprivazione. Situazioni che richiedono seri progetti di solidarietà”.
A scuola di italiano. Per conoscere la lingua, il Paese, la sua gente, le sue usanze
La lingua è per lo straniero una imponente barriera da superare. Ma anche la chiave di volta per l’inserimento nella città e nei suoi quartieri. Per questo la scuola di italiano rappresenta una linea di indirizzo, il settimo, del mandato di Upm. “Fin dalle prime fasi di conoscenza suggeriamo l’iscrizione ai nostri corsi gratuiti di italiano – annuisce Guido – Cicli di lezione che vengono approntati direttamente all’interno della struttura grazie all’impegno di una sessantina di ex-insegnanti volontari”. Oltre ai fondamenti della lingua si forniscono informazioni essenziali per meglio conoscere l’Italia, la sua organizzazione politica, le sue leggi, le sue usanze.
Classi omogenee per favorire l’apprendimento
“I nostri corsi di italiano sono rivolti a persone adulte di origine straniera con diversi livelli di scolarità”, spiega Guido. Non sono neppure rari i casi di analfabetismo. “Per questo sono necessari test di valutazione preventiva all’inserimento nelle classi, che devono essere il più possibile omogenee per competenze pregresse”.

I corsi di italiano iniziano nel mese di settembre o in quello di gennaio per terminare a giugno, con la consegna ufficiale dei diplomi nel corso di una apposita cerimonia. A luglio vengono comunque ancora organizzate attività didattiche, ma anche ricreative e culturali. Opportunità uniche di incontro e svago e per studenti che non possono permettersi niente altro.
Certificazioni A1 e A2 per accedere alla licenza media
Primo scopo dei corsi di italiano è l’iscrizione ai Cpia – i centri provinciali per l’istruzione degli adulti – per il conseguimento della licenza media. “Ma – sottolinea Guido – grazie a un accordo firmato con il Cpia 1 Paolo Freire di Torino, per la condivisione di metodi e obiettivi didattici, già in Upm rilasciamo le certificazioni A1 e A2 della conoscenza della lingua italiana. E ciò dà diritto a crediti con relativi esoneri nel monte-ore di frequenza”.
Upm nella rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte
L’opera di Upm non si arresta di fronte ai casi più drammatici e gravi. Come gli episodi di discriminazione, sfruttamento lavorativo e tratta. Subiti o di cui si è testimoni. “Presso la nostra sede è attivo uno dei punti informativi del Nodo metropolitano contro le discriminazioni – chiarisce Guido – Che è stato istituito dalla Città metropolitana di Torino come parte integrante della Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte”.
Lungo questo filone di intervento risiede l’ottava direttrice dell’impegno di Upm. “Il nostro sportello offre tutte le informazioni necessarie sul funzionamento della rete regionale – dettaglia Guido – E sui contenuti della legge regionale 5/2016, che ha introdotto norme organiche contro le discriminazioni e per la parità di trattamento. Una legge quadro di riferimento a livello nazionale”.
Per le vittime di sfruttamento e tratta un sostegno costante e discreto
Le vittime giungono in Upm o in forza del passaparola o perché indirizzate dagli uffici antitratta (numero verde nazionale: 800 290 290, Gratuito e attivotutti i giorni, 24 ore su 24). Una volta accolte e ascoltate, le persone vengono poi indirizzate agli opportuni servizi di contrasto alle ingiustizie patite. “Il nostro è un supporto costante e sempre discreto – precisa Guido – Dalla gestione o duplicazione dei documenti, che spesso vengono sequestrati all’arrivo in Italia, all’assistenza legale contro capibastone e datori di lavoro complici di ingiustizie e maltrattamenti. Né facciamo mancare la protezione attiva, l’accompagnamento abitativo e l’orientamento nella ricerca di un’occupazione finalmente regolare”. Qui lo scopo è garantire normalità e sicurezza a vite spezzate. “Non è facile – conclude Guido – Ma con noi si può trovare il coraggio di provare”.
| COME FIRMARE – DESTINAZIONE 8XMILLE Un piccolo gesto, una grande missione Non è una tassa, e a te non costa nulla. Con la tua firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica potrai offrire formazione scolastica ai bambini, dare assistenza ad anziani e disabili, assicurare accoglienza ai più deboli, sostenere progetti di reinserimento lavorativo, e molto altro ancora. Firmare è molto semplice. Scopri come fare seguendo le istruzioni riportate sul sito www.8xmille.it/come-firmare . |

