Guardiamoci intorno, frughiamoci in tasca. Smartphone, schermi, pc, tablet, sensori, telecamere: il digitale è ovunque. Molti più device che automobili, molti più device che esseri umani. Ma se delle automobili vediamo il fumo uscire dallo scappamento, e capiamo dalla loro massa che per costruirle è stata necessaria una grande quantità di materie prime e lavoro, raramente lo pensiamo per i prodotti digitali, sovente piccoli e ben affusolati, docili ai nostri comandi, simili a un orsacchiotto con cui addormentarci verso sogni migliori.
Oggetti digitali ad alto impatto ambientale

Ci chiediamo mai quanta energia consumano? Da dove arrivano le materie prime? Come vengono smaltiti? Se possono essere progettati in maniera diversa? Quali impatti hanno sul nostro modo di pensare, scegliere, comunicare, di esprimere i nostri sentimenti?
Il Digital Ethics Forum a Torino, Roma e online. Dibattiti sul digitale
Intorno a queste domande e alle prime risposte che vengono dalla società civile, il 6-7-8 novembre, a Torino presso il CSI Piemonte, a Roma presso la sede di Frontiere e online, si terrà la sesta edizione del Digital Ethics Forum, organizzato dall’associazione Sloweb. Si tratta di lezioni e dibattiti intorno al digitale, con esperti dal mondo dell’università e delle imprese. Provenienti da numerose discipline – ingegneri, giuristi, storici, sociologi, filosofi– questi professionisti si confrontano con rappresentanti di associazioni che operano sul territorio. Tanti punti di vista, tante competenze, tanti stimoli per approfondire il concetto di sostenibilità.
Sostenibilità. Sviluppo consapevole e previdente
Una definizione di sostenibilità da cui partire è quella famosa riportata nel 1987 dal Rapporto Brundtland: lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.
I limiti dello sviluppo digitale
La sostenibilità è un concetto ampio, che racchiude l’economico, il sociale e l’ambientale (dove ambientale include ed è più ampio di energetico). Riprendendo I limiti dello sviluppo pubblicato nel 1972 dal Club di Roma, ci si può interrogare sui limiti dello sviluppo digitale. I dati saranno infiniti? Di quanta energia avremo bisogno? Tutto sarà connesso a tutto e a tutti permanentemente? Gli algoritmi daranno conoscenza perfetta? La tecnologia ci darà l’immortalità?
Usare o essere usati dal digitale?

Sono scenari che rappresentano i limiti estremi nel futuro a partire da ciò che osserviamo oggi. Si parte dunque dagli specialisti delle singole discipline ma dentro una visione d’insieme, dentro un sistema in cui le parti confluiscono nel tutto. In quest’ottica le nostre scelte su come usare o essere usati dal digitale acquisiscono un valore nuovo, che riguarda la nostra vita e al tempo stesso la collettività, persino l’intera specie.
Earth Overshoot Day sempre più vicina nell’anno
Un indicatore vivido per comprendere l’impatto delle attività umane sul pianeta è l’Earth Overshoot Day, che mette in relazione, nel corso di un anno, le risorse consumate rispetto alla capacità delle Terra di rigenerarle. Nel 1970 l’Overshoot Day era il 31 dicembre, cioè durante un anno le attività umane consumavano le risorse che la Terra in un anno rigenerava; negli anni successivi l’Overshoot Day si è via via anticipato e nel 2024 è stato il 1° agosto. Oltre quella data siamo andati in debito rispetto alle risorse che la Terra è in grado di rigenerare in un anno: a fine anno avremo consumato 1,7 pianeti.
Human Overshoot Day. Il limite al consumo di risorse personali

C’è da chiedersi allora: non dovremmo pensare a un Human Overshoot Day? Un giorno della vita oltre quale la voracità della nostra esistenza consuma risorse che non possediamo e non possiamo rigenerare? Ci esauriamo di velocità e innovazione, estraendo da noi stessi oltre il limite di sopportazione. Dovremmo forse dormire un’ora in più per rigenerarci, e poi due, quattro, finché qualche formula dimostrerà che dovremo dormire ventiquattro al giorno, condannandoci matematicamente al riposo eterno in vita, all’estinzione della specie?
Emanciparsi dall’illusione dell’orizzonte infinito
Immaginare un simile Human Overshoot Day può far paura, ma il numero secco, che rappresenta un limite, delibera una frontiera visualizzabile, utile per emanciparsi dall’illusione dell’orizzonte infinito, che sempre si sposta avanti, consentendoci in eterno di avanzare secondo il nostro gusto e la nostra volontà. Ma l’infinito è concetto matematico, inaccessibile alla biologia.
E anche tale matematica andrebbe insegnata a scuola, oltre alle formule per decifrare studi di funzioni e passare l’esame. Insieme a tante altre materie, reinventate, rigenerate al pari delle risorse naturali a disposizione di una nostra possibile sapienza.
Sloweb. Per promuovere l’uso responsabile del digitale
Il mondo digitale s’inquadra in tale contesto, ed è utile analizzarlo da diversi punti di vista per comprendere i suoi molteplici impatti. Questo cerca di fare l’associazione Sloweb, fondata nel 2017 per “promuovere l’uso responsabile degli strumenti informatici, del web e delle applicazioni Internet attraverso attività di informazione, educazione e lotta agli usi impropri da parte di organizzazioni di ogni natura.”
Digital Ethics Forum. Per allontanare lo Human Overshoot Day
Il Digital Ethics Forum del 6-7-8 novembre è un’occasione per ascoltare, scambiarsi esperienze, imparare; è gratuito, aperto a cittadine e cittadini che vogliano approfondire la propria conoscenza. La posta in gioco è agire in maniera più consapevole, allontanandosi dallo Human Overshoot Day. Il Forum si tiene sia in presenza sia online per raggiungere più persone possibili. L’invito è: iscrivetevi!
(Foto di carattere generico dagli archivi di Freepik e di Pixabay)
