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Un incontro fraterno, segnato da ascolto e vicinanza

Visita ad Limina da parte dei Vescovi Piemontesi: riflessioni e insegnamenti del Papa

Venerdì 26 gennaio si è conclusa la Visita ad Limina dei Vescovi della Conferenza episcopale piemontese. Penso che il bilancio dettagliato possa essere tracciato solo da ogni singolo Vescovo che ha recepito spunti e indicazioni nel formato della propria Chiesa locale. Immagino che ognuno di noi, dopo averli condivisi con i propri collaboratori, cercherà di portare i frutti della Visita nella vita della Diocesi.

Parlando in termini generali raccoglierei l’esperienza che abbiamo vissuto attorno ad alcuni poli. Le celebrazioni nella Basiliche, in particolare sulle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, ci hanno confermato nella fede cattolica, ricordandoci il compito magisteriale che abbiamo ricevuto per il bene del Popolo che ci è affidato. L’incontro con i Dicasteri della Curia romana – menti e braccia operative del Santo Padre – e soprattutto l’incontro con il Papa ci ha permesso di rafforzare la comunione universale. Se è vero che ogni Chiesa locale ha in sé tutti gli elementi che le permettono di essere Popolo di Dio adunato nell’unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è altrettanto vero che abbiamo bisogno delle Chiese sorelle per camminare con sicurezza sulla strada del Vangelo. Questo servizio di unità nella carità è assicurato e mediato dalla Chiesa di Roma e dal suo Pastore, successore di Pietro. Vorrei sottolineare come gli incontri con i Dicasteri e con il Papa si siano svolti in un clima fraterno, autenticamente sinodale di ascolto e di dialogo che ha certamente arricchito noi, ma anche permesso ai Responsabili della Curia romana di farsi un’idea della situazione delle nostre Chiese e delle popolazioni di Piemonte e Valle d’Aosta, con le loro ricchezze di cultura e di vita e con i problemi sociali, economici e morali che le affliggono.

Vorrei concludere riportando alcuni punti emersi dalle parole che il Papa ci ha rivolto nel dialogo avuto con noi: ci ha invitati a esercitare la misericordia nell’esercizio del ministero e nelle opere di carità, ci ha chiesto di aiutare i nostri fedeli a riscoprire la bellezza della vita perché le nostre famiglie si arricchiscano di figli confidando nel Signore malgrado la durezza dei tempi, ci ha esorato a fare come gli Apostoli e cioè a non dimenticare che i primi e precipui nostri compiti sono la preghiera e l’annuncio della Parola.

Visita ad Limina

I Vescovi piemontesi sono stati i primi in Italia, la settimana scorsa (dal 22 al 27 gennaio), a vivere la visita ad limina.
Chi ha partecipato: Il Pastore del capoluogo di regione – e vescovo di Susa – mons. Roberto Repole, con l’ ausiliare
Alessandro Giraudo. Da Alba mons. Marco Brunetti. Da Cuneo e Fossano mons. Piero Delbosco. Da Mondovì il vescovo Egidio Miragoli. Da Saluzzo mons. Cristiano Bodo. Da Pinerolo il pastore Derio Olivero, da Vercelli l’arcivescovo Marco Arnolfo, da Biella mons. Roberto Farinella. Da Casale Monferrato mons. Gianni Sacchi. Da Acqui Terme mons. Luigi Testore. Da Asti il vescovo Marco Prastaro. Per loro è stata la prima visita ad limina, mentre hanno vissuto quella del 2013, all’inizio del pontificato di Francesco: dalla Valle d’Aosta, mons. Franco Lovignana, da Alessandria il vescovo Guido Gallese. Da Novara mons. Franco Giulio Brambilla e da Ivrea mons. Edoardo Aldo Cerrato.