La morte di Gianfranco Morgando, sopraggiunta presumibilmente a causa di un arresto cardiaco nella giornata di ieri, 21 ottobre, lascia un vuoto umano ancora prima che politico che Torino e il Piemonte dovranno onorare.
Era più di un maestro, un amico, una persona garbata capace di dare contenuti, valori e profondità di pensiero alla politica fosse quella del piccolo borgo nel quale era nato nel Canavese, alle vicende nazionali.
Morgando, esponente del cattolicesimo democratico, ha iniziato la propria carriera politica come amministratore comunale proprio nella sua Borgiallo e a Cuorgnè, nelle file della Dc, vicino alle posizioni della “sinistra sociale” del partito, quelle rappresentate da Carlo Donat-Cattin e da Guido Bodrato. Consigliere provinciale a metà degli anni ’80, assessore all’Istruzione e poi al Bilancio dell’ente, nel 1992 per la prima volta vola a Roma in Parlamento.
Nel 1994 è tra i fondatori del Partito Popolare Italiano, di cui è stato primo segretario regionale in Piemonte. Ritorna alla Camera nel 1996 in rappresentanza dell’Ulivo e diventa sottosegretario all’Industria del primo e del secondo governo D’Alema; quindi sottosegretario a Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica nel secondo governo Amato. Dal 2001 è membro e capogruppo della Margherita alla Commissione Tesoro, Bilancio e Programmazione. Eletto al Senato nel 2006 nel gruppo parlamentare dell’Ulivo, resta in carica fino allo scioglimento anticipato della legislatura nel 2008. Eletto segretario regionale nel Pd nell’ottobre 2007, è rimasto in carica fino al 2013.
Dal 2018 era direttore della Fondazione Carlo Donat Cattin di Torino, con la quale aveva lavorato in stretta collaborazione con il presidente Claudio Donat-Cattin e poi con Maria Pia Donat-Cattin, la famiglia e il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Scientifico. Aveva sostenuto anche come delegato degli Enti nel Cda l’affermazione del Polo del 900, di cui la Fondazione Donat-Cattin è ente di rilievo.
La sua eredità
Morgando sarà ricordato per il suo rigore, la preparazione e la competenza nell’affrontare gli incarichi affidatigli; persona di grande equilibrio, in un mondo politico sempre più incline ad affermare “ad alta voce” le proprie istanze, ha saputo mediare e argomentare con pacatezza, sempre alla ricerca delle convergenze piuttosto che dello scontro. Sul piano culturale, rimarrà prezioso il suo lavoro di ricerca e tutela delle radici rispetto al movimento cattolico piemontese e il suo impegno in ambito sociale.
Domani sera, 23 ottobre il rosario alle 20,30 nella chiesa parrocchiale di San Nicolao a Borgiallo. Il funerale sabato mattina alle 10.30 nella stessa chiesa.
Per chi lo desidera domani, 23 ottobre, all’Istituto nazionale oncologico di Candiolo (Viale della Ricerca 7) dalle 8.30 alle 16.30 sarà possibile salutare Morgando presso la camera morturaria.
