Carlin Petrini con Francesco Guccini

Gedda:Francesco Guccini era davvero “tutto”

Il ricordo personale del grande cantautore, scrittore, fumettista…..

Sono tanti i ricordi di Francesco Guccini che si rincorrono nella mente da ieri, da quando è arrivata la notizia della sua morte a 86 anni a Pàvana (occhio a non sbagliare l’accento: il Maestrone si arrabbiava moltissimo) dove si era ritirato nella casa di famiglia dal 2012.

Ad esempio al Premio Tenco nel teatro “Ariston” di Sanremo quando doveva cantare con il gruppo sardo “I Tenores di Neoneli” il famoso brano “Procurade ‘e moderare” ma non riusciva a ricordare le parole, arrabbiandosi con sé stesso. Lui un gigante al fianco dei piccoli (di statura) cantori sardi. Ma poi nel concerto tutto andò bene, naturalmente.

Ho conosciuto Guccini nel 1978 a Bra quando aveva tenuto un affollatissimo e fumoso (di sigarette) concerto nel dancing “Diamant” per sostenere “Radio Bra Onderosse” fondata da Carlin Petrini (scomparso anche lui in quest’anno terribile) con alcuni amici. E proprio Carlin mi aveva invitato per fare un servizio su “Stampa Sera”, quotidiano con cui ho collaborato a lungo.

L’inizio di una conoscenza ( dire amicizia é impegnativo)

E’ stato l’inizio di una conoscenza (dire amicizia è impegnativo) che mi ha portato ad incontrarlo tante volte, spesso per interviste su quotidiani, riviste, radio (come “Le città cantate” per Rai RadioDue) e televisioni, da SAT2000 con Pupi Avati a “Montagne” magazine di RaiDue che si confezionava nella redazione di Torino.

Ma la sua “casa” in cui si esprimeva al meglio era il “Premio Tenco”, rassegna dedicata alla canzone d’autore fondata da Amilcare Rambaldi definito “lo zio dei cantautori”. Qui Guccini cantava con la sua voce tonante nei concerti serali, tra applausi e premi, ma soprattutto si divertiva nel dopo teatro sfidando Vecchioni nel cantare in latino o in napoletano mentre il professore di Milano rispondeva in greco antico o lombardo. E poi gli scherzi goliardi con Staino, Giorgio Conte, Ligabue, Benigni, Vergassola, Lella Costa… gli ospiti stranieri della rassegna (da Joni Mitchell a Randy Newman, per dire) in notti che finivano all’alba con l’ultimo bicchiere.

Raccontare oggi Guccini

Raccontare chi è stato Guccini nella nostra (e non soltanto) canzone d’autore lo stanno facendo in molti dimenticando spesso la sua dimensione di scrittore: con l’amico Loriano Macchiavelli (il creatore della serie “Sarti Antonio”) ha pubblicato romanzi gialli di grande bellezza (come, ad esempio, “Macaronì”) e libri di una dimensione provinciale che diviene universale ad iniziare da “Cronìche Epàfaniche” per arrivare ai “Dizionari delle cose perdute”, intensi cataloghi di memorabilia che riguardano tutti noi in qualche modo.

Naturalmente tutti suoi libri sono diligentemente conservati nella mia libreria (dopo averli letti) così come tutti i suoi album sono nella mia raccolta, ovviamente in vinile ad iniziare dall’esordio di “Folk beat n.1” per arrivare all’ “Ultima Thule” e al divertimento delle “Canzoni da intorto”.

Si diceva agnostico Guccini (“ateo è troppo impegnativo”) ma nei suoi versi troviamo molta fede ad iniziare da “Dio è morto” del 1967 portato al successo dai Nomadi di Augusto Daolio (altro grande artista) per arrivare all’amicizia con alcuni sacerdoti come il cardinale Zuppi.

Bisogna saper andare aldilà delle etichette e definizioni per capire il tutto. E Francesco Guccini era davvero “tutto”: gli piaceva dire che aveva fatto molte cose (dall’insegnamento ai fumetti, dal giornalismo al cinema, dal teatro alla letteratura) “e ho anche scritto e cantato canzoni”.

Il premio “Bella Ciao”

Nel 2015 a Saluzzo gli era stato consegnato il premio “Bella Ciao” per il suo impegno culturale: in quell’occasione l’avevo intervistato pubblicamente in una serata con oltre mille persone. Era già stanco, affaticato, e mi chiedeva piano “ma quando finisce?” salvo poi rispondere con entusiasmo e la solita ironia alle domande: il pubblico lo galvanizzava.

Mi ha scritto l’amico Ellade Bandini, batterista storico di Guccini: “Questo è il prezzo della vita”.

Già. Buon viaggio Francesco chissà che concerto lassù con Dalla, Daolio, De André…

Nella foto Alberto Gedda e Francesco Guccini

Alberto Gedda