
Quanto è trasparente la pubblicità su Tik Tok? Se lo domanda, non senza inquietudine, la Commissione europea. Che il 15 maggio ha fatto pervenire alla piattaforma social il proprio parere preliminare su presunte violazioni del regolamento sui servizi digitali. Nello specifico sull’obbligo di tenere e pubblicare un affidabile registro della pubblicità.
Fondamentale per individuare annunci ingannevoli, minacce ibride, operazioni di informazione coordinate e messaggi pubblicitari falsi, anche nel contesto di elezioni, il registro è strumento-base, a tutela dei cittadini e a difesa dei valori democratici. Perché scongiura i rischi di eventuali manipolazioni.
Le conclusioni preliminari della Commissione si basano su un’indagine approfondita che ha incluso, tra l’altro, l‘analisi dei documenti interni della società, la prova degli strumenti di TikTok e colloqui con esperti del settore.
Dall’Europa dubbi sulla trasparenza dell’advertising di TikTok
Pur non pregiudicando l’esito dell’inchiesta complessiva, queste prime valutazioni hanno comunque portato la Commissione europea a muovere rilievi sulla trasparenza dell’advertising su TikTok. Il suo registro delle pubblicità non consentirebbe infatti al pubblico di effettuare ricerche complete su contenuti, autori e fonti di finanziamento. Compromettendone quindi l’effettiva utilità. E sollevando interrogativi sulla qualità dell’informazione diffusa.
Pubblicità corretta a difesa dei consumatori e a tutela di elezioni democratiche
“La trasparenza nella pubblicità online — chi paga e come viene selezionato il pubblico destinatario — è essenziale per salvaguardare l’interesse pubblico – ha spiegato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – Che si tratti di difendere l’integrità delle elezioni democratiche. Proteggere la salute pubblica o tutelare i consumatori dagli annunci ingannevoli. I cittadini hanno comunque il diritto di sapere chi c’è dietro ai messaggi che vedono. Secondo il nostro parere preliminare, TikTok non rispetta il regolamento sui servizi digitali in sezioni chiave del suo registro delle pubblicità. Il che impedisce la piena verifica dei rischi derivanti dai suoi sistemi di pubblicità e di targeting”.
