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Il Signore ci doni il lasciarsi trasportare dal fiume del suo amore

Di fronte alla violenza che attraversa il mondo, a Natale un messaggio di speranza del vescovo Lovignana

Mi ha molto colpito un recente articolo di Domenico Quirico dal titolo La pace impossibile.
Descrive la situazione di violenza in cui precipita il nostro mondo. Non si tratta solo della violenza attuata e subita da tante, troppe persone. Ciò che preoccupa è il clima culturale soggiacente, descritto come «Cattiva Novella» che si diffonde: «odiare si può. Da un capo all’altro, da una guerra all’altra, dall’Ucraina alla Palestina, dalla Siria all’Africa l’odio insiste. Racconta di me, indossami, cammina in mio nome dove non sanno neppure di attendermi, sorprendili, trova il modo». Un seme gettato a piene mani, quasi impercettibile, dormiente, ma pronto a manifestarsi in qualsiasi momento dove trovi terreno favorevole. È un quadro tetro, ma non credo troppo lontano dalla realtà.

L’aspirazione alla pace, l’impegno civile che la invoca a gran voce, gli sforzi diplomatici per costruirla sono sufficienti per vincere la forza, subdola e dilagante, dell’odio e contrastarne la cattiva novella? In una simile situazione il Natale sembra solo un anestetico grazie alle luci, alle atmosfere melliflue, agli affari capaci sempre di illudere cuori e menti con miraggi di potere e di piacere. In una simile situazione è possibile annunciare il Natale cristiano? Può interessare a qualcuno? Sono andato a rileggere le parole che l’angelo rivolge a Giuseppe quando lo invita ad accogliere in casa la sua sposa e il bambino non suo che deve nascere: Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1, 20b-21). Di fronte all’ondata del male che avanza e sembra sopraffare tutto e tutti c’è una Buona Novella: è venuto nel mondo e viene nel mondo uno che ha vinto il male, il peccato e la morte.

È Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo nel grembo di Maria. La sua vita, la sua morte e la sua risurrezione oppongono «contro l’oceano del male… un fiume infinito e perciò sempre più grande di tutte le ingiustizie del mondo, un fiume di bontà, di verità, di amore» (Benedetto XVI). Torna in mente la drammatica invocazione dell’apostolo Paolo quando, considerando la potenza del male nella sua vita, scrive: Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? E subito aggiunge: Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! (Rm 7, 24-25a). Solo il Signore può spezzare la potenza del male! Il Natale ritorna proprio perché noi proclamiamo: È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini (Tt 2, 11). Il Bambino di Betlemme salva l’umanità dall’autodistruzione perché guarisce il cuore dell’uomo dall’odio, illumina coloro che abitano in terra tenebrosa; Principe della pace vuole eliminare gli strumenti della guerra e della morte (cfr Is 9, 1-6) e far trionfare il diritto e la giustizia. Ma per questo domanda la nostra collaborazione. Il messaggio del Natale è anche invito alla conversione: «Dio ci invita a metterci dalla sua parte, ad uscire dall’oceano del male, dell’odio, della violenza, dell’egoismo e di identificarci, di entrare nel fiume del suo amore» (Benedetto XVI).

È questo l’augurio che formulo: ci doni il Signore di metterci dalla sua parte, di lasciarci raggiungere e trasportare dal fiume del suo amore!
Buon Natale!