“Le parole non descrivono soltanto la realtà: la costruiscono”. Parte da questa convinzione il nuovo numero di Donne Chiesa Mondo, il mensile femminile dell’Osservatore Romano curato da Rita Pinci, in uscita sabato 6 giugno con il titolo Parola nostra. Un’edizione dedicata al valore civile, culturale e spirituale del linguaggio, in un tempo segnato – osserva la rivista – da un dibattito pubblico sempre più aggressivo e polarizzato.
“Disarmare le parole”
Il filo conduttore del numero si intreccia con il recente appello di Papa Leone XIV a “disarmare le parole”. Restituendo al linguaggio verità, misura e capacità di relazione. Da qui prende forma una riflessione che attraversa l’intera pubblicazione. Se il mondo nasce dalla parola, come ricorda il Prologo del Vangelo di Giovanni, allora il linguaggio non è mai neutrale ma può costruire o distruggere, creare legami oppure alimentare divisioni.
“Se la parola ha il potere di costruire o distruggere il mondo, allora è decisivo interrogarsi su quali linguaggi riescano ancora a generare vita invece che consumo, relazione invece che scontro”, si legge nell’editoriale. Una riflessione che si accompagna a un’altra domanda centrale: le parole delle donne, quelle che scelgono di usare e quelle che non vogliono più ascoltare, possono trasformare la società e l’immaginario collettivo?
Donna, Vita, Libertà
L’apertura del numero, firmata da Ritanna Armeni e Rita Pinci, prende spunto dallo slogan “Donna, Vita, Libertà”, nato nei movimenti femminili curdi e diventato simbolo globale dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022. Un motto interpretato come una nuova grammatica del vivere insieme, alternativa ai linguaggi della forza, del dominio e della guerra, capace invece di mettere al centro ascolto, reciprocità e solidarietà.
Attraverso storie, testimonianze e approfondimenti, Donne Chiesa Mondo racconta donne che hanno fatto della parola uno strumento di libertà e cambiamento: da Malala Yousafzai a Nadia Murad, dalle Madri di Plaza de Mayo fino a Gisèle Pelicot e alle nuove generazioni impegnate a ridefinire il linguaggio dei diritti e della cittadinanza.
Nel numero intervengono, tra le altre, la sociologa Chiara Giaccardi, la storica Grazia Loparco, le teologhe Linda Pocher, Marinella Perroni e Simona Segoloni Ruta. Ampio spazio anche ai reportage internazionali: dal Libano con Lidia Ginestra Giuffrida, dall’Afghanistan con Lucia Capuzzi e dal monastero di Viboldone, vicino Milano, dove le monache restaurano antichi libri.
Completano il numero le testimonianze raccolte da Elisa Calessi, tra cui quelle della vaticanista messicana Valentina Alazraki, della monaca siriana Houda Fadoul e della teologa protestante Elisabeth Green, insieme all’intervista di Carmen Vogani a Claudia Mazzucato, docente di Diritto penale all’Università Cattolica di Milano.
