Dal 1° agosto 1974, e per 14 mesi, la Gazzetta del Popolo di Torino – uno dei giornali del Risorgimento e tra i più antichi quotidiani italiani – uscì in “autogestione”: scritta, prodotta, stampata e diffusa nelle edicole in strada dai suoi giornalisti e dai suoi poligrafici.
Una lotta sindacale e per il pluralismo dell’informazione senza precedenti in Italia che voleva impedire la chiusura definitiva della testata.
Un’esperienza coraggiosa e innovativa che ebbe come suo leader Claudio Donat-Cattin, giornalista della cronaca di Torino, sindacalista dell’Associazione Stampa Subalpina e della Federazione Nazionale della Stampa italiana, figlio di Carlo, capo della corrente Dc di Forze Nuove e “ministro dei lavoratori”.
Il dibattito per raccontare il ruolo di Claudio Donat-Cattin
Quella battaglia di democrazia e per la libertà di stampa, e in particolare il ruolo di Claudio Donat-Cattin (scomparso nel dicembre 2022), saranno rievocati in un dibattito organizzato dalla Fondazione Donat-Cattin, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. L’evento fa parte della rassegna pluriennale “Lezioni di ieri per oggi”.
I relatori
Intervengono: Antonio Di Rosa – direttore de La Stampa, Piero Bianucci – giornalista, Sigfrido Stangalino – poligrafico e sindacalista della Gazzetta del Popolo.
Introduce Barbara Donat-Cattin – consigliere Fondazione omonima
Modera Ettore Boffano – ex condirettore de Il Fatto Quotidiano
foto di @fondazionedonat-cattin
