Equipes Notre-Dame

Equipes Notre-Dame a Torino: “Guardare all’origine dell’amore”

Il vescovo ausiliare Alessandro Giraudo, a nome della Chiesa torinese, dà il benvenuto agli oltre 7500 equipiers da 86 paesi del mondo. “La vostra spiritualità sia contagiosa”

“Saranno giorni intensi di spiritualità e di riflessione”. Il vescovo ausiliare, mons. Alessandro Giraudo ha rivolto il benvenuto e l’abbraccio di tutta la Chiesa torinese alle Equipes Notre Dame, che a Torino, all’Inalpi Arena, tra il 15 e il 20 luglio, terranno il loro XIII raduno internazionale, con oltre 7500 equipiers provenienti da ogni parte del mondo.

Equipe Notre Dame: la famiglia come scuola di spiritualità

“La nostra Chiesa e tutta la comunità ecclesiale è lieta di ricevere la testimonianza delle famiglie delle Equipes – ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione del raduno mons. Giraudo. – Viviamo un momento particolare, alla vigilia della prossima assemblea sinodale, che ribadisce proprio il ruolo della famiglia nel cammino ecclesiale di sinodalità. Nell’intreccio delle generazioni la famiglia si fa scuola di spiritualità. E questo è un mandato prezioso per noi”.

Andiamo con cuore ardente: il motto degli equipiers è spiritualità attinta dal Vangelo

“Andiamo con cuore ardente” è il motto scelto per il raduno. “Questo tema – ha considerato Giraudo- con le sue declinazioni nella scansione delle giornate è ancora una volta un esempio di una spiritualità che attinge al Vangelo per renderlo cammino di santità nella vita quotidiana”. Immediato il parallelo con l’esortazione apostolica Amoris Laetitia di papa Francesco. “In particolare – ha proseguito – mi riferisco al passaggio in cui Francesco ricorda che i due sposi sono tra loro riflessi dell’amore divino, che conforta con la parola, lo sguardo, l’aiuto, la carezza, l’abbraccio. Qui c’è tutta la vita quotidiana”.

L’invito di mons. Giraudo: “Guardiamo in alto, all’origine della vita e dell’amore”

La famiglia cattolica deve farsi quotidianamente un riflesso vissuto del Vangelo, nel nostro tempo e nel nostro mondo. Per mons. Giraudo è una sfida. “Lo sguardo che da Torino si allarga a tutti i paesi di provenienza degli equipiers e dei loro assistenti diventa, come ci ricorda il nostro arcivescovo Roberto, un’occasione per guardare in alto, all’origine della vita e dell’amore”.

Davanti agli equipiers il segno della Sindone e la testimonianza dei santi sociali

Tra le tante bellezze che a Torino gli equipier potranno incontrare ci sarà anche la Sindone. “Il segno che ci rimanda alla passione di Cristo – ha indicato Giraudo – e quindi a quell’amore che è alla radice di tutti i sacramenti”. Ma Torino è anche la città dei santi sociali: San Giovanni Bosco, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Giuseppe Cafasso, San Giuseppe Allamano, San Leonardo Murialdo, San Giuseppe Marello, il Beato Francesco Faa’ di Bruno e il beato Frassati, anche lui presto santo. “Loro sono stati capaci di immergersi nella carità e di viverla sino in fondo. La loro testimonianza risplende. Così come la loro sfida di aprire con il Vangelo la nostra umanità al dono di Dio e al suo amore, che siamo chiamati a vivere e a restituirgli”.

Mons. Giraudo: “Che la vostra spiritualità sia contagiosa”

L’auspicio di mons. Giraudo è quello di tutta la Chiesa torinese e piemontese. “Mi auguro che Vangelo che si respirerà con gli equipiers possa contagiare la vita delle famiglie di questa città e della Chiesa. E che possa essere occasione di riflessione per tutti coloro che cercano con sincerità la via per vivere in pienezza il dono dell’amore”.

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Paola Cappa