Investire sui neonati per costruire la classe dirigente di domani e spezzare il legame tra povertà economica e povertà educativa. È questa la sfida di “Scelte Future”, il nuovo programma promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo, Intesa Sanpaolo e Fondazione Ufficio Pio. Prenderà il via da settembre in Piemonte e punta a diventare un modello nazionale.
La sperimentazione coinvolgerà 2.000 bambini tra 0 e 6 anni appartenenti a famiglie con un ISEE fino a 15 mila euro. Grazie a un fondo iniziale di 10 milioni di euro, metà messo a disposizione dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e metà da Intesa Sanpaolo, i piccoli risparmi mensili delle famiglie – da 5 a 30 euro – saranno raddoppiati, consentendo di costruire nel tempo un capitale destinato esclusivamente agli studi universitari o alla formazione terziaria dei figli.
Non un prestito, ma un investimento sul futuro
Non un sussidio, né un prestito, ma un investimento sul futuro, accompagnato da percorsi di educazione finanziaria e di sostegno alle famiglie.
L’iniziativa nasce in un contesto che rende evidente l’urgenza dell’intervento. Nel Nord Over sono quasi 100 mila le famiglie con un ISEE inferiore ai 15 mila euro. E il progressivo calo delle nascite rende ancora più strategico investire sulle nuove generazioni. A livello nazionale, inoltre, solo il 31,6% dei giovani tra i 25 e i 34 anni consegue un titolo di istruzione terziaria, contro una media europea del 43%.
La voce del protagonisti
«Investire nell’accesso all’istruzione significa investire nel capitale umano, nella mobilità sociale e nella crescita del Paese», ha spiegato il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli. Il progetto, ha sottolineato, vuole superare le disuguaglianze che si formano già nei primi anni di vita, quando le condizioni economiche della famiglia finiscono per determinare anche le opportunità educative.
Per questo Gilli ha lanciato anche un messaggio alla politica, chiedendo di valutare forme di defiscalizzazione per le iniziative filantropiche dedicate all’educazione. Così da rendere ancora più consistente l’investimento privato a favore delle nuove generazioni.
Anche il consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha rimarcato il valore sociale dell’iniziativa. «Il Governo sta operando con attenzione su questi temi», ha osservato, «ma una banca che realizza risultati importanti ha anche il dovere di restituire valore alle comunità nelle quali opera». Contrastare la povertà educativa, ha aggiunto, significa offrire ai bambini di oggi la possibilità di diventare adulti preparati, autonomi e capaci di contribuire allo sviluppo del Paese.
Alla Fondazione Ufficio Pio la gestione operativa del progetto “Scelge Future”
A gestire operativamente il progetto sarà la Fondazione Ufficio Pio. Da oltre quindici anni sperimenta programmi di risparmio incentivato legati all’istruzione. Il presidente Davide Porporato ha spiegato il significato più profondo dell’iniziativa. Econ una riflessione da antropologo ha affermato: «L’uomo, per stare bene, deve poter immaginare il futuro». È per questo, ha detto, che bisogna iniziare a investire sui neonati e sulla prima infanzia, quando si pongono le basi delle opportunità future. Solo così sarà possibile costruire una nuova classe dirigente senza che il destino delle persone sia determinato dalle condizioni economiche della famiglia di origine.
Scelte Future, progetto tra i primi in Italia
“Scelte Future” è una delle prime esperienze italiane di asset building applicato all’educazione. Un modello che premia la capacità delle famiglie di programmare il domani dei propri figli, Affiancandole con un sostegno economico concreto e con un percorso di educazione finanziaria.
La sperimentazione quindi partirà in Piemonte nel settembre 2026, ma l’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di estendere il programma dal 2027 al resto del Paese. Trasformando l’iniziativa in uno strumento nazionale per ridurre le disuguaglianze e ampliare l’accesso agli studi superiori.
