Dice papa Francesco: «Il dialogo nasce da un atteggiamento di rispetto verso un’altra persona, dalla convinzione che l’altro abbia qualcosa di buono da dire

Imparare l’arte del dialogo

Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, parla della difficoltà e ricchezza di cogliere il punto di vista dell’altro

Sono a Roma, al Consiglio permanente della CEI. Anche oggi sul tavolo decisioni impegnative. La discussione è stata accesa. Siamo una bella squadra, ma con idee diverse. Veniamo da varie regioni d’Italia, abbiamo percorsi di studi e di vita diversi. Siamo uniti, ma con punti di vista differenti. Ancora una volta ho provato sulla mia pelle la fatica del dialogo. Ho iniziato la giornata con idee precise, con obiettivi chiari. Poi mi sono scontrato con altri sguardi, altri ragionamenti. A prima vista ho la tentazione di pensare: “Ciò che dice costui è sbagliato”. Ed ecco che inizia l’arte del dialogo.

Ascoltare e capire le ragioni dell’altro

Innanzitutto devo ascoltare, con l’intento di capire. Provo a cacciare la presunzione di sapere già ciò che dirà l’altro. Voglio vincere il pregiudizio che mi sussurra: “Tanto lui dirà cose sbagliate”. Mi mordo le labbra e ripeto: “Non capisco, ma sicuramente ha le sue ragioni”. Provo a lasciarmi interrogare dalle sue parole. Non posso permettermi di ribattere le mie idee allo stesso modo per due o tre volte. Il dialogo vero mette in questione le mie idee. Crea nuove domande, sottolinea limiti. Non posso pretendere che gli altri capiscano al volo. Forse non mi sono spiegato bene. Provo a ripetere aggiungendo nuovi elementi. Devo guardare le cose mettendomi dal punto di vista dell’altro.

Dialogo come processo, ricerca, avventura

Cerco di mantenere la calma e continuo a scavare sotto le apparenze, sotto le prime impressioni. So che anche l’altro sta cercando il meglio, sta inseguendo la decisione migliore. Ancora una volta faccio l’esperienza dei miei limiti e provo ad accogliere lo sguardo altrui come ricchezza. Il dialogo è un processo, una ricerca, un’avventura. Non una battaglia, ma un cammino fatto insieme. Per andare entrambi un po’ più avanti. Scopro di non avere la verità in tasca. Siamo in ricerca. Non discuto per obbligare l’altro a darmi ragione, ma per condividere le rispettive ragioni e raggiungere insieme un punto di vista nuovo.

Una verità cercata insieme

In ballo non c’è il mio interesse, ma il comune interesse. Siamo qui non per ottenere applausi o successi personali. Siamo qui per cercare la strada migliore per la Chiesa che è in Italia. Con passione, consapevoli dei nostri limiti. Quando si discute è fondamentale sapere che nessuno possiede la chiave magica. La cerchiamo insieme. Nessuno ha la verità. La cerchiamo insieme.

Dialogo come accoglienza cordiale

Dice papa Francesco: «Il dialogo nasce da un atteggiamento di rispetto verso un’altra persona, dalla convinzione che l’altro abbia qualcosa di buono da dire; presuppone fare spazio, nel nostro cuore, al suo punto di vista, alla sua opinione e alle sue proposte.  Dialogare significa un’accoglienza cordiale e non una condanna preventiva. Per dialogare bisogna sapere abbassare le difese, aprire le porte di casa e offrire calore umano”.

Non è uomo chi vince, ma chi costruisce

Oggi ho avuto la tentazione della condanna preventiva. Ho provato difficoltà a fare spazio a ragionamenti che non condividevo. È stata una giornata faticosa. Ma sono riuscito a “lasciarmi spostare”. Vado a dormire senza aver vinto, ma un po’ più umano. Non è uomo chi vince, ma chi costruisce. Proviamoci insieme.

(Foto di carattere generico dagli archivi di Freepik e di Pixabay)

Derio Olivero (Fonte: Eco del Chisone)