San Grato, patrono della Diocesi di Aosta. Domenica 7 settembre, celebrazione eucaristica e corteo con le reliquie del Santo

San Grato. Ad Aosta messa e processione

Domenica 7 settembre, celebrazione eucaristica e corteo per le vie della città con le reliquie del Santo patrono della Diocesi di Aosta. Il 4 settembre presentazione ai media della lettera pastorale

La cattedrale

Tutti in cattedrale, presbiteri e fedeli, riuniti attorno al vescovo di Aosta, Per la solennità di San Grato, patrono della diocesi Aosta, domenica 7 settembre, sarà messa grande nel duomo di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista. A presiederla mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta e presidente della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta. L’appuntamento è per le 15.

Processione per affidare a San Grato la vita di Aosta

Secondo tradizione, al termine della celebrazione eucaristica, le reliquie di San Grato percorreranno le vie della città. Un segno di affidamento della vita quotidiana al Santo patrono. L’intero evento sarà trasmesso su Radio Proposta Aosta a partire dalle 14.30.

La Lettera pastorale presentata ai media

Pasqua. L’augurio di monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta. "Opponiamo al male la forza di un amore più grande”
Mons. Franco Lovignana

Nell’occasione della solennità di san Grato, il vescovo della Diocesi di Aosta, mons. Lovignana, dà anche appuntamento agli operatori della comunicazione. Li attende nel salone del Vescovado giovedì 4 settembre a partire dalle 11.00 per la tradizionale conferenza stampa. Nel corso dell’incontro, presenterà la sua Lettera pastorale. Incentrata sui temi che muoveranno i progetti della diocesi nei prossimi mesi. Nonché altri annunci sulla vita della Chiesa locale.

Cammino sinodale per accompagnare le persone nel percorso di fede

“Il tempo storico particolarmente complesso vede la Chiesa tutta impegnata in un significativo cammino – si legge nella nota di presentazione del programma di san Grato – Quello sinodale. Che è volto a leggere i segni dei cambiamenti. Per meglio accompagnare le persone, dalle più vicine alle più lontane”.

A cura di: Redazione